ESCLUSIVA PG, Castronaro: «Thiago Motta deve dare continuità al Genoa»

L'ex giocatore rossoblù: «Sono orgoglioso di essere andato al Genoa. Di quell'esperienza ricordo prima di tutto l'affetto del pubblico»

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Girardi e Castronaro (Foto dal profilo Facebook di Angelo Castronaro)
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Dopo l’importante punto conquistato al San Paolo contro il Napoli, solo la pausa nazionali separa il Genoa dall’altra fondamentale sfida in ottica salvezza. La sfida in esterna contro la Spal di Semplici è un match che Thiago Motta e giocatori non possono permettersi di sbagliare, per dare continuità a quanto visto in terra partenopea. Allo scopo di parlare del prossimo impegno dei rossoblù, i microfoni di Pianetagenoa1893.net hanno raggiunto il doppio ex della sfida Angelo Castronaro.

Lei ha giocato nel Genoa, con ruolo mediano, tra il 1975 e il 1978, collezionando 5 gol in 94 presenze. Al suo primo anno in rossoblù conquistò la promozione in A: competizione nella quale esordì nella sfida del Ferraris contro la Roma finita 2-2.

«Sono venuti perchè mi aveva voluto Gigi Simoni. Io venivo dalla Sambenedettese. Infatti, l’anno prima, quando il Genoa era ancora in B, vincemmo contro di loro a San Benedetto 3-2. Poi, quando sono venuto vincemmo il campionato con Pruzzo, Bruno Conti. Eravamo una bella squadra. Eravamo un bel mix di giovani e anziani. Sono orgoglioso di essere stato lì».

Qual è il ricordo più bello che ha di quella esperienza in rossoblù?

«Innanzitutto la gente. Io venivo da una provincia, sempre rossoblù, ma, nel piccolo, la Sambenedettese è stata una società che ha sempre avuto tanta gente a vederla, sia in casa sia fuori. In casa non ce n’era per nessuno. Poi ebbi la fortuna di venire al Genoa. Sono stato fortunato, perchè mi sono fatto voler bene subito, poichè sono un generoso, non un personaggio. Ero umile, un grande lavoratore del centrocampo».

Cosa pensa del lavoro svolto fin qui da Thiago Motta?

«Ho visto la sfida contro la Juventus. E’ stata una bella partita, anche se un po’ difensiva alla fine. Il Genoa ha avuto un bel possesso palla e ha giocato bene. Col Napoli non sono riuscito a vederla. Motta non lo conosco, non posso dire niente. Da giocatore era un bravo centrocampista, bravo tecnicamente. Non un corridore eccelso, ma, essendo un centrocampista anche lui, sebbene in tempi diversi, un ottimo lavoratore».

Il prossimo impegno di campionato vedrà il Genoa scontrarsi contro un’altra sua ex squadra: la Spal. Un match senza dubbio importante, che potrebbe già rivelarsi decisivo in ottica salvezza. 

«Non credo sarà determinante, perchè metti che vinci. Poi tu perdi le due successive, loro fanno due pareggi e siamo di nuovo lì. Il campionato non si decide in alcune partite, ma in tutte. Siamo ancora al girone d’andata, le partite si assottigliano, ma stanno tutte lì le altre squadre. Ok, se vinci fai un passo avanti, però dopo devi dare continuità. Se vinci, ti salvi. L’anno della promozione abbiamo avuto un periodo brutto. Allora cosa si è fatto? Siamo stati per mesi interi in ritiro. Questo per dare continuità ai risultati positivi e di fatti vincemmo il campionato. Allegri non lo poteva vedere nessuno, perchè giocava male, ma io ne vorrei cento di allenatori come lui. Nel calendario mica ci va scritto “bella” o “brutta”, ma 1, 3 o 0 punti. Questo ha vinto, non la Coppa dei Campioni, ma ha vinto. Anche un 1-0 striminzito ti da i 3 punti. Quante volte capita di vedere delle partite in cui una squadra non meritava di vincere? Con la Juventus il Genoa ha fatto una bellissima partita, lo dicono tutti, ma i punti a chi sono andati? La domenica dopo si è perso contro l’Udinese e poi hai pareggiato a Napoli. Tu credi di aver risolto i problemi con la Juve e finisci per cascare in casa davanti al tuo pubblico. Ora hai pareggiato col Napoli, ma è adesso che devi dare continuità».

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