ESCLUSIVA PIANETAGENOA1893 – VINCENZO TORRENTE: «Che feeling tra il Genoa e i giocatori campani!»

Una delle ultime bandiere del Genoa guarda con interesse alla volata Champions. Strizzando l'occhiolino ai suoi corregionali Criscito e Bocchetti e alle stelle Milito e Thiago Motta.

26
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

In una ipotetica graduatoria degli idoli della storia del Genoa, Vincenzo Torrente occuperebbe senza dubbio le prime posizioni. Tanto determinato e redditizio in campo quanto taciturno e timido fuori dal rettangolo di gioco. Un personaggio che ha fatto del Genoa la propria ragione di vita, rifiutando, ai tempi d’oro, importanti offerte da grandi club.

Chiusa la carriera da giocatore, Torrente ha intrapreso poi quella da allenatore, guidando anche la prima squadra rossoblu in una delle stagioni più travagliate dell’ultimo decennio. Senza la presunzione di tanti suoi colleghi, l’ex difensore ha accettato di buon grado di guidare la Primavera rossoblu, portandola alla vittoria del “Torneo di Viareggio”. Il presente lo vede sulla panchina degli Allievi Nazionali, leva che sta forgiando nel migliore dei modi.

Nonostante i tanti impegni, Torrente segue con grande attenzione le gesta dei ragazzi di Gasperini.

Chi la spunterà, in chiave Champions, tra Milan, Genoa, Fiorentina e Roma?

«Dare una risposta a questa domanda è molto difficile. L’unica cosa che posso dire è che mi auguro che il Genoa riesca a centrare un piazzamento utile per disputare la prossima Champions League. Una certezza, però, ce l’ho: il Grifone lotterà fino all’ultima giornata per questo prestigioso traguardo. Dalla sua ha la grande qualità di gioco e la continuità di risultati. Le avversarie possono contare su un maggior tasso di esperienza ma, arrivati a questo punto della stagione, tutto può succedere».

Nella famosa cavalcata Uefa, a registrare la difesa rossoblu era un certo Vincenzo Torrente; adesso, invece, l’elemento emergente risponde al nome di Salvatore Bocchetti. Ci sono affinità tra voi due?

«Beh, ne riscontro subito una, ovvero siamo entrambi campani, e questo non è un dato da sottovalutare. In quella terra si ha fame di emergere, di sfondare, di arrivare in alto, e con il duro lavoro, l’impegno ed il sacrificio, qualcuno ce la fa. Nella squadra dei miei tempi, ad esempio, c’eravamo io e Gennaro Ruotolo, solo per fare un esempio. Adesso, oltre a Bocchetti, si sta comportando alla grande Domenico Criscito».

Quali sono le più belle sorprese del Genoa di quest’anno?

«Citare Milito e Thiago Motta sarebbe troppo facile. Preferisco puntare sui giovani e soprattutto sui tre ragazzi che hanno dimostrato di meritare di indossare questa maglia: Bocchetti, Criscito, ed il greco Sokratis».

Claudio Baffico

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.