Federsupporter, Covid: il regolamento Uefa non prevede il “bonus” di un solo rinvio per club, né la sconfitta a tavolino

Le disposizioni del governo del calcio europeo divergono da quelle approvate dal Consiglio straordinario di Lega: in caso di impossibilità di riprogrammarla “La partita non può essere dichiarata persa, il risultato della partita sarà deciso mediante sorteggio effettuato dall’amministrazione UEFA”

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Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter

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Il compleanno dei 70 anni di Renato Zero mi ha condizionato nel commentare l’ ennesimo “colpo” della Lega Serie A e per essa della FIGC.

Infatti, nonostante ciò che è accaduto nella partita Napoli-Genoa e che sta condizionando il prosieguo del nostro campionato, “ Il carrozzone ( il calcio) va avanti da sé, con le regine ( i club più importanti) i suoi fanti (le altre squadre) e i suoi re ( i padroncini dei club).

La recente decisione del Consiglio Straordinario della Lega Serie A del “rinvio a data da destinarsi della gara Genoa-Torino” anticipa quella che dovrà essere una regola generale, comunicata, peraltro, non da una nota ufficiale della Lega, ma da SKY e dai siti web (per tutti, Tuttosport.it, Repubblica.it, Pianetagenoa1893.net): l’adozione della norma UEFA.

In attesa di un documento ufficiale ,credo sia opportuno richiamare il Comunicato UEFA del 3 settembre scorso.

Prendendo atto della possibile positività dei test antivirus prima delle partite, con la conseguente messa in quarantena di gruppi di giocatori o di intere squadre, anche in relazione al calendario delle partite internazionali, l’UEFA ha, infatti, approvato “i seguenti principi applicabili alle suddette competizioni” (ovviamente internazionali) .

Se un gruppo di giocatori di una squadra dovesse essere messo in quarantena obbligatoria o autoisolamento a seguito di una decisione di un’autorità nazionale/locale competente, la partita andrà avanti come da programma fintanto che la squadra ha almeno 13 giocatori disponibili (incluso almeno un portiere), indipendentemente da qualsiasi altra disposizione dei regolamenti della rispettiva competizione…”. In tale situazione, l’UEFA prende in esame “la riprogrammazione in una data..” o “se la partita non può essere riprogrammata, l’Organo Disciplinare Etico e di Controllo UEFA prenderà una decisione in merito“.

In caso di impossibilità di tale riprogrammazione “La partita non può essere dichiarata persa, il risultato della partita sarà deciso mediante sorteggio effettuato dall’amministrazione UEFA” .

Come si ha modo di vedere, una linea di comportamento ben diversa da quella adottata dal nostro “carrozzone” che ricalca le disposizioni UEFA solo limitatamente al numero di giocatori disponibili. Infatti, in caso di riprogrammazione della data della gara sospesa per Covid, la società colpita avanzerà “una sola richiesta di rinvio nell’arco della stagione in caso di almeno dieci positivi”. E questo sarebbe il” bonus” concesso al club.

Al di là di qualsiasi valutazione su questo bonus, non posso non richiamare quanto affermato da Marco Liguori sul sito “Pianetagenoa1893.net” nella giornata di ieri 1 ottobre: “Ma alla Confindustria del pallone hanno dimenticato l’obbligo delle NOIF per le società di schierare la migliore formazione”.

Recita, infatti, l’art. 48 delle NOIF , comma 3 :”In tutte le gare dell’attività ufficiale è fatto obbligo alle società di schierare in campo le proprie squadre nella migliore formazione consentita dalla loro situazione tecnica”.

Questo sano principio sportivo, in presenza di un evento eccezionale, quale quello previsto in caso di Covid “collettivo”, non potrà certamente essere rispettato dalla stragrande maggioranza dei club. Principio che premia” le regine” del nostro campionato che possono disporre di un parco giocatori di 20/24 atleti di pari livello competitivo e penalizza “i fanti”.

Ancora una volta il “ carrozzone” del calcio deve andare avanti, al di là ed al di fuori di ogni regola non solo sportiva, ma di tutela della salute e di ogni logica sociale .

Costruire un regolamento sulla base del format UEFA ed adattarlo al nostro campionato, avrebbe fornito una visione più corretta, sul piano formale e sostanziale, lasciando qualunque bonus, quasi una forma di obolo, alle strategie e decisioni del Governo del nostro Paese.

Alfredo Parisi – Presidente Federsupporter

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