Federsupporter – Coronavirus, rinvio sei gare in serie A: il triste teatrino del calcio italiano e la favola dell’interesse dei tifosi

Alfredo Parisi, presidente dell'associazione: «I supporter sono chiamati sempre in causa allorquando si assumono decisioni che tutelano interessi di parte»

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La rappresentazione di un triste teatrino, tipicamente italiano, che ha dato di sé non solo e non tanto la Lega Calcio di Serie A, ma tutto il mondo calcio, rappresentato dalla FIGC, e soprattutto il Governo.

Negli articoli stampa apparsi tra sabato 29 febbraio e domenica 1 marzo, se letti con attenzione, sono finalmente emerse le vere ragioni di questo caos regolamentare.

Lo spunto lo fornisce un articolo di Andrea Di Caro (“La Gazzetta dello Sport”, 1° marzo 2020) dal titolo “Prima la salute ma così è un torneo condizionato”.

In questo articolo vengono dettagliati ben 6 argomenti che giustificano le scelte del Governo e della Lega di Serie A.

Tra questi punti, a partire da quello più generale e logico in un’ottica sociale, quale la salvaguardia della salute, emerge, ancora una volta la favola dell’interesse dei tifosi, chiamati sempre in causa allorquando si assumono decisioni che tutelano interessi di parte.

Si legge, infatti, che “sono state rimandate le partite per permettere la presenza dei tifosi, salvare l’immagine del nostro calcio e dell’Italia…”.

Così in un altro articolo, Daniele Dallera  ( “Il Corriere della Sera”- pag.11) spiega: “ma non si possono neppure trascurare valori, regolarità dei campionati, sentimenti di milioni di tifosi e non ultimo interessi economici”.

Ed ancora, Alessandro Bocci e Monica Colombo, sempre su Il Corriere della Sera ( pag. 10) “giocare Juventus-Inter senza tifosi sarebbe un danno di immagine per il Paese”.

E di più, ecco il Governo. Le parole del Ministro Spadafora: “Nessuno mi convincerà a pensare che è meglio giocare a porte chiuse una partita, Juve-Inter, con una audience potenziale di 2 miliardi di telespettatori trasmessa in 202 Paesi che rinviare questa e altri incontri….”

Ecco, quindi, la causa principale di decisioni, ripensamenti, controdecisioni dell’ultima ora: la tutela dei TIFOSI che devono essere presenti sugli spalti per presentare, nell’interesse del Paese, il nostro calcio a 2 miliardi di telespettatori in 202 Paesi. Questi “fantasmi”, estromessi da ogni posizione all’interno del sistema calcio, che appaiono quando servono per poi scomparire quando sono inutili.

Quindi, occorre riportare al centro del sistema calcio i tifosi e non gli squallidi interessi economici in gioco o i piccoli poteri politici di una governance, quale quella della Lega di Serie A, asservita a personaggi “impegnati solo a guardare i propri interessi tra chi non accettava di giocare contro una squadra più riposata , chi d’ora in poi rifiuterà le porte chiuse, chi minaccia azioni legali e richieste di  risarcimento danni”. (Così, Andrea Di Caro su “La Gazzetta dello Sport,” 2 marzo 2020,” Liti, accuse e interessi: il triste spettacolo del calcio spaccato”).

E allora, Lega Calcio di Serie A, FIGC, padroncini presenti nel Consiglio di Lega, Autorità di Governo,  opinion leader, abbiate almeno il pudore di non strumentalizzare chi vive questa passione chiamata calcio: questa sì è un vero valore.

Ma, poi, ecco emergere il reale valore :  Andrea Agnelli  ha vinto la sua battaglia così ha salvato l’incasso di oltre 5 milioni …”(cfr. Il Corriere della Sera”, A.Bocci, M.Colombo).

Mi sembra che su questa linea si esprima, oggi, 2 marzo, Andrea Di Caro (cfr.” La Gazzetta dello Sport”) “Mettendo in secondo piano il valore del nostro calcio, i 202 paesi collegati sugli spalti vuoti di Juve-Inter e anche l’immagine data dall’Italia all’estero, che tanto oggi non si misura dal numero di spettatori in tribuna ma da quello molto più grave dei contagiati e dei morti per ilo coronavirus”.

Alfredo Parisi

Presidente Federsupporter

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