E’ tempo che i giocatori del Genoa si assumano le proprie responsabilità

Andreazzoli ha le sue colpe, ma anche i calciatori hanno le proprie: dovranno tirar fuori entusiasmo, grinta, determinazione e voglia di vincere per battere il Milan

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Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni

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Mentre scriviamo questo pezzo non sappiamo se Enrico Preziosi abbia già deciso il siluramento di Aurelio Andreazzoli. Lo diciamo con estrema sincerità: ci auguriamo di no e speriamo che il presidente ci pensi bene prima di mandar via un tecnico dopo solo sei giornate, nonostante che possano esserci delle valide ragioni.

Guarda caso il Genoa si trova nella stessa situazione del Milan, prossimo avversario al Ferraris: avrete notato che i dirigenti rossoneri hanno confermato la fiducia a Giampaolo.

Bisogna stare attenti a non assumere decisioni affrettate: poiché il campionato è ancora lungo e varrebbe la pena di capire bene (ammesso che sia facile) perché accadono questi “cali terribili” in sole due giornate su sei. Questo è il tema da esaminare per il Grifone.

I rossoblù hanno giocato bene tre partite: potevano meritatamente pareggiare con l’Atalanta; sono caduti a Cagliari (prima sberla); hanno provato a reagire col Bologna (una semicaduta) e sono finiti malamente con la Lazio che è oggi una delle squadre più in forma del torneo.

Tanti gol li hanno presi anche altre squadre, di rango come il Milan (tre reti) e come il Sassuolo che, si dice, De Zerbi faccia giocare molto bene.

Che il Grifo sia cambiato in queste due ultime partite è chiarissimo: è stato, il suo, un “calo” talmente clamoroso che vien da chiederci come sia stato possibile. Perché, in sostanza, in quattro partite la squadra si era comportata benissimo. Andreazzoli dice che dopo Cagliari ci si è smarriti e la colpa è tutta sua: sinceramente, quando capitano fatti del genere, la colpa non è mai tutta di una sola persona. Il tecnico ha le sue responsabilità, così come i giocatori.

Forse l’unico a pensare di non averne è il presidente, convinto di aver messo insieme una squadra migliore rispetto agli anni passati. E’ forse è proprio così: visto che tutti i commentatori, i tecnici, gli osservatori, gli stessi tifosi sono stati all’inizio, dopo le prime belle prove, convinti che finalmente la squadra c’era ed era anche ben costruita.

Ora Andreazzoli dice che, finché si è giocato con entusiasmo e con motivazione, i risultati si sono visti. Forse allora varrebbe la pena di capire cosa sia potuto succedere ai giocatori, soprattutto a coloro che avrebbero dovuto dare il salto di qualità: Schöne in testa, Pinamonti, Kouamé e anche Zapata. Nel calcio, quando questo accade scattano le più disparate ipotesi: ad esempio che già ci sia una possibile “guerra di spogliatoio” fra giocatori e tecnico, o che il tecnico abbia sbagliato allenamento, moduli o tempi nei cambi. Tutto è possibile. Anche che questa imbarazzante situazione sia causata da quel che si dice un “incidente di percorso” (in verità un po’ lunghetto).

Comunque, a nostro avviso, cambiare allenatore alla sesta giornata è un azzardo. Purtroppo sabato arriverà un Milan nelle stesse condizioni del Grifone e non si vorrebbe che, in virtù di certe alchimie geopolitiche, il Genoa venisse considerato come l’agnello sacrificale per…salvare una ex grande come il Diavolo. Guai se succedesse qualcosa di simile (capito, Var e arbitri?)! Guardate: Andreazzoli, Gattuso, Giampaolo, Nicola, Pioli, Ranieri, sono tutti uguali, cioè tutti tecnici bravi se hanno giocatori in gamba. Ecco perché occorre puntare per un possibile rilancio, sui giocatori e solo su di loro, chiedendogli finalmente di assumersi le loro responsabilità, dimostrando cioè entusiasmo, grinta, determinazione, voglia di vincere, grande senso di appartenenza.

Solo così il Diavolo se ne andrà all’inferno.

Vittorio Sirianni

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