ESCLUSIVA PG, BRAGLIA: “Marchetti, scelta che non condivido”

L'eroe di Anfield su Lamanna: "Mi rivedo in lui: nel 1992 ero a fine carriera, la dirigenza del Genoa mi promise che non avrebbe mai preso il trentasettenne Tacconi. Arrivò dopo una settimana"

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Federico Marchetti (Getty Images)
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Pianetagenoa1893.net ha intervistato in esclusiva Simone Braglia a fronte delle sensibili variazioni di mercato che subirà la porta del Genoa. Da Marchetti a Perin, passando per il futuro di Lamanna e Radu: ecco l’opinione controcorrente dell’eroe di Anfield.

Partiamo da Perin. Mattia è da Juventus? «Se la merita perché ha vissuto l’anno della definitiva maturazione verso un lido prestigioso, con tutto il rispetto per il blasone storico del Genoa. Perin può giocare anche venti partite con i bianconeri. Le grosse squadre di Serie A giocano talmente tanto che hanno la necessità di due portieri di livello».

Federico Marchetti raccoglierà l’eredità di Perin dopo una stagione e mezza d’inattività. «E’ una scelta coraggiosa della società che non condivido. Tecnicamente Marchetti è indiscutibile, è un ex Nazionale che ha fatto della reattività la sua caratteristica migliore: i miei dubbi, avendo giocato nel suo stesso ruolo, riguardano il lungo periodo lontano dai campi che può avergli tolto il pathos della partita e i riferimenti delle traiettorie. Ha una fisicità leggermente più strutturata di Perin».

Lamanna resterà al Genoa? «Non sono il procuratore di Eugenio (il ruolo lo svolge egregiamente Giuseppe Riso) e non ho alcuna convenienza economica: parlo da genoano. Il Genoa doveva dare fiducia a Lamanna che ha sempre dimostrato il suo valore, salvo il clamoroso infortunio di Palermo: se non lo valorizza, la società cadrà in un clamoroso errore. Stimo Ballardini come persona, tuttavia mi è dispiaciuto che non abbia nemmeno menzionato Eugenio come possibile sostituto di Perin, tra i tanti nomi che sono stati fatti. In questi anni al Genoa non ho capito perché non sia stata perorata a pieno l’efficienza fattuale di Eugenio».

Lamanna è disposto a fare ancora il numero dodici? «Non lo sento da qualche settimana. Bisogna vedere come si atteggia la società e l’allenatore: Lamanna accetterebbe di fare la riserva se intravede delle possibilità di giocare. Mi rivedo in Eugenio e vi spiego perché: nel 1992 ero a fine carriera, la dirigenza del Genoa mi promise che non avrebbe mai acquistato il trentasettenne Tacconi. Arrivò dopo una settimana e preferii andarmene da Genova. Fossi in Lamanna penserei al trasferimento».

Il Genoa sembra vicino a Ionut Andrei Radu dell’Inter. «Non l’ho mai visto all’opera ma mi hanno riferito ottime cose sul ’97 romeno: a livello fisico è una belva. Se arriverà a Genova per fare il secondo è un ulteriore indizio che corrobora la tesi dell’addio di Lamanna».

Alessandro Legnazzi

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