ESCLUSIVA PIANETAGENOA1893 – ROBERTO MURGITA: «Genoa – Chievo aperta a qualsiasi risultato»

Una vecchia conoscenza sulla strada del Grifone. Nello staff tecnico del Chievo, opera con ottimi risultati Roberto Murgita, che in rossoblù ha mosso i primi passi da calciatore fino a togliersi la soddisfazione di debuttare

32
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Il classico ragazzo per bene, capace di risultare simpatico a prima vista e di ispirare subito fiducia. Roberto Murgita è partito da Genova, sponda rossoblù, dimostrando grande talento ed un buon fiuto per il gol. Oltre alle proprie qualità all’interno del rettangolo di gioco, e alla serietà e disponibilità con cui si è sempre posto, Roberto ha ben presto fatto emergere anche altre importanti doti: dallo spirito di sacrificio, alla grande umiltà.

Se in campo, molto spesso, le qualità tecniche possono essere sufficienti ad emergere, per continuare a raccogliere grandi soddisfazioni nel mondo del calcio anche una volta appese le scarpette al chiodo ci vuole di più. Molto di più. E Roberto Murgita, che già da giocatore aveva dimostrato di avere la testa ben salda sul collo, è riuscito a “trasformarsi” in allenatore puntando su idee brillanti e su una indiscutibile predisposizione. La collaborazione con Mimmo Di Carlo ha da subito dato ottimi frutti come confermano le esaltati stagioni a Mantova. Ma anche nel miracolo Chievo c’è molto di Roberto Murgita, personaggio con capacità e profilo ben superiori a quelle di un classico allenatore in seconda. Domenica il calendario propone una sfida per lui particolare: di fronte al suo Chievo, infatti, ci sarà il Genoa, squadra di cui è stato tifoso oltre che apprezzato protagonista.

Lei torna a Genova proprio nel giorno in cui i rossoblù potrebbero festeggiare il ritorno in Europa. Si tratta di un tuffo nel passato…

«La qualificazione in Coppa Uefa dei primi anni novanta l’ho vissuta indirettamente in quanto restai solo tre mesi, senza totalizzare alcuna presenza. Mi ricordo, comunque, la squadra di quei tempi, l’ottimo clima che si respirava nello spogliatoio, l’entusiasmo in città. A Genova rientro ogni settimana e lo spirito mi pare molto simile a quello di quei tempi. Che emozioni proverò domenica prossima? Da genovese la principale sarà sicuramente quella di vedere lo stadio gremito. Per il resto i miei pensieri sono rivolti esclusivamente al Chievo: la strada della salvezza, infatti, passa anche dal “Ferraris”».

Domenica vi troverete di fronte una squadra priva di parecchi elementi. Si aspetta un Genoa meno battagliero?

«Niente affatto. Sono convinto che chiunque scenderà in campo giocherà con la chiara intenzione di vincere la partita. Mi aspetto una sfida molto aperta ed imprevedibile. In ballo ci sono punti molto pesanti per i rispettivi obiettivi».

Il Chievo è una delle formazioni che, nel girone di ritorno ha totalizzato il maggior numero di punti a dimostrazione del gran lavoro che lei e Di Carlo avete portato avanti…

«Il gran merito per quanto stiamo facendo va attribuito ai ragazzi: in campo stanno dando tutto e questo atteggiamento dà sicuramente i suoi frutti. Quando siamo arrivati la situazione era difficile ma la squadra è riuscita a ricompattarsi e a tirare fuori quello spirito combattente indispensabile per ottenere buoni risultati».

Avete fermato parecchie grandi, dall’Inter alla Roma, dalla Juventus alla Lazio, dimostrando di potervela giocare con tutti. Qual è il segreto?

«Credo che quando il gruppo acquista consapevolezza nei propri mezzi tutto diventi più facile. Il Chievo è riuscito a sfoderare prestazioni importanti e, in diverse circostanze, anche i risultati ci hanno dato ragione. Salvezza ipotecata? Non siamo ancora fuori dai giochi anche se, rispetto ad altre, partiamo da una posizione più vantaggiosa. Nelle ultime tre giornate di campionato, però, può accadere di tutto: il calcio riserva sempre sorprese e, al rush finale, tutti trovano la forza per gettare il cuore oltre l’ostacolo».

Se il Chievo è riuscito a conquistare un discreto margine sulle dirette concorrenti per non retrocedere, il merito va attribuito anche a Sergio Pellissier, uno degli uomini più in forma di tutto il campionato. Come lo vedrebbe nel tridente di Gasperini?

«Sergio possiede grandi qualità, ha il fiuto da bomber e attacca molto bene la profondità. Possiede caratteristiche che non vantano in molti e, a suon di gol e di ottime prestazioni, è riuscito ad entrare nella storia del Chievo, di cui è una vera e propria bandiera. Valutando le sue potenzialità sono convinto che avrebbe potuto approdare anche in grandi club: per lui, comunque, le possibilità non sono precluse».

Claudio Baffico

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.