ESCLUSIVA PG, BRAGLIA: «Motta scommessa azzardata ma tifo per lui e per il Genoa»

«Il derby fa la differenza nell'emotività di una squadra» spiega l'ex portiere rossoblù

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Braglia Genoa
Simone Braglia (foto di Giovanni Villani)
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Pianetagenoa1893.net ha intervistato in esclusiva Simone Braglia, ex portiere del Genoa che tra il febbraio 1990 e il marzo 1992 tenne inviolata la porta rossoblù in tre derby.

Il Genoa come arriva al derby? «Non benissimo, forse la Samp ha qualcosa in più ma il genere di partita è assolutamente imprevedibile. Il derby va giocato tenuto conto che chi arriva da favorito spesso e volentieri… insomma, ci siamo capiti. Thiago Motta può sorprendere Ranieri cambiando i punti di riferimento dell’attacco».

La mancanza di programmazione è l’errore stagionale del Grifone? «No, a inizio anno la società ha intrapreso un certo tipo di discorso con Andreazzoli, prima di cambiarlo repentinamente a ottobre. Non hanno mantenuto le promesse. I ribaltoni portano scompenso e mancanza di risultati».

Braglia, come giudica il cambio tecnico? «Thiago è giovane e da fuori mi è sembrata una scommessa azzardata. L’obiettivo di Motta è la salvezza, lo ha ribadito qualche giorno fa, e da tifoso gli auguro di riuscirci perché il club più antico d’Italia merita la Serie A».

Radu contro Audero, la sfida dei portieri. «Entrambi hanno pregi e difetti. Radu fatica nelle uscite frontali mentre Audero ha vissuto un brutto inizio di stagione perché i palloni gli arrivavano da tutte le parti. Qualsiasi portiere va in difficoltà senza un’adeguata fase difensiva».

Dopo Perin, il Genoa riuscirà a lanciare un suo Turati? «Il settore giovanile, guidato molto bene da Sbravati, ha sempre proposto giocatori interessanti. Il problema è che un Turati ce l’aveva già ed era Alessandro Russo (scambiato per Cassata) che non gioca nemmeno al Sassuolo proprio per l’emersione del portiere ex Renate. Ho delle forti perplessità sulla politica di vendere i calciatori appena usciti dalla Primavera rossoblù».

Torniamo al derby. Carparelli ha detto che chi lo perde è perduto: concorda? «Ha ragione, soprattutto dal punto di vista ambientale. Il derby fa la differenza nell’emotività di una squadra: chi uscirà sconfitto dovrà compiere un miracolo per recuperare le forze e riscattare l’eventuale battuta d’arresto».

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