L’Europa (ma anche Genoa e Inter) attende la sentenza del giudice sportivo

La decisione sferzerà sull'irritante tattica catenacciara dei vertici della Serie A

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Maran Maraner Genoa staff
Maran con lo staff tecnico (foto Genoa cfc Tanopress)

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La straordinaria importanza della decisione odierna del Giudice Sportivo, rinviata di qualche giorno per insufficienza probatoria, non attiene solo a Juventus-Napoli. L’attesissima sentenza, infatti, comporterà dei riflessi immediati anche su altre squadre e su altre partite: in primis, Genoa e Inter, al momento i due club maggiormente colpiti dal Covid-19. Non sarà una nuova Bosman, in quanto a portata generale e congiuntura storica, ma tutta l’Europa calcistica attende l’emanazione del provvedimento giudiziario poiché la Serie A è il primo, e finora unico, tra i maggiori campionati ad aver registrato una partita non disputata a causa dell’assenza forzata di una squadra. Eccettua, però, la Champions League che già ad agosto aveva riscontrato un problema analogo, risolto brillantemente dal TAS di Losanna.

Infatti, il Giudice Sportivo nostrano può dare seguito all’embrionale giurisprudenza del tribunale svizzero, il quale ha elaborato il massimale delle gare rinviate a causa del Covid-19: il club che non scende in campo è responsabile del forfait della partita, quindi passibile della sconfitta a tavolino. Oltre alla ragione insita nella sentenza, c’è un ulteriore motivo che può spingere il Giudice Mastrandrea al 3-0 a favore della Juventus, decisione che, come ha lasciato intuire il presidente FIGC Gravina, bullonerebbe l’attuale protocollo anticontagio, uscito a brandelli dalla non-gara di Torino: evitare il propagarsi di casi analoghi. Se, invece, il magistrato sportivo rinvierà Juve-Napoli, con l’inflizione del punto di penalità al club di De Laurentiis, a maggior ragione Genoa e Inter hanno pieno diritto a non presentarsi al Bentegodi e al derby perché complessivamente difettano di venti calciatori.

La pronuncia di oggi, quindi, colmerà il vuoto decisionale del mondo sportivo, inteso nella sua accezione totale, e (auspicabilmente) sferzerà sulla pigrizia dei vertici della politica del calcio che, coinvolti come parti di campo e in campo, seguitano a nascondersi dietro un anacronistico atteggiamento catenacciaro. La tattica attendista delle istituzioni della Serie A, roba da verrou di Rappan, è irritante poiché oltre a perdere tempo, se mai ce ne fosse bisogno, e non avere contezza del limbo in cui sono precipitati i protocolli e il prosieguo dei campionati, malcela l’avvilente speranza che il lavoro, talvolta sporco, venga svolto da altre persone in luogo proprio.

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