ESCLUSIVA PG, Marco Rigoni: «Al Ferraris la Lazio non troverà terreno fertile»

Il centrocampista ex Genoa: «Il Ferraris uno stadio che, quando indossi la maglia del Grifo, ti dà tantissime responsabilità. Indelebile il mio gol al 95' contro la Lazio»

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Dopo il successo in trasferta contro il Bologna di Mihajlović, vinto grazie alla tre cannonate di Soumaoro, Sanabria e Criscito, il Genoa ha dimostrato di essere ancora vivo e voglioso di lottare per prolungare la sua permanenza in Serie A. La vittoria contro gli emiliani, valsa il quarto risultato utile consecutivo, ha dato al Vecchio Balordo una spinta in graduatoria non tanto grande, visto che si ritrova ad occupare ancora il terzultimo posto, ma più che mai fondamentale dopo aver dato uno sguardo agli altri campi. Aggiungendola al successo del Lecce sulla Spal e alla sconfitta della Sampdoria con la Fiorentina la bassa classifica ha subito un accorciamento che ha aumentato ad almeno cinque le squadre in lotta per la salvezza.

Ora per il Genoa si presenta un altro impegno complicato. A Genova arriva la seconda della classe Lazio, forte del successo contro l’Inter e bramosa di continuare la sua rincorsa sulla Juventus. Per parlare di questa sfida, i microfoni di Pianetagenoa1893.net hanno raggiunto uno che al Ferraris i biancocelesti li ha battuti proprio con un suo gol: il centrocampista classe ’80, ora brand manager del Novara, Marco Rigoni. Ecco le sue dichiarazioni:

Da quando Nicola è arrivato al Genoa, i rossoblù hanno totalizzato 11 punti in 7 partite. Una tabella di marcia che quest’anno ancora non si era visto e che ha dato morale non solo ai giocatori, ma anche alla piazza. Qual è il suo commento su questo Genoa targato “Nicola”?

«Io sono tifoso del Genoa, perchè a Genova ho vissuto cinque mesi bellissimi, dove mi sono arricchito molto. Ho trovato una piazza straordinaria a cui sono molto legato. Nicola è riuscito a toccare i punti non solo tecnici, ma anche mentali dei giocatori in un ambiente che lui conosce molto bene. Penso che questa sia la chiave fondamentale».

Con la vittoria nell’ultima giornata del Genoa con il Bologna, del Lecce con la Spal e la sconfitta della Sampdoria con la Fiorentina la bassa classificasi è accorciata, quindi vorrei chiederle quante sono le squadre che devono lottare per non retrocedere e a quanti punti è la quota salvezza.

«Sinceramente non saprei dire. Io credo che Nicola ragioni guardando partita dopo partita e tracciando il proprio cammino, la propria identità che sembra si stia trovando e poi, ovviamente, trovandosi in una situazione di classifica così, dare un’occhiata alle altre. Prima di tutto, però, bisogna ragionare sulla propria squadra. Il Genoa deve fare così, è la squadra più storica e per restare nella massima serie deve ragionare partita dopo partita».

Prossima sfida che il Genoa sarà chiamato ad affrontare è quella con la Lazio seconda della classe. Secondo lei si tratta di una sfida ormai già scritta, oppure questo Genoa ha le qualità per giocarsela.

«Di scritto non c’è nulla nel calcio. Sicuramente troverà una squadra che sarà in salute a 360 gradi e si trova il peso di dover continuare la sua scalata verso il primo posto. D’altro canto, la Lazio arriverà in uno stadio nel quale è difficile giocare. E’ uno stadio che, quando indossi la maglia del Grifo, ti dà tantissime responsabilità. I giocatori del Genoa lo sanno e i ragazzi di Inzaghi non troveranno sicuramente terreno fertile».

A proposito di Genoa – Lazio, vorrei ricordare una partita in cui lei è stato protagonista. Era il 2013, in panchina c’era Ballardini e un suo colpo di testa aveva regalato la vittoria al 95′ sotto la Sud.

«E’ un ricordo indelebile. Ero arrivato da poco più di ventiquattr’ore e fare la vittoria del 3-2 con il Ferraris pieno, un successo che alla lunga si era rivelato quasi decisivo, poichè il campionato fu abbastanza impegnativo, è una soddisfazione che mi porterò sempre dentro. E’ una partita che, fra tante, seguirò con maggiore interesse, perchè mi riporta ad un momento straordinario».

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