Gasperini: «Il Ferraris dà motivazioni in più al Genoa»

Il tecnico dell'Atalanta, grande ex dell'incontro di domani: «È un test molto forte anche per la nostra personalità, per la nostra capacità: è una gara difficile ma non più complicata di tante altre»

576
Gasperini
Gasperini in conferenza (da @Atalanta_BC)
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

«È un campo che dà alla squadra di casa motivazioni in più, ma non è che quando andiamo a giocare da altre parti siano teneri». Nella conferenza stampa pre Genoa, Gian Piero Gasperini mette in guardia la squadra dalla carica che dà l’ambiente del Ferraris ai rossoblù. Ecco le sue dichiarazioni riprese da TMW.

TEST – «È un test molto forte anche per la nostra personalità, per la nostra capacità: è una gara difficile ma non più complicata di tante altre. Dobbiamo stare attenti, dobbiamo fare la corsa su di noi, l’ambiente esterno è una peculiarità e non possiamo modificarla, gliela concediamo ma noi dobbiamo pensare alle nostre qualità, questa è la risposta che dobbiamo cercare assolutamente».

CAMPIONATO E’ FONDAMENTALE – «Per noi giocare in trasferta è una consuetudine, non è un alibi. Non possiamo pensare di avere 7 partite in 22 giorni, bensì solo al Genoa. È un ottimo test sia per il valore della squadra che per la difficoltà del campo. C’è molta attesa sulla prima di Champions, la prima in assoluto per l’Atalanta. Il campionato è fondamentale».

GENOA CARICO – «Ha iniziato bene con la Roma, poi con la Fiorentina, evidenziando una qualità di gioco. Ha recuperato i favori dei propri tifosi, quando c’è entusiasmo è un’aggiunta importante. Noi però dobbiamo guardare i valori delle due squadre, possiamo fare la nostra gara, siamo nelle condizioni per potere fare bene. Sono tutte partite molto equilibrate, si possono vivere momenti diversi: bisogna essere più bravi negli episodi, sia a Ferrara che a Torino abbiamo fatto cose molto molto buone, abbinate ad altre un po’ meno. Dobbiamo fare la corsa su noi stessi, sapere quali sono i punti forti ma anche le difficoltà che hanno ancora».

KJAER – «Non è pronto, servirà un inserimento anche dal punto di vista tattico. Un conto è farlo in preparazione, è più facile per un esterno tipo Arana che gioca su un binario, ha meno soluzioni da dover prendere in considerazione. Kjaer necessita di qualche allenamento, qualche settimana».

TOLOI E PALOMINO – «Hanno avuto dei problemini durante la settimana, sono ancora indeciso sulla scelta di loro due. Entrambi si sono allenati in prima squadra, nella previsione delle tre settimane questa è una scelta che dovrò fare: se utilizzarne uno, due o nessuno. La cosa si è verificata giovedì, ci ha un po’ spiazzato. Abbiamo un allenamento che darà qualche segnale. Eventualmente c’è anche Ibanez, prima o poi servirà la spinta per buttarlo in campo. Questo ragazzo ha delle doti, se poi non lo vedi giocare e non fa partite è più difficile valutarlo. Ora però tutte le partite contano, si arriverà tramite questi passaggi».

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.