***E’ CROLLATO IL PONTE MORANDI SULLA A 10*** (aggiornamenti)

Tutte le notizie sul disastro del viadotto sul Polcevera: i numeri telefono per le informazioni della Protezione Civile

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Tragedia sulla A10: attorno alle 11.30 è crollato il viadotto sul Polcevera, comunemente conosciuto come Ponte Morandi. Al momento il traffico è completamente bloccato e sono presenti Polizia, ambulanze e Vigili del Fuoco. Non si sa ancora se ci sono autovetture coinvolte, morti e feriti. Sembra che la causa sia stata un cedimento strutturale del viadotto.

Il ponte Morandi crollato

Ore 12.50: il tweet dei Vigili del Fuoco che sono subito accorsi in zona e stanno cercando persone sepolte sotto le macerie del ponte

ORE 13.00 Il video della Polizia sul crollo del ponte

Ore 13.05 Si parla di oltre 10 morti, cifra non ufficiale al momento

Ore 13.07 la Protezione Civile ha istituito un numero verde 800640771 per le informazioni sul disastro

Ore 13.20 messaggio della società Autostrade

A10 Genova-Savona: tratto chiuso nelle due direzioni – Sull’ A10 Genova-Savona, tra il bivio per l’ A7 Milano-Genova,e Genova Aereoporto, in entrambe le direzioni, si è resa necessaria la chiusura del tratto.
All’ interno del tratto chiuso il traffico è bloccato con code.
A seguito della chiusura si sono sono formate code sulla A10 stessa verso Genova tra Genova Pegli e Genova Aeroporto e , ripercussioni verso Genova sulla A12 Genova-Rosignano Marittimo tra Genova est e il Bivio per l’ A7 verso Genova e sull’ A7 tra Bolzaneto e la A10.
Chi da Savona è diretto a Genova deve utilizzare l’A26 Genova-Gravellona Toce, poi la D26 Diramazione Predosa Bettole e la A7 verso Genova:
Chi da Livorno è diretto a Savona, utilizzare l’A7 Milano Genova, seguire le indicazioni per la Diramazione Predosa-Bettole e poi prendere la A26 verso Genova e proseguire per Savona.
Non si consiglia di percorrere le autostrade nella zona di Genova.
Tutti i mezzi di soccorso sono sul posto.

Ore 13.25 La circolazione dei treni è sospesa nella zona del disastro

Ore 14.00 Le Fs comunica la lenta ripresa della circolazione dei treni

Ore 15.15 La testimonianza video da Facebook di Adriano Scipioni, addetto dell’Amiu

Publiée par Adriano Scipioni sur Mardi 14 août 2018

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Ore 15.27 Ricognizione dei Vigili del Fuoco nella zona del disastro

Ore 15.30 Il capo della Protezione civile Angelo Borrelli in diretta tv fa sapere che non ci sarebbero case coinvolte nel crollo ma soltanto due capannoni industriali

Ore 15.45 All’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena è stata istituita l’unità di crisi

ore 15.51 Sono state estratte 14 persone vive dalle macerie del crollo. Alcune persone sono state sgomberate dalla zona, si temono fughe di gas

Ore 16.00 Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: “Non c’è bisogno di sangue, la scorta di plasma degli ospedali è sufficiente”. Per ora “20 morti accertati e 11 feriti”.

Ore 16.55 Rinviata in segno di lutto la seduta odierna del consiglio comunale di Genova. Il Sindaco Marco Bucci: “Il crollo di ponte Morandi è una immane tragedia per la nostra città. Il Comune di Genova sta coordinando i soccorsi con la Regione Liguria e i Vigili del Fuoco. Ci stiamo concentrando sulla ricerca di eventuali persone rimaste sotto le macerie e per la messa in sicurezza della zona.
Questa situazione creerà evidenti problemi alla nostra città, ma dobbiamo reagire da subito con forza e orgoglio!
Non dobbiamo permettere che disgrazie di questo tipo possano fermare o rallentare il nostro percorso verso la rinascita di Genova”.

Ore 17.06 Ecco i numeri della Protezione civile per i soccorsi e i dispersi

Ore 17.33 L’assessore alla Protezione Civile della Regione Liguria, Giampedrone: “22 morti accertati ma il numero è destinato a salire nelle prossime ore”.

Ore 17.40 Proseguono le operazione di recupero dei dispersi e dei sopravvissuti da parte dei Vigili del Fuoco

Ore 17.42 il numero delle vittime è salito a 35

ore 17.46 Informazioni sulla rete ferroviaria dalla Regione Liguria

Ore 18.00 D’Angelo (Protezione civile): “Sinora i morti sono 20 e i feriti 16 e il numero purtroppo è in crescita”

Ore 18.30 E’ arrivato a Genova il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che si è immediatamente recato sul luogo del disastro

Ore 18.49 Il Comune di Genova ha indetto due giorni di lutto cittadino: saranno sospese tutte le attività ludiche organizzate dal Comune

Ore 18.50 foto inviata da un nostro lettore

Ore 19.10 Riceviamo e pubblichiamo

Il Comitato Fuochi dell’Associazione Santa Maria del Campo di Rapallo a seguito della tragedia di Genova comunica che gli spettacoli pirotecnici di oggi 14 agosto sono stati sospesi cosi come i momenti di intrattenimento musicale. Rimangono invece confermati quelli di domani 15 agosto (ore 12 e ore 23.30): questi saranno anticipati dal segnale di lutto previsto in pirotecnica: i 21 colpi di saluto in memoria delle vittime. Successivo ai 21 colpi di saluto sarà osservato un minuto di silenzio e di preghiera prima dell’accensione degli spettacoli stessi. Si comunica inoltre che questa sera sarà previsto un momento di preghiera in chiesa alle ore 22.30 cui tutti siamo invitati a partecipare.

Ore 19.20 email del Ministero dell’interno peri informazioni crollopontemorandi@interno.it

ore 19.33 Pubblichiamo il testo integrale delle due interrogazioni parlamentari che il senatore Maurizio Rossi ha presentato all’allora ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio sul tema dei trasporti in Liguria: nei documenti si accenna alla situazione critica del Ponte Morandi.

Atto n. 4-04712

Pubblicato il 20 ottobre 2015, nella seduta n. 525

ROSSI Maurizio – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. –

Premesso che:

dal punto di vista dei collegamenti, i liguri vivono quotidianamente una situazione di grave disagio, tanto da ravvisare una vera e propria emergenza trasporti;

molti tratti autostradali liguri non sono conformi alle normative di sicurezza europee e, nelle ore di punta, si verificano continuamente code di decine di chilometri, rallentamenti e numerosi incidenti che bloccano l’area intorno a Genova;

le tariffe su tali tratti sono fra le più elevate del Paese;

sul nodo autostradale di Genova è noto il grave problema del ponte Morandi che attraversa la città e del quale non si conosce la sicurezza nel tempo. Risulta pertanto indispensabile procedere con sollecitudine a cantierare il progetto denominato “gronda di Genova” per il quale la società Autostrade ha già in cassa le risorse necessarie per iniziare i lavori derivanti dagli aumenti tariffari concordati in cambio della concessione ottenuta;

la rete ferroviaria ligure risulta essere ancor più disagiata di quella autostradale e rappresenta proprio a giudizio dell’interrogante lo svantaggio competitivo a cui lo Stato ha condannato la Liguria privilegiando altre tratte e quindi altre regioni. C’è un’Italia che viaggia e cresce con l’alta velocità e una Liguria che decresce, e lentamente muore, con la più bassa velocità del Centro-Nord Italia;

è ben nota la gravissima situazione del binario ferroviario unico ligure che collega Italia e Francia. Una situazione che attende una soluzione dal dopoguerra;

il collegamento su rotaia Genova-Roma deve essere almeno a media velocità, cosa tecnicamente possibile anche sugli attuali binari. È evidente, inoltre, che gli attuali orari degli arrivi e delle partenze sono assolutamente inconciliabili con una normale “giornata d’affari” o turistica. Infatti, a parte un treno serale che può essere utile a chi deve rientrare a Roma e che comunque ci mette almeno 3 ore 50 minuti, i treni Genova-Roma impiegano da 4 ore 45 minuti a 6 ore di viaggio per le numerose fermate che fanno e per la tratta percorsa, la Tirrenica, anziché passare dal nodo di Firenze;

solo affrontando temi quali il tempo di percorrenza, la qualità del materiale rotabile come le carrozze (ad oggi molto bassa) e del prezzo del biglietto, si potrà superare la penalizzazione della Liguria nel collegamento con la capitale, rispetto alle altre regioni che hanno tratte più veloci e orari di andata e ritorno nettamente più vantaggiosi;

le varie problematiche diventano ancor più attuali se si considera la recente evoluzione della situazione dei collegamenti aerei. I prezzi delle tariffe, infatti, sono sempre stati molto elevati, soprattutto quelli di Alitalia, che, vista la concorrenza della compagnia Vueling, recentemente li aveva leggermente calmierati. Purtroppo però, Vueling ha deciso di rinunciare allo scalo genovese, non ritenendolo commercialmente remunerativo. Quindi, senza concorrenza di un vettore competitor e senza concorrenza di treni confortevoli e a media velocità, Alitalia, di fatto sola in campo, ritornerà presumibilmente a tariffe più elevate che certamente renderanno ulteriormente difficile arrivare e partire da Genova e dalla Liguria con gravi problemi per il turismo e l’insediamento di aziende, per la logistica dei porti liguri e, quindi, per il mercato del lavoro connesso a queste primarie attività;

proprio per tali motivi la Liguria ravvisa sempre più un’evidente diseguaglianza e discriminazione con le altre regioni tanto da farla sembrare un’isola che non ha una reale “continuità territoriale” con il resto d’Italia;

diseguaglianza di competitività industriale e commerciale, quindi, esattamente come accade al Sud d’Italia o nelle isole: dove non vi sono strade e trasporti adeguati, nessuno investe. Ma anche diseguaglianza turistica perché, essendo difficile da raggiungere, il turista medio sceglie altre località;

per tali motivi, il caso Liguria diventa un caso di discontinuità territoriale che il Governo deve affrontare, perché quello che sta accadendo è che esiste, nei fatti, un concreto svantaggio competitivo per la Liguria. Non a caso, è diventata il fanalino di coda dell’Italia ed è sempre di più la regione più anziana d’Italia con il maggior numero di pensionati rispetto alla popolazione, un luogo che i giovani abbandonano per andare a studiare e a lavorare altrove;

questa situazione così difficile, variegata e complessa è stata causata, negli anni, dalle non lungimiranti passate amministrazioni regionali e governative,

si chiede di sapere

se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire al più presto al fine di eliminare l’isolamento territoriale ligure, nonché riportare la Liguria a competere in condizioni di parità con le altre regioni d’Italia;

pur riconoscendo agli attuali vettori piena autonomia e indipendenza, se non intenda attivarsi, e in che modo, in merito alle attuali tariffe aeree italiane così diverse a seconda della tratta: anche a parità di chilometri, oggi si vedono applicate tariffe unicamente sulla base di strategie commerciali;

se intenda attivarsi, per quanto di competenza, in merito al collegamento ferroviario tra Genova e Roma affinché siano previste almeno due coppie di treni di andata e ritorno che impieghino massimo 3 ore e 30 minuti su materiale rotabile di qualità e passando dal nodo di Firenze;

se intenda valutare per quanto di competenza forme di sostegno da concedere al territorio ligure, proprio in virtù della mancanza di continuità territoriale de facto, oggi molto evidente nei collegamenti, della Liguria.

SECONDA INTERROGAZIONE

Atto n. 4-05731

Pubblicato il 28 aprile 2016, nella seduta n. 618

ROSSI Maurizio – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. –

Premesso che:

la situazione viaria della città di Genova e del ponente ligure è da anni critica a causa della carenza di infrastrutture ferroviarie (è noto il binario unico in zona Andora) e autostradali;

queste carenze infrastrutturali comportano gravi criticità di traffico tanto che, in diversi orari di ogni giorno, il tratto Pegli-Genova risulta totalmente congestionato da mezzi privati in transito e commerciali sia in transito che in entrata ed uscita dal porto di Genova;

la soluzione è stata individuata, da oltre un decennio, nella costruzione della “gronda di Genova” che libererebbe dal traffico la viabilità autostradale intorno alla città alleggerendo tutto il traffico verso e dal ponente (lunedi 25 aprile, come anche tutte le domeniche estive, la coda in autostrada ha raggiunto i 50 chilometri);

l’obiettivo del sistema portuale Genova-Savona è di un forte incremento del traffico dei container, cosa che lascia presagire un ulteriore aumento di traffico su gomma, essendo pura utopia credere ad un traffico solo su ferro;

il turismo della regione, uno dei pochi dati positivi per la Liguria, necessita di collegamenti che migliorino e facilitino la mobilità dei turisti, oggi penalizzati sia su ferro che via autostrada;

l’attuale blocco dell’iter dei lavori per la costruzione della gronda di Genova deve trovare immediata soluzione;

l’iter amministrativo per la costruzione della gronda, oggi inspiegabilmente fermo, inizialmente era stato ben impostato. Infatti, sul tema si svolse un débat publique che all’epoca coinvolse la popolazione genovese. Questo istituto, utilizzato forse per la prima volta in Italia, fu accolto favorevolmente dalla città e consentì di “non far calare dall’alto” una scelta politica così importante e invasiva per la viabilità e per il territorio. Venne così deciso il tracciato dell’opera in modo condiviso;

durante le prime fasi dell’iter amministrativo dei lavori della gronda, risultava che la necessità finanziaria per i lavori fosse già nella disponibilità della società Autostrade, grazie ad aumenti tariffari concordati e subito applicati su tutto il territorio nazionale;

sembra che la società Autostrade abbia recentemente chiesto una proroga di 7 anni della sua concessione, legando la necessità di detta proroga proprio alla realizzazione della gronda di Genova;

considerato che:

il viadotto Polcevera dell’autostrada A10, chiamato ponte Morandi, è un’imponente realizzazione lunga 1.182 metri, costituita su 3 piloni in cemento armato che raggiungono i 90 metri di altezza che collega l’autostrada Genova-Milano al tratto Genova-Ventimiglia, attraversando la città sulla val Polcevera;

recentemente, il ponte è stato oggetto di un preoccupante cedimento dei giunti che hanno reso necessaria un’opera straordinaria di manutenzione senza la quale è concreto il rischio di una sua chiusura;

se non si predispone immediatamente una nuova strategia stradale di più ampio respiro del capoluogo ligure, i mancati lavori di realizzazione della gronda sommati alla possibile futura chiusura totale o parziale del ponte Morandi determinerebbero inevitabilmente il collasso dell’intero sistema viario genovese,

si chiede di sapere:

quali siano i motivi per i quali il necessario iter amministrativo per la costruzione della gronda di Genova è fermo da anni e quale sia il cronoprogramma fissato per proseguire celermente nell’opera;

a quanto ammontino le somme ad oggi percepite attraverso gli aumenti autostradali concordati all’epoca con società Autostrade;

se le disponibilità finanziarie, finalizzate alla costruzione della gronda di Genova e incassate in anticipo da società Autostrade, siano state utilizzate per altre finalità o se siano state accantonate per la realizzazione dell’opera;

se corrispondano al vero le notizie che società Autostrade avrebbe chiesto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti una proroga della sua concessione a livello nazionale per 7 anni, adducendo come primaria motivazione proprio la necessità di costruire la gronda di Genova;

se corrisponda al vero che società Autostrade sostiene che la costruzione della gronda di Genova abbia un costo che la obbligherebbe, in mancanza di una proroga di 7 anni, ad aumentare le tariffe autostradali sul territorio nazionale del 30 per cento, mentre, ottenendo la proroga, potrebbe contenere l’aumento tariffario entro il 5 per cento;

se corrispondano al vero le notizie che il Governo abbia già chiesto una deroga in sede europea per l’eventuale gara da effettuare per l’assegnazione delle nuove concessioni autostradali, al fine di evitare di ricorrere proprio all’istituto della gara. Questo al fine di accogliere la richiesta di proroga della società Autostrade che è strettamente legata alla costruzione della gronda di Genova;

se non si ravvisi, prima di procedere con eventuali richieste di deroga, la necessità di fare il punto della situazione con gli enti locali del territorio ligure e la società Autostrade, al fine di evitare che i lavori della costruzione della gronda di Genova possano essere strumentalmente utilizzati al solo fine di ottenere un’ulteriore proroga di 7 anni su tutto il territorio nazionale. Infatti, l’eventuale proroga non tutelerebbe di certo dal rischio, poi, di non portare a compimento i lavori stabiliti, perché, senza le opportune garanzie, il concessionario potrebbe motivare la mancata realizzazione dell’opera con ipotetiche colpe imputabili alle amministrazioni locali. Cosa già accaduta in questi anni e che ha un fondo di assoluta verità;

quali garanzie di realizzazione dei lavori siano state presentate dalla società Autostrade anche in considerazione del fatto che, negli anni, le continue richieste di modifiche e inserimenti di nuovi tratti autostradali da parte degli enti locali liguri spesso sono state causa, motivo o alibi per il concessionario autostradale per non iniziare neppure l’opera principale;

stante la richiesta di proroga della concessione, se società Autostrade ritenga di mettere a norma di sicurezza, secondo gli standard europei, la rete autostradale ligure, con particolare riguardo proprio al tratto tra Voltri e Genova che comprende l’uscita per l’aeroporto e il ponte Morandi, ad oggi fuori dalle normative comunitarie così come altre parti delle autostrade liguri;

quale sia in dettaglio l’attuale situazione dei lavori di messa in sicurezza del ponte Morandi, quali siano gli interventi che ancora devono essere realizzati e se gli interventi saranno tali da comportare gravi disagi alla circolazione della città e quale sia la tempistica di fine lavori;

se corrisponda al vero che il ponte Morandi, viste le attuali condizioni di criticità, potrebbe venir chiuso almeno al traffico pesante, entro pochi anni, gettando la città nel totale caos.

ore 19.45 Pubblichiamo il comunicato stampa del 21 marzo 2017 dei consiglieri regionali Pd Raffaella Paita e Valter Ferrando sulle questioni ponte Morandi e Gronda.

“Abbiamo chiesto alla Giunta Toti, con un’interrogazione, i dati di Autostrade sul monitoraggio dei lavori eseguiti sul ponte Morandi e sui costi sostenuti nel tempo per la manutenzione di questi interventi. L’assessore Giampedrone però non ci ha fornito alcuna risposta, in linea con l’atteggiamento adottato da questa Giunta sulla Gronda autostradale genovese. Toti e i suoi assessori non parlano, anzi non hanno praticamente mai parlato di quest’opera. Da quando governa il centrodestra della Gronda non si sa più nulla. E come gruppo Pd vorremo capire il perché”.

ore 20.15 Riprendiamo questo post da Twitter che riprende una pagina del Movimento 5 stelle Genova

Il link a questa pagina, presente sotto questo post e qui, risulta irraggiungibile, ma come si può  vedere è stato scattato uno screenshoot

Ore 22.45 Il Premier Conte: “Sono 25 i morti accertati”

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