Destro, l’ancien prodige del Genoa: attaccante allo stato brado

Quattro gol in quattro partite lo rendono nuovamente un elmento centrale della squadra

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Destro Bani Genoa
Destro scuote la rete della Nord (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Ha scosso la rete protettiva sotto la Nord e tra le sue maglie ci ha ficcato il naso e la bocca spalancandola verso i tifosi genoani fiammeggianti di gioia, come se ne stesse implorando un boccone per saziare una fame antica. Destro aveva bisogno di una scarica di adrenalina per ritrovare la centralità nel Genoa dopo un’estate passata ad arrovellarsi sulla bontà dell’emolumento del contratto, rinnovato automaticamente la scorsa stagione avendo eguagliato e superato la doppia cifra di segnature rossoblù. Enrico Preziosi, in un uno dei suoi ultimissimi atti da presidente esecutivo del Grifone, ha risolto uno stallo – rectius, una crisi – grottesco per i genoani spettatori e altamente preoccupante per mister Ballardini siccome Sam Lammers non si schiodava da Bergamo e Destro stava per accasarsi allo Spezia, risolvendo di riflesso un grave problema a Thiago Motta il quale non è convolato a nozze con il bizzoso Nzola.

Quattro gol in quattro partite: talvolta i numeri sono sentenze. Chiude il mercato e Destro inizia a segnare, emulando un poco più grossolanamente persino la nobile sterzata di Diego Milito – un lampo averla rivista – con una bottiglietta d’acqua in mano, episodio che peraltro ha diviso la classe arbitrale poiché il regolamento, in merito all’equipaggiamento del calciatore, tace al pari della casistica. Nullum crimen sine lege. Palla al piede Destro non possiede certo la classe sopraffina dei tulipani o il funambolismo innato di un brasiliano di Copacabana ma in termini realizzativi è da considerare a tutti gli effetti un buon attaccante per il Genoa che assieme a Felipe Caicedo, scomparso dopo l’amichevole con l’Alessandria, potrebbe decretare il salto di qualità dell’intero reparto offensivo di Ballardini. A ennesima riprova che sul campo di calcio, come su un palco di teatro, sia il compagno di reparto a completare la tua parte più di quanto faccia te stesso.

Soltanto entrando nella testa di Destro si può trovare la risposta alla sua rinascita calcistica genovese ma essendo un’attività strettamente psichiatrica, e non demandata alle stringate competenze dei giornalisti, probabilmente è più opportuno rilevare che Destro stia vivendo la scoperta tardiva del proprio genio creativo. Perché c’è qualcosa di fantasioso, se non addirittura di artistico, nella seconda rete realizzata al Verona: arte dell’improvvisazione. Mattia Destro è l’ancien prodige, fu enfant, che ha puntato la sveglia da ragazzino ma si è svegliato trentenne, tardi come quelli di talento ma comunque in tempo per togliersi delle soddisfazioni. Il Genoa ha un attaccante che vive allo stato brado e che ama interpretare il ruolo alla maniera antica, quando il nove non correva come un quattro, perciò partecipando all’azione soltanto per porvi fine, per condannarla con una conclusione prima di scuotere la rete protettiva e ficcarci dentro naso e bocca.

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