ESCLUSIVA PG, Brenzini: “Prandelli può portare il Genoa nella parte sinistra della classifica”

"Arriverà un esterno, o sinistra o destra a seconda delle decisioni del tecnico e poi soprattutto un centrocampista. Su tutti si sta provando su Krunic" ha spiegato il giornalista di Radio Nostalgia

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Il giornalista Pinuccio Brenzini
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Il 2019 si presenta con un Genoa 14º a 20 punti assieme al Cagliari e sette lunghezze che lo separano dalla zona retrocessione. Per parlare di questa prima parte del campionato di Serie A, i microfoni di Pianetagenoa1893.net hanno raggiunto il giornalista di Radio Nostalgia e voce per le dirette dei rossoblù Pinuccio Brenzini che l’anno scorso ha festeggiato i 20 anni di cronache del Grifone.

Con il 2018 appena concluso, quello che si vede è un Genoa che, dopo il travaglio vissuto sulla sua panchina, si ritrova 14º a 20 punti con il Cagliari. Qual è il suo commento su questa prima parte di campionato?

“Chiaramente, se la valutiamo nel totale è insufficiente, perchè questa è una squadra che può dare, sto sta dimostrando e lo dimostrerà nel prossimo futuro. Il fatto stesso di aver cambiato due tecnici è stato un errore, ma l’errore non è nato nel cambio di Ballardini, ma piuttosto è stato nel mantenerlo. Si sarebbe dovuto a giugno decidere diversamente. L’aver dato retta alla piazza è stato un errore. Quindi si è proceduto facendo un’altra caterva di errori come quello di Juric, che ha fatto di tutto e di più e di peggio e finalmente si è giunti alla scelta di Prandelli che potrebbe essere un tecnico valido per aprire un ciclo. Credo che sia l’auspicio che si fa la società e tutti noi. E’ chiaro che, per quello che si è fatto, 20 punti sono pochi rispetto a quello che si sarebbe potuto ottenere. Questa squadra ha delle ottime qualità davanti e dietro, mentre difetta a centrocampo dove si dovrà procedere a migliorare. Ed è quello che si sta facendo. Arriverà un esterno, o sinistra o destra a seconda delle decisioni di Prandelli e poi soprattutto un centrocampista. Su tutti si sta provando su Krunic. Se dovesse andare in porto, potrebbe essere un riferimento importante per quello che riguarda la costruzione e la conferma di questa squadra che può comunque arrivare all’obiettivo di inizio stagione: arrivare nella parte sinistra della classifica”.

Quindi lei crede in un cambio di canovaccio in positivo con Prandelli

“Assolutamente si”.

Da sottolineare il crescendo di Radu, che dopo le incertezze di inizio campionato, si sta dimostrando sempre più una sicurezza tra i pali

“E’ stato bravo, perchè è partito con tutte le ovvie e comprensibili incertezze e valutazioni primordiali negative poichè veniva a sostituire un portiere Perin. E’ partito maluccio, ma con il tempo credo abbia superato tutte le critiche. Al momento si sta confermando un portiere che ovviamente può migliorare molto, ma che può crescere bene e sul quale il Genoa ha deciso di puntare. Il Grifone, infatti, non prende un estremo difensore per sostituire Radu, ma per avere un’alternativa importante. Ionut ha il diritto di ricompra dell’Inter, mentre Jandrei, portiere acquistato dal Genoa ancora prima che iniziasse il mercato, arriva dal Brasile con ottime credenziali e possibilità, se i nerazzurri dovessero riprendersi Radu, di avere fin da subito possibilità di giocare”.

Un giocatore che con Prandelli ha avuto molto spazio è stato Rolòn

“Su Rolòn non hanno puntato ben due allenatori, facendolo diventare una sorta di desaparecido. Prima Ballardini, poi Juric. Prandelli l’ha visto, l’ha osservato, dato fiducia e ha dimostrato a se stesso, al mondo e soprattutto a Rolòn di non essere un desaparecido, ma un giocatore su cui si può contare”.

In questi giorni ha fatto molto discutere la rete non assegnata a Piatek in occasione della sfida contro l’Atalanta. Discussioni che si sono accese maggiormente con l’attribuzione dei centri di Duncan e Petagna avvenuti in circostanze simili

“E’ istintivo, oltre al bene che vogliamo a Piatek, avere rabbia nel perdere un gol che è anche merce importante anche per il discorso economico. Questa è, come si dice, dura lex, sed lex. Sinceramente non la capisco, ma credo che nonostante tutta la volontà e tutte le firme che si stanno raccogliendo le cose rimarranno così. Spero di sbagliarmi, ma credo che Piatek se ne farà un baffo alla fine, perchè farà tanti gol sufficienti a superare i venti tranquillamente. Difficile capire la decisione di non attribuirgli il gol, visto poi cosa si è deciso per Duncan e Petagna, non trovo una logica. Non ne faccio un dramma, perchè i drammi sono altri e comunque, tra virgolette, un dramma sportivo poteva essere quello di Roma, dove l’arbitro, in mala fede, non ha permesso al Genoa di conquistare almeno un punto”.

Ha avuto modo di leggere l’intervista fatta al presidente della federcalcio polacca Boniek?

“Non l’ho letta. Ho parlato con Boniek prima che arrivasse Piatek e mi aveva dato credenziali ottime. E’ stato un facile profeta perchè lo conosceva bene”

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