Gazzetta dello Sport: ritratto di Spinelli, l’attaccante modello

Tra le sfilate e il soprannome di Caniggia

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Spinelli
Claudio Spinelli
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Ha 21 anni, Claudio Paul Spinelli, e gli occhi del suo pubblico riesce ad attrarli non soltanto sul rettangolo di gioco ma pure sulle passerelle. Arriva dall’Argentina un nuovo modello di attaccante rossoblù, sulla scia dei Milito, dei Palacio e in epoca recentissima dei Simeone: punta di peso in Superliga e modello per l’agenzia Model Management. Capelli alla Fernando Redondo e soprannome dedicato a Gago, Pintita, assistito dal suo stesso procuratore. Il paragone col connazionale Caniggia è stato a un certo punto d’obbligo, anche se Paul smentisce in parte: “Mio padre ammirava il ‘Cani’, ma il fatto che io sia biondo e giochi a calcio è casuale. Per il resto, è impossibile fare paragoni”.

Il grande passo compiuto da Spinelli è avvenuto lasciando le giovanili del Tigre a favore del San Martin di San Juan: qui 7 reti nelle prime 10 gare, inclusa una alla Bombonera contro il Boca Juniors, e la sensazione di essere una punta completa. Due di testa, due col sinistro e tre col destro, per la gioia di Fabio Radaelli che scoprì Spinelli appena dodicenne e se ne innamorò come avrebbe fatto con Lautaro Martinez. Nel vivaio del Tigre ha segnato più di tutti nella storia (70 gol in sei anni, 23 da sedicenne in Quinta Division), poi Pedro Troglio l’ha promosso in prima squadra dove Claudio ha messo in pratica lo studio di Higuain, Imbrahimovic e Benzema: “Tento di copiare le loro diagonali, il tempo in area per risolvere è brevissimo”. Fidanzato con la modella Cielo Lopez, Spinelli era atteso in Europa con la stessa velocità con cui è solito condurre contropiedi. Al San Martin lo avrebbero tenuto, ma le sirene dal Villarreal (e dal San Lorenzo) erano forti: alla fine l’ha spuntata il Genoa, conclude La Gazzetta dello Sport.

 

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