Da 11 anni il Genoa non espugna la Torino granata

Quella del 2009 è stata l'unica vittoria dei rossoblù nel dopoguerra; sconfitta per 2-1 nella scorsa stagione (rete di Kouamé)

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Il gol di Kouamé (Foto Genoa cfc Tanopress)

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Giovedì nel tardo pomeriggio (ore 19.30) Torino e Genoa si affronteranno per la 52a volta nel capoluogo piemontese da quando esiste il campionato di serie A a girone unico (dal 1929/30). Impietoso per i colori rossoblù il bilancio dei precedenti: i granata hanno ottenuto 31 vittorie, 14 sono stati i pareggi e solo 6 le vittorie del Grifone (113-55 il computo delle reti). A questi bisogna aggiungere anche 6 incontri disputati in Serie B con 4 vittorie del Torino e 2 pareggi (12-6 le reti).
Le vittorie del Grifone a Torino salgono però a 11 se si contano anche le 4 prima del 1929 e quella per 1-0 del 1909 per la “Palla Dapples” (gol di Crocco oppure di Herzog a seconda delle fonti al 50’).

L’ultimo confronto risale al 2 dicembre 2018 (14a giornata): il Genoa di Juric (subentrato al posto di Ballardini) vuole confermare le buone indicazioni dopo il pareggio nel derby mentre il Toro di Mazzarri vuole avvicinarsi alle zone europee della classifica. Il Grifone parte bene e Piatek coglie un palo, Romulo ingenuamente si fa espellere (28′) ma i rossoblù passano ugualmente con Kouamé lesto ad insaccare dopo un corner (36′). Nei minuti di recupero del primo tempo accade l’incredibile: dapprima l’ex Ansaldi inventa una botta da fuori area che insacca nell’angolino basso alla sinistra di Radu (47′) e poi l’altro ex Iago Falque (ora di nuovo al Genoa) salta Sandro in piena area che lo atterra. Rigore e sorpasso granata con Belotti al 5′ di recupero. Nella ripresa non accade più nulla e il Genoa in 10 rischia il terzo gol in un paio di circostanze.

E’ finito in parità 0-0 il confronto della stagione precedente (30 dicembre 2017, 19a giornata ultima di andata): le panchine di granata e rossoblù erano occupate rispettivamente da Mihajolovic e Ballardini. La partita è da ricordare per l’esordio nel Genoa di Pepito Rossi. Il match della stagione precedente (22 dicembre 2016, penultima gara del girone di andata) venne decisa invece solo da un gol di rapina del “Gallo” Belotti ad inizio ripresa col Genoa poi incapace di reagire e di sfruttare i tanti calci d’angolo collezionati. Unica nota positiva ciò che accadde all’87’: il giovanissimo Pietro Pellegri (figlio del team manager Marco Pellegri) fece il suo ingresso in campo diventando, a 15 anni e 280 giorni, il più giovane debuttante della serie A superando di un giorno Amedeo Amadei, il “Fornaretto” della Roma.

Risale alla penultima giornata del torneo 2008-2009 l’ultima vittoria rossoblù in casa dei granata: il 3-2 del 24 maggio 2009, deciso da un gol di Milito al 90’, condannò virtualmente anche alla retrocessione i padroni di casa scatenando una rissa tra i giocatori. Inoltre l’esultanza dei tifosi rossoblu, giunti in massa in Piemonte, incrinò il decennale gemellaggio tra le due tifoserie: il Grifone però era ancora in corsa per un piazzamento in Champions League perso solo per gli scontri diretti a vantaggio della Fiorentina. Ancora di Milito su rigore, di Franceschini, del “Pollo” Olivera e di Rolando Bianchi le altre reti dell’incontro.

Quella vittoria interruppe un digiuno di successi in Piemonte che durava da ben 68 anni e più precisamente dal 6 aprile 1941 quando il Grifone, che chiuse il torneo al decimo posto (settimo il Toro), vinse con un tennistico 6-3. Ecco la cronaca della partita tratta dall’Almanacco Illustrato 1942: «Punteggio clamoroso dei rossoblu che, già perdenti, hanno sopraffatto nella ripresa la scombussolatissima formazione granata. Rete iniziale di Gabardo, su azione combinata, prontamente pareggiata da Michelini con un tiro da lontano. Gol di Mascheroni, che stringe nella porta al 14′; nuovo pareggio di Neri (testa su centro di Conti). Pressione torinese, poi, e terza segnatura con Ossola, che abilmente sfrutta uno scivolone di Tavoletti che perde la palla. Nella ripresa, su angolo, la palla spiovente su Allasio rimbalza in rete e provoca il tracollo dei torinesi che s’innervosiscono e finiscono con l’incassare il saldo con altre due reti di Neri e una di Bertoloni».
Tra gli incontri recenti bisogna segnalare il pirotecnico 3-3 del 28 ottobre 2015 (10a giornata) con la doppietta di Laxalt (26’ e 94’ all’ultima azione della partita) ad aprire e chiudere la contesa. In mezzo il sorpasso del Toro (Maxi Lopez al 28’ e Zappacosta al 34’), il pareggio del Genoa (Pavoletti al 77’) e il nuovo vantaggio dei padroni di casa grazie alla sfortunata autorete di Tachtsidis all’89′.
Quel pareggio fu preceduto da due sconfitte per 2-1: decisa da una doppietta del polacco Glik al 50’ e al 63’ (complice due dormite generali della difesa del Genoa) dopo il vantaggio di Iago Falque al 41’ la sfida del 21 dicembre 2014 e dalle reti di Immobile al 92’ e Cerci al 94’ (il Genoa si era portato in vantaggio con Gilardino all’85’…) la partita dell’aprile 2014. Meglio andò al Grifone alla terzultima giornata nel maggio 2013 quando le due squadre si accontentarono di un salomonico e fischiatissimo 0-0 che permise a entrambe di conquistare un punto fondamentale per la salvezza.
La prima vittoria del Genoa dei campionati a girone unico (anzi Genova 1893 come si chiamava allora per ragioni autarchiche) risale al 30 novembre 1930 quando i rossoblù si imposero 2-0 sul mitico campo “Filadelfia” con le reti di Bodini nel primo tempo e del bomber Levratto al 19’ del secondo tempo.
Le altre affermazioni risalgono al 1936 (3-1, con doppietta di Pantani e gol di Perazzoli), nel ’38 (1-0, Barsanti) e nel ’39 (sempre 1-0, Cattaneo al 13′ del secondo tempo riprendendo un tiro di Lazzaretti finito contro la base del palo). Negli anni ’40 fu l’epoca del Grande Torino e non ce ne fu per nessuno nemmeno per il Genoa sconfitto a ripetizione (addirittura 6-0 con tripletta di Valentino Mazzola nel ’47!).

Fino al 2009 quindi, solo amarezze in casa del Toro con qualche sporadico pareggio: da ricordare il 3-3 del 1997 in Serie B con rete granata di Martelli nei minuti di recupero (di Beghetto, Nappi e un’autorete di Cevoli i marcatori rossoblù), e quello del 2 dicembre 2007 (1-1, Borriello per il Genoa, Lanna per il Torino). Tra le sconfitte più pesanti ricordiamo: il 2-4 del 1958 (il Genoa aveva chiuso 2-0 il primo tempo con Leoni e Abbadie), l’1-4 del ’65 con il grande ex Gigi Meroni in campo (di Locatelli l’inutile rete genoana), il 2-5 del ’91 (nell’anno del quarto posto di Bagnoli), lo 0-4 del ’92 (sempre ai danni della Bagnoli-band) e l’1-5 del maggio ’77. All’ultima giornata il Toro scudettato e in corsa con la Juve per il secondo titolo consecutivo (perso però per un punto) sommerse il Genoa già salvo (quell’anno retrocesse la Samp) e con la mente sgombra: doppiette per Graziani e Pulici e gol di Zaccarelli per i padroni di casa, di Ghetti per il Grifone. Importante in chiave salvezza il pareggio del 18 aprile 1993 (28a giornata) del Genoa di Maselli contro il Toro europeo di Mondonico. Di Scifo al 59′ e del povero Andrea Fortunato al 62′ i gol del definitivo 1-1 (CLICCA QUI PER VEDERE LE IMMAGINI).

Il primo incontro ufficiale disputato dal Genoa in casa del Torino (società fondata nel 1906 da dissidenti juventini) è datato 24 aprile 1910: campo di Piazza d’Armi. Si giocò il recupero della settima giornata rinviata per neve e il Grifone si impose 2-0 grazie alla doppietta del tedesco Hans Schmidt. Centromediano, esordì con il Genoa nella massima serie italiana all’età di 16 anni e 17 giorni nella sfida del 9 gennaio 1910 con la Pro Vercelli, (era nato il 23 dicembre 1893) facendo di lui il più giovane esordiente con la maglia rossoblu prima del già citato Pellegri. Quell’anno disputerà 7 partite segnando 4 reti, poi si trasferirà in Germania per ritornare al Genoa nel 1913-14 dove collezionò solo 3 presenze senza mai segnare. Si ritirò dal calcio giocato nel 1928 (per lui anche 16 presenze in nazionale) e negli anni ’30 e ’40 fu allenatore in Germania (Schalke 04 e Norimberga alcune delle sue squadre) dove conquistò quattro titoli nazionali e una coppa di Germania. Si ritirò dal mondo del calcio nel 1952 e si spense nel 1971 a 76 anni.

Francesco Patrone
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