CORRIERE DELLO SPORT – Bilanci, il fantasma del 30 giugno

Nonostante i problemi per l'epidemia di Coronavirus, l'esercizio annuale deve essere comunque chiuso per molti club a quella data. Invece il problema è solo rimandato per Genoa, Atalanta, Fiorentina, Sampdoria, Sassuolo, Spal e Torino che chiudono al 31 dicembre

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La data del 30 giugno sarà cruciale per il calcio italiano. Il Corriere dello Sport oggi in edicola sottolinea che gran parte dei club di serie A (come ad esempio le tre quotate in Borsa: Juventus, Lazio e Roma) e in generale del calcio professionistico dovranno chiudere il bilancio annuale d’esercizio. Quest’anno capita nell’emergenza Coronavirus: dunque, con la situazione critica, il 30 giugno non potranno essere registrati movimenti di calciatori, né iscritte le plusvalenze da cessione, perché di fatto, la stagione non sarà ancora terminata. «E quanto ai diritti televisivi – spiega il quotidiano – sempre che non siano già stati abbondantemente fattorizzati, meglio tacere pietosamente». Cosa fare dunque? Tenere conto di questi dati sfavorevoli oppure fare un bel condono tombale? Invece il problema è solo rimandato per Genoa, Atalanta, Fiorentina, Sampdoria, Sassuolo, Spal e Torino che chiudono al 31 dicembre.

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