Currò ricorda Gianni Mura e Mario Fossati: «Maestri senza darsi arie»

«Sapevano di esserlo ma non volevano sentirselo dire» scrive il giornalista genovese

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Mura
Gianni Mura

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Enrico Currò, firma genovese di Repubblica, ha ricordato a modo suo Gianni Mura, scomparso stamane a causa di un attacco cardiaco. Lo ha fatto con un breve scritto su Facebook attraverso cui ha ricordato anche Mario Fossati, grandiosa figura brianzola del giornalismo sportivo.

Gianni a casa di Mario Fossati. Mario sarebbe scomparso un paio di mesi dopo. Due maestri di giornalismo, senza darsi arie e senza volerlo essere. Loro due nel tinello, seduti l’uno di fronte all’altro, con la mazzetta dei quotidiani appoggiata sul tavolo. Gianni con un pacchetto in mano: un dolce o qualcosa del genere, come si fa quando si va in visita a un amico. Timidi entrambi, per pudore reciproco. Ma si sente tutto il bene che si vogliono, e la stima. Mario che fissa il quadro di suo zio Anselmo Bucci, pittore famoso: una radura e una famiglia in gita, un bambino piccolo degli anni Venti del Novecento. Sei tu quel bambino, Mario? “Sono io. La povertà è una brutta cosa. Non serve a niente”. L’ex bambino Gianni che sorride, gli occhi un po’ lucidi. Loro due che si salutano sulla porta, davanti all’ascensore. Ci scappa un mezzo abbraccio, un po’ goffo. Tra padre e figlio. Così sembrava, a guardarli. Un abbraccio un po’ goffo tra maestri che sapevano di esserlo. Anche se non volevano sentirselo dire.

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