ESCLUSIVA PG, Andrea Possa: «Prandelli uomo carismatico. Il Chievo venderà cara la pelle»

Il comico genovese e genoano: «Il tecnico ha avuto la capacità di cambiare il modulo contro la Lazio. Ha portato anche quella serenità che in questo momento al Genoa mancava soprattutto fuori dal campo»

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Andrea Possa (foto di Silvia Currò)
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Archiviata la pratica “Lazio”, il Genoa è ora atteso dalla non semplice trasferta di Verona contro il Chievo guidato da Di Carlo. Al momento i clivensi si ritrovano a fare da fanalino di coda a -7 dal Frosinone penultimo, con solo una vittoria nelle ventiquattro partite giocate. Situazione che non deve assolutamente distrarre capitan Criscito e compagni, se vogliono tornare a casa con i tre punti e dare continuità all’ottimo periodo di forma che ha visto il Grifone collezionare quattro risultati utili consecutivi. Per parlare della situazione dei rossoblù e della sfida del Bentegodi, i microfoni di Pianetagenoa1893.net hanno raggiunto il noto attore comico genovese e tifoso genoano Andrea Possa.

Dopo alcuni mesi tormentosi, il Genoa sembra aver trovato un suo equilibrio con Prandelli. Qual è la sua opinione sul tecnico rossoblù?

«La mia opinione non può che essere positiva, perché Prandelli è una persona che conosce il mestiere, quindi ha le capacità di cambiare anche in corsa. L’ha dimostrato con la partita contro la Lazio, modificando un assetto tattico che inizialmente poteva essere un po’ più in difficoltà nella costruzione del gioco poiché eravamo andati in svantaggio. Ha avuto la capacità di cambiare il modulo e fare quello che un allenatore deve compiere. Allo stesso tempo ha il merito di aver portato, con il suo carisma, la sua storia e le sue capacità umane, quella serenità che in questo momento al Genoa, per ovvi motivi, mancava soprattutto fuori dal campo e che si trasmetteva in partita. Queste sono le qualità più importanti che il nuovo tecnico ha portato. È una presenza estremamente positiva».

Prandelli
Mister Prandelli (foto di Genoa CFC Tanopress)

Durante il mercato di gennaio si è visto il Genoa cedere il suo bomber, Piatek, sostituendolo con Sanabria. Si può dire che la scommessa di Preziosi sia stata vinta?

«No. Con questo non voglio dire che Sanabria non sia un giocatore valido, anche perché comunque, al di là delle caratteristiche diverse da quelle di Piatek, ad un centravanti viene chiesto il gol e in queste quattro partite ne ha fatti tre, segnando contro tre squadre diverse. Certo, un bomber come Piatek non è facile da sostituire. Chiaramente una società come il Genoa mette già in preventivo che un giocatore di questo tipo sia difficile da trattenere. Resta sempre la domanda delle “cento pistole”, come direbbe qualcuno è che sicuramente aver avuto la possibilità di tenerlo, cedendolo con più calma al miglior offerente alla prossima sessione di mercato, avrebbe portato alle casse del Genoa un vantaggio anche in termini economici e di contropartite tecniche decisamente superiori. Se certe cose siamo costretti a farle sempre e comunque quando vogliono gli altri oppure se riuscissimo ad avere in un certo modo quella serenità societaria di bilancio ed organizzazione che ci possa permettere di monetizzare al meglio i talenti che vengono scoperti. In questo caso va dato merito alla società di averlo scoperto e portato in Italia, ma in un momento diverso avrebbe potuto fruttare molto di più. Qui tralascio anche il fatto di vendere il giocatore che ha fatto più gol in un momento del campionato in cui il Genoa era in difficoltà a 20 punti, con tutti i rischi che questo poteva comportare. Forse siamo fuori dalle brutte acque, ma resta il rammarico, dal punto di vista emotivo, che il giocatore più rappresentativo sia stato venduto dopo neanche una stagione. Non è un bel messaggio, soprattutto per le nuove generazioni. Se vogliamo che i ragazzini si affezionino a questa squadra, non possiamo puntare solamente sul trasferimento genetico. So che tanti giovani hanno patito il suo addio e non è una bella cosa dal punto di vista romantico. Sempre che qualcosa di romantico ci sia rimasto nel calcio».

Piatek Prandelli Genoa
Prandelli con Piatek (foto di Genoa CFC Tanopress)

Visto che poco fa ha parlato di classifica voglio chiederle: sebbene la matematica ancora non dica nulla, pensa che il Vecchio Balordo possa stare “tranquillo” in questo girone di ritorno, oppure avrà molto da sudare?

«Mollare il colpo, mai. È ovvio. Senza dubbio aver portato 10 punti in questo momento del campionato nei confronti della terzultima, con quattro squadre che ci separano, penso sia in qualche modo sinonimo di una certa tranquillità. Noi genoani siamo così: perdiamo una o due partite e ci guardiamo alle spalle, ne vinci una e cominciamo a pensare a qualcosa di meglio. Raggiungiamo quanto prima la matematica, dopodiché, magari, l’obiettivo sarà di togliersi qualche piccola soddisfazione nei confronti di squadre sulla carta più forti e l’altra cosa non la dico, ma penso sia abbastanza scontata per tutti i tifosi rossoblù».

Squadra che in questo momento sta vivendo un periodo complicato è il Chievo Verona: prossimo avversario del Genoa. Crede che i clivensi possano definirsi ormai retrocessi, oppure possono ancora essere un concorrente per la lotta salvezza?

«Vedo difficile che il Chievo possa salvarsi. Tre squadre devono retrocedere e si trova ultimo a 9 punti. Non credo riuscirà a raccogliere i 31 punti necessari per raggiungere i fatidici 40. Probabilmente ne serviranno anche meno, ma la vedo difficile. Ad ogni modo sarà una rogna comunque, perché sono convinto che non regalerà nulla a nessuno. Domenica non sarà da giocare sull’onda dell’entusiasmo per la partita vinta sulla Lazio, perché saranno ostici e giocheranno per vincere. Li ho visti in un paio d’occasioni e hanno tre o quattro giocatori che possono sempre dire la loro. Venderanno cara la pelle. Non bisogna dare nulla per scontato».

Dato che Verona è la città di Romeo & Giulietta, le chiedo se Genoa-Romeo riuscirà a suonare una serenata al Chievo-Giulietta?

«Mi auguro che Genoa-Romeo possa darle una bella ripassata. Che non sia un amore platonico, ma che vada al sodo e ne esca soddisfatto. L’importante è che faccia quello che deve fare. Caro Romeo, vedi di darti una bella regolata e va là a compiere il tuo dovere».

Criscito Sanabria
Criscito e Sanabria (foto di Genoa CFC Tanopress)
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