FEDERSUPPORTER – Superlega: Dio perdona e la UEFA e la FIGC pure?

Massimo Rossetti, legale dell'associazione: «E' finito tutto a "tarallucci e vino"»

441

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

L’amico Alfredo Parisi, in sue recenti Note, aveva paventato che la vicenda UEFA/SuperLega sarebbe finita a “tarallucci e vino”, con qualche “ sculacciata ai cattivelli” cofondatori della stessa SuperLega.

Quanto paventato si è, puntualmente, verificato e si sta verificando con l’applicazione alle suddette Società, a quelle dichiaratesi “pentite”, di penalizzazioni pecuniarie, neppure, a ben vedere, troppo pesanti.

Peggio ancora, nell’accordo intervenuto tra la UEFA e le predette Società è contemplata l’ipotesi che queste ultime possano, per così dire, ”riprovarci”, dovendo, in questo caso, corrispondere alla stessa UEFA, una penalità economica.

Circa la dissuasività e la deterrenza di una clausola del genere lascio volentieri ad altri giudicare.

Della serie, qualsiasi violazione, pur gravissima, dell’ordinamento sportivo può essere sanata mediante un esborso di denaro.

Un principio che ricorda l’ordinamento giuridico longobardo, codificato dall’Editto di Rotari, secondo cui onde evitare le faide, qualsiasi reato poteva essere monetizzato.

Peraltro, sempre dal punto di vista giuridico, la soluzione intervenuta tra l’UEFA e le 9 società cofondatrici della SuperLega è riconducibile all’istituto del ravvedimento operoso in materia tributaria, piuttosto che all’istituto dell’applicazione della pena su richiesta delle parti, cosìdetto “patteggiamento” in materia penale.

Il primo, infatti, come nel caso di specie, si basa sul presupposto del riconoscimento da parte del ravveduto, di aver commesso una irregolarità che egli, volontariamente, chiede di sanare mediante il pagamento di una somma.

Il secondo, viceversa, secondo la più recente giurisprudenza di legittimità e secondo il parere della Sezione Consultiva della Corte Federale d’Appello del 18 dicembre 2017( Comunicato Ufficiale n.071/CSA), non comporta il riconoscimento della responsabilità del fatto-reato, in quanto tale riconoscimento non può prescindere da un accertamento di responsabilità che manca nel giudizio sotteso dalla sentenza di patteggiamento.

Laddove le 9 Società cofondatrici della SuperLega, per esplicita ammissione del Presidente UEFA hanno fatto “atto di contrizione” per il loro comportamento, riconoscendo espressamente di aver violato loro doveri ed obblighi e per l’effetto di tale riconoscimento, pronte a regolarizzare la loro posizione con l’accettazione di alcune sanzioni economiche.

Le Società cofondatrici della SuperLega, Barcellona, Juventus, Real Madrid, invece , mediante un Comunicato congiunto, mostrano di non essersi affatto ravvedute e di non volersi ravvedere, ritenendo la SuperLega una soluzione corretta e necessaria da perseguire ed attuare.

Non solo, ma essendosi automaticamente disciolto il sodalizio con le altre 9 società a causa del ravvedimento di queste ultime, le predette tre società mostrano di voler continuare ad agire di concerto onde portare avanti ed attuare il loro progetto.

Significativi sono al riguardo i seguenti passaggi del Comunicato congiunto di Barcellona, Juventus e Real Madrid, pubblicato sui rispettivi siti in data 8 maggio scorso:

“I club fondatori hanno ricevuto e continuano a ricevere, inaccettabili pressioni, minacce ed offese da terze parti al fine di ritirare il progetto proposto………;siamo pronti a riconsiderare l’approccio proposto per quanto necessario. Tuttavia, saremmo altamente irresponsabili qualora, consapevoli dei bisogni e della crisi sistemica del settore calcistico che ci hanno indotti ad annunciare la Super League, abbandonassimo la missione di fornire risposte efficaci e sostenibili alle questioni esistenziali che minacciano il settore calcistico … ; abbiamo il dovere di agire in maniera responsabile e di perseverare nel raggiungere i nostri obiettivi, nonostante le continue ed inaccettabili pressioni e minacce ricevute da UEFA “

E sarebbe francamente ridicolo e grottesco che, a fronte di un atteggiamento del genere, la UEFA e la FIGC possano soltanto immaginare di intavolare trattative con le società in questione, a meno di non perdere la faccia e qualsiasi credibilità.

Il Comunicato emesso dall’UEFA è altrettanto significativo:

“ I nove club ammettono e accettano che il progetto della Super Lega era un errore e chiedono scusa a tifosi,federazioni, leghe, club europei e alla UEFA. Riconoscono anche che il progetto non sarebbe stato autorizzato ai sensi degli Statuti e Regolamenti UEFA……”

In particolare ogni club “…..come gesto di buona volontà e insieme agli altri club, farà una donazione per un totale di 15 milioni di euro, da utilizzare a beneficio di bambini, giovani e calcio di base nelle comunità locali in tutta Europa, compreso il Regno Unito;….. sarà soggetto alla trattenuta del 5 % dei ricavi che avrebbe ricevuto dalle competizioni UEFA per club per una stagione, che verranno redistribuiti….”

Rilevo, inoltre, che la Juventus, ma, anche, Milan ed Inter, dovrebbero essere deferite agli Organi della Giustizia Sportiva Federale per violazione dell’art. 1 bis del Codice di Giustizia Sportiva.

Esse, infatti, sarebbero venute gravemente meno ai doveri di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto, comunque, riferibile all’attività sportiva .

Doveri che si traducono in precisi obblighi giuridici di fare o non fare, la cui violazione dà luogo all’attivazione di un procedimento sanzionatorio.

In particolare, il principio di lealtà sportiva, secondo il Codice Europeo di Etica Sportiva, del 13-15 maggio 1992, prevede che tale principio comprende, tra l’altro, la lotta contro le astuzie al limite della regolarità,alle disuguaglianze delle opportunità, alla commercializzazione eccessiva.

Guarda caso, proprio gli elementi su cui si fonda la SuperLega.

Né, stante la gravità dei comportamenti posti in essere, la sanzione da comminarsi potrebbe ridursi a quella meramente economica, dovendosi, invece, applicare la sanzione di congrui punti di penalizzazione in classifica.

Caso mai all’Inter ed al Milan potrebbe applicarsi l’attenuante dell’ammissione di responsabilità, insita nel ravvedimento operoso nei confronti dell’UEFA.

Che d’altronde la cofondazione della SuperLega sia da considerare, sotto il profilo di un comportamernto sleale, scorretto e improbo di particolare gravità, è testimoniato dal fatto che la FIGC, modificando l’art. 16 delle NOIF, ha previsto che la partecipazione a competizioni organizzate da associazioni private non riconosciute dalla FIFA, UEFA e FIGC, comporta addirittura la decadenza dalla affiliazione, così come la disputa di gare e tornei amichevoli senza l’autorizzazione della stessa FIGC.

Quanto all’entità della sanzione bisogna tenere presente che la Cassazione a Sezioni Unite, ha sancito la compatibilità con il nostro ordinamento del principio tipico degli ordinamenti anglosassoni, del così detto “danno punitivo”.

Vale a dire che fatti illeciti particolarmente rilevanti e gravi vanno sanzionati, non solo a titolo e fini ripristinatori, ma anche a titolo ed a fini di prevenzione e deterrenza nei confronti degli stessi o analoghi fatti.

Per concludere, né l’UEFA né la FIGC, se vogliono essere credibili, possono pensare di cavarsela, o facendo finta di niente, o con qualche rimprovero, o con la penitenza di qualche “ AveMaria e Paternostro”.

Diversamente, dimostrerebbero di essere deboli con i forti e forti con i deboli e che le norme e le regole dell’ordinamento sportivo per i forti vanno interpretate e per i deboli si applicano .

Sulla falsariga, d’altra parte, di quanto finora avvenuto in tema di applicazione di fair play finanziario e del rispetto delle condizioni per partecipare a campionati europei e nazionali.

Avv. Massimo Rossetti

Responsabile area legale Federsupporter

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.