GAZZETTA DELLO SPORT – Genoa-Atalanta, blackout Var e gli errori pesano

Il quotidiano scrive che prima di entrare in campo l'arbitro con i suoi collaboratori, gli allenatori, i giocatori e dirigenti di Genoa e Atalanta sono stati avvertiti che le due telecamere super slow motion erano spente

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Il rigore trasformato da Criscito in Genoa Atalanta (Foto Genoa cfc Tanopress)
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Sembra che il blackout del Var ieri al Ferraris, descritto in conferenza stampa dal tecnico dell’Atalanta Gasperini, sia stato provocato dai lavori di restyling dello stadio, che avrebbero creato problemi di cablaggio. Più precisamente secondo la Gazzetta dello Sport sarebbe stato un convertitore bruciato. Il quotidiano scrive che prima di entrare in campo l’arbitro con i suoi collaboratori, gli allenatori, i giocatori e dirigenti di Genoa e Atalanta sono stati avvertiti che le due telecamere super slow motion erano spente. Ma c’è di più: tutti i protagonisti del match probabilmente non sapevano che al 12’ del secondo tempo altre due delle 12 telecamere avevano smesso di inviare il proprio segnale al Var. «La sfortuna ha voluto – si legge sul quotidiano sportivo della Rcs – che proprio una di quelle, allo scoccare del 90’, dovesse fornire all’arbitro Maresca, posizionato davanti al monitor, le immagini per correggere il collega sul campo, Michael Fabbri, come era accaduto mezz’ora prima dall’altra parte del campo. Con quello che aveva a disposizione, il Var non se l’è sentita di revocare un rigore concesso al 90’ dall’arbitro di campo. Peccato, lo avrebbe salvato (anche se il gol di Zapata, 4’ dopo, ridimensionerà comunque la portata dell’errore)».

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