Da Wembley a Pegli, mister Nicola e il suo mese rossoblù

Il 28 novembre il nuovo tecnico del Genoa era al Museo rossoblù per la presentazione del libro "Noi che vincemmo a Wembley": in quelle due ore assieme ho apprezzato il senso di appartenenza che ha fatto trasparire

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Davide Nicola (a sinistra) con Roberto Sabatino durante la presentazione di Noi che vincemmo a Wembley

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Sono passati esattamente trenta giorni da quel giovedì 28 novembre in cui presso il Museo del Genoa presentavo il mio libro “Noi che vincemmo a Wembley”. Tra gli ex calciatori rossoblu che mi hanno accompagnato in conferenza, era presente anche mister Davide Nicola.
Insieme ai vari Francesconi, Turone, Cavallo, Spinelli e le figlie di Nappi, una graditissima sorpresa: anche perché il mister, pur di esserci, prese un treno da Torino (tra l’altro nel giorno del compleanno della moglie…) per un mordi e fuggi a cui però teneva moltissimo.
Mister Nicola era seduto vicino a me, mi ringraziò più volte per aver pensato a questa opera che celebrava il Genoa vincente nel Torneo Anglo Italiano 1995/1996, chiedendomi anche una dedica alla sua copia.
In quelle due ore assieme ho apprezzato il senso di appartenenza che ha fatto trasparire: uno come lui, formatosi nel settore giovanile rossoblù ma con alle spalle poi due prestiti formativi con Fidelis Andria ed Ancona, ha fatto capire cosa voglia dire indossare questa maglia.
Il rispetto della storia, che però non deve essere un peso ma un onore (così ha ripetuto anche nell’intervista che mi ha rilasciato nel libro).
Ecco, senza nulla togliere a Thiago Motta, in Davide Nicola trovo una scelta maggiormente sensata. L’esperienza di Crotone, in cui concluse un girone d’andata pessimo con soli 9 punti in classifica e l’ultimo posto salvo poi centrare una pazzesca e storica salvezza, è stata una palestra eccellente che sicuramente servirà.
Nicola poteva attendere anche altre chiamate, ma il Genoa è sempre stato il suo sogno: “Quando ero calciatore e la società mi cedette alla Ternana per problemi di bilancio, faticai parecchio a metabolizzare il fatto di non avere più la maglia rossoblu addosso. Giocare col Genoa per me voleva dire tanto, andava oltre la categoria. Ma come professionista ho sempre dato il massimo ovunque, per rispetto dei tifosi”, ha detto sempre all’interno di “Noi che vincemmo a Wembley”.
Ad Udine, ultima esperienza da tecnico in A chiusa anticipatamente, faticó anche un certo Franco Scoglio, perché non ritrovó quella passione e quel calore che la piazza genoana sa dare.
Nicola, che col Prof. Scoglio ha avuto diversi attriti ma sempre nel limite del rispetto e che dallo stesso Scoglio ha imparato molto tatticamente, non è lontano da quel personaggio così legato al mondo Genoa.
Ore ed ore dedicate al suo lavoro: il nostro nuovo allenatore ha scelto davvero una scottante patata bollente, ma per lui tornare a respirare aria di Genoa , tornare a calcare il prato del “Ferraris” da padrone di casa, è sempre stato l’obbiettivo principale da quando iniziò ad allenare a Lumezzane in Lega Pro.
Spero che la spinta col mio libro di Wembley gli porti fortuna, anche perché vorrebbe dire che a maggio ci ritroveremo tutti sereni e contenti a festeggiare un’altra incredibile salvezza. Buon lavoro Mister!

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