CORRIERE DELLO SPORT – Gravina: «Rinunciare a promozioni e retrocessioni sarebbe una violazione degli interessi di tanti club»

Il presidente della Figc insiste: «Se non si può finire il campionato, andiamo a playoff e playout»

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Gravina
Gabriele Gravina (Foto Giuseppe Bellini/Getty Images)

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In un’intervista ad Alessandro Barbano per il Corriere dello Sport, Gabriele Gravina, presidente della Figc, spiega che non c’è soltanto il problema dell’assegnazione dello scudetto per l’interruzione del campionato. «Ma noi dobbiamo stabilire – afferma – chi va in Champions e in Europa League, chi retrocede in B, chi sale in A, chi retrocede in C e chi sale in B. Le sembra poco?».

Secondo il numero uno del calcio italiano tutto questo ha attinenza con lo scudetto: «C’entra, perché in linea teorica si potrebbe anche non assegnare il titolo, ma tutto il resto si deve stabilire. Rinunciare a promozioni e retrocessioni sarebbe una violazione degli interessi soggettivi di tante società». Dunque, in linea teorica, la classifica eventualmente bloccata a una certa data vale per le qualificazioni, dovrebbe valere anche per stabilire il club campione d’Italia? «Non vorrei dover rispondere – dice Gravina – a questa domanda. Perché penso che congelare una classifica sia un errore da evitare. Il valore della competizione va salvaguardato. Dobbiamo dare delle chance a chi ha investito tanto su un obiettivo sportivo. Vuol dire giocare il più possibile. Portarci avanti col campionato e finirlo, se possibile». Nel caso in cui non sia possibile concludere il campionato occorre, aggiunge Gravina, «trovare una formula che salvi la competizione». E questa è «playoff e playout». Ma in tanti presidenti, tra cui Enrico Preziosi del Genoa, hanno protestato: per Gravina hanno ragione, «ma in questo momento nessuno ha la certezza di poter fare una cosa piuttosto che un’altra».

A tal proposito, Gravina ha esortato le Leghe a formulare proposte: «Ma le regole vanno fissate subito, prima di ricominciare a giocare. E l’ultima parola spetta alla Federazione, non ad altri».

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