Federsupporter – Le Asl sono i veri gestori dei campionati nazionali ed europei

Al di là della preoccupante vicenda di questi giorni che ha coinvolto la Lazio, ciò che colpisce è il danno che, comunque, tale vicenda sta provocando al calcio nei suoi aspetti di sistema ed individuali dei vari club

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Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter

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Nell’articolo pubblicato il 5 novembre scorso (www.federsupporter.it),Tamponi a go’go’”, tra l’altro evidenziavo la responsabilità della FIGC che doveva “ …imporre come l’UEFA, un unico centro diagnostico di valutazione dei test per tutti gli atleti professionisti e per coloro che gravitano all’interno dei club”.

Ed ancora “Non può infatti essere certo un problema di costi per i club il freno ad una logica che non coinvolge solo il mondo del calcio”.

Al di là della preoccupante vicenda di questi giorni che ha coinvolto la Lazio, i suoi giocatori ed il medico sportivo del Club, con gli interventi della Procura della Repubblica di Avellino da un lato e della Procura federale dall’altro, ciò che colpisce è il danno che, comunque, tale vicenda sta provocando al calcio nei suoi aspetti di sistema ed individuali dei vari club, sotto gli occhi attoniti dei tifosi e spettatori tenuti sempre più lontani e non solo  dagli stadi.

Il calcio, come acutamente osservato da Pippo Russo (cfr. “Il Pallone nella Bolla” , su “Domani”, 24 ottobre 2020) ha fatto scaturire “..una crisi di rigetto  quale effetto di un calcio mutante che propone punteggi esagerati al termine di gare dall’andamento schizofrenico, ma giocate dentro il vuoto pneumatico degli stadi deserti”.

Ma la situazione attuale sta anche procurando un danno ulteriore e, a mio avviso, ben più grave, sul quale i “gestori del carrozzone” non si sono neppure soffermati; sta “ allargando il solco tra calcio e massa… da non riuscire a cogliere fino in fondo che della nostra passione (di tifosi) il calcio forse non sapeva cosa farne” ( così, Angelo Carotenuto  in “I nostri stadi infestati dai fantasmi” su “Il Foglio” del 24-25 ottobre 2020)

Infatti, “ L’equilibrio su cui poggia questa stagione complicata ma per molti versi fondamentale è fragilissimo. Il campionato deve andare avanti perché molti club non possono permettersi altri stop.” ( così Marotta, su “La Gazzetta dello Sport”, 8 novembre 2020, pag. 25).

Significativa, al riguardo, è la vicenda del Genoa  che ha visto 17 giocatori e 5 componenti lo staff tecnico colpiti dal virus, o ancora più esemplificativo, il caso della Reggiana, falcidiata dal covid.

Il virus aveva, infatti, contagiato  22 calciatori e 7 componenti lo staff, tra cui l’allenatore, così che  non era stata in grado di scendere in campo contro la Salernitana. Di conseguenza la mancata partecipazione alla gara aveva comportato la perdita della partita a tavolino per 3 a 0

Ma, si sa,  con le regine ( i club più importanti) i fanti ( i club minori) ed i suoi re ( i padroncini dei club) ,come ho già scritto, il carrozzone deve andare avanti, incurante di tutto e di tutti.
(  cfr. “La Gazzetta dello Sport” , 1 novembre 2020, pag. 25) rigettando, con grande senso di sportività , la richiesta della Reggiana  del semplice  rinvio della partita.

Prendendo spunto dalle dichiarazioni di Marotta, sopra richiamate, ma, soprattutto, dall’affermazione di una “Serie A falsata, sia con riferimento alla questione “tamponi, sia sulla situazione di “povertà” dei club, credo sia  opportuno fare un minimo di chiarezza.

La richiesta di uniformità nella scelta di un unico Centro di analisi che determini la positività o meno da Covid 19 , così come la necessità di predeterminare regole di valutazione degli esiti, valide per tutti i club,  mi sembra minimale, specie alla luce di ciò che sta accadendo.

Un Centro diagnostico unico, peraltro, da articolare territorialmente, per massimizzare la tempistica dei prelievi e la conseguente validazione dei test, facilitando il dialogo con le ASL e, nel contempo, minimizzare i costi per le società, è il primo essenziale passo da fare.

Altro aspetto preoccupante  è quello relativo alla credibilità di un campionato che sta assumendo contorni sempre più dipendenti da fattori esterni non gestibili,  ma che ne condizionano  i risultati; comportamenti, in particolare, dipendenti dai diversi atteggiamenti delle ASL ( strutture pubbliche, responsabilmente competenti) che diventano, ora, i veri gestori delle squadre.

Infatti, come noto, ad ogni ASL deve essere segnalata la positività dei tamponi effettuati nei confronti dei calciatori residenti nei rispetti territori di competenza.

Ciò è ancora più determinante se si riflette sulla percentuale di presenza  di giocatori stranieri  che compongono la rosa dei club del nostro campionato, chiamati, come sta accadendo in queste ore, ad una vera e propria trasmigrazione per  disputare le partite con le rispettive nazionali, sia a livello Under 21, sia a livello di Nazionali maggiori.

Il prospetto  seguente ( fonte “La Gazzetta dello Sport”) evidenzia tale criticità :

CLUB Crotone Fiorentina Genoa Inter Lazio Roma Sassuolo
n.°convocati 6 13 9 16 6 7 8
n.°positivi 1 1 1 1 3 2 3
Parere ASL  alla partenza Ok Divieto OK Ok Divieto Divieto n.d.

Da queste sintetiche considerazioni emerge la necessità che, nel più breve tempo possibile, la FIGC provveda ad emettere una serie di norme che regolamentino sia l’unicità della scelta del Centro di Analisi, sia l’unicità della tipologia dei tamponi ( solo molecolari), coerenti con linee guida dell’UEFA, sia l’unicità dei criteri di validazione dei test.

Ma, soprattutto,  regolamenti i comportamenti  che i club devono tenere nei confronti delle rispettive ASL di competenza, la cui necessaria unicità comportamentale costituisce l’altra faccia di una medaglia di cui si dovranno fare carico  le  Istituzioni.

Nel frattempo, la situazione attuale  non può non comportare il conseguente stop del campionato, la cui credibilità, ai minimi termini, potrà, quantomeno vantarsi di una parvenza di formale regolarità, sia pure nell’emergenza.

Alfredo Parisi – Presidente Federsupporter

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