Correva l’anno 2018: Ballardini fu sconfitto nella sua unica panchina genoana a Bergamo, affrontando Gasperini

Il Grifone perse 3-1: gol di Barrow, Cristante, Ilicić, e gol della bandiera di Veloso

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Pandev e Masiello avversari nel 2018 in Atalanta-Genoa 3-1 (Foto Marco Luzzani/Getty Images)

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Dei diciannove allenatori che almeno per una partita si sono seduti sulla panchina del Genoa nelle diciotto stagioni agonistiche della presidenza di Enrico «the Joker» Preziosi i tifosi rossoblù ne ricordano con piacere tre, che hanno temporalmente caratterizzato più della metà di tale periodo: Gian Piero «Gasperson» Gasperini, Davide «zio Balla» Ballardini sr. e Davide «Didi» Nicola. Se quella di Nicola dagli ultimi giorni del dicembre del 2019 ai primi dell’agosto 2020 è stata un’esperienza importante (28 punti conquistati in ventuno partite, che hanno permesso al Genoa di risalire dall’ultimo posto in classifica alla salvezza), ma cronologicamente circoscritta, quelle dei tecnici di Grugliasco e Ravenna (ripresa da meno di un mese) si sono prolungate nel tempo e maggiormente radicate nella memoria e nei cuori dei sostenitori del «Vecchio Grifone».

Nel corso delle loro carriere di allenatori, che, dopo importanti esperienze nei settori giovanili, sono iniziate rispettivamente nel 2003 e nel 2004, Gasperini e Ballardini sr. si sono affrontati in sette occasioni (sempre con il Genoa in campo, che ha raccolto la «miseria» di 4 punti su 21 disponibili), ottenendo tre vittorie (Genoa-Città di Palermo 1-0 di domenica 1° febbraio 2009, Genoa-Atalanta 1-2 di martedì 12 dicembre 2017 ed Atalanta-Genoa 3-1 di domenica 29 aprile 2018; Cagliari-Genoa 2-1 di domenica 2 marzo 2008, Città di Palermo-Genoa 2-1 di domenica 13 settembre 2008 e Lazio-Genoa 1-0 di domenica 13 dicembre 2009 ciascuno e un pareggio (Genoa-Bologna 0-0 di domenica 4 maggio 2014): quindi, Gasperini, in cinque di quei sette incontri allenatore del Genoa, è stato sempre in svantaggio, fino a quando si è riportato in parità grazie al doppio successo orobico nel Campionato 2017/2018.

L’incontro che ha riequilibrato i conti nel bilancio tra i due tecnici non ebbe di fatto storia, visto che alla superiorità tecnico-agonistica e al «fattore-campo» gli atalantini univano le maggiori motivazioni, essendo in corsa per la poi raggiunta qualificazione – grazie al settimo posto finale – all’Europa League, mentre il Genoa era di fatto salvo [vedasi l’articolo, pubblicato martedì 24 aprile 2018 da Pianeta Genoa 1893, La retrocessione del Genoa? Può accadere soltanto per una congiunzione astrale], anche se per la certificazione «matematica» dovette attendere ancora sette giorni.

Dopo otto minuti di gioco un forte diagonale di interno sinistro da ventidue metri del portoghese Iuri José Picanço Medeiros costrinse il portiere atalantino, l’albanese con cittadinanza kosovara, Etrit Berisha a tuffarsi sulla sua destra e a deviare sul fondo a mani aperte, ma dopo altri otto minuti di gioco, su un rilancio di Mattia «Colder» Caldara «spizzato» di testa dall’italo-canadese Bryan «Redondo» Cristante, il gambiano Musa «Gabbiano» Barrow ebbe la meglio nello scatto sulla fascia destra su Luca Rossettini e fu abile a far passare il pallone, calciandolo di interno destro a tre metri dalla linea di fondo – da posizione defilata –, tra le gambe di Mattia «Airone» Perin, appostato sul «primo palo». Al 22’ Cristante concluse vittoriosamente una «triangolazione» con l’argentino Alejandro Dario «Papu» Gómez con una «demi-volée» di interno sinistro in diagonale da dieci metri. Nel primo tempo, a parte l’iniziale «fiammata» genoana, si registrarono solo occasioni da rete per i neroazzurri, che sfiorarono la rete con due azioni in profondità – la prima del tedesco con cittadinanza olandese Robin Everardus Gosens e la seconda del brasiliano con cittadinanza italiana Rafael «Guerriero» Tolói – sulla destra: Tolói calciò il pallone a pochi centimetri dall’incrocio sinistro dei pali con un tiro di interno destro, da posizione defilata, a sette metri dalla linea di fondo, dopo essersi avventato su un pallone respinto da Rossettini su conclusione di Barrow e carambolato su Francesco «The Best» Migliore, e, allo scadere, Barrow con un tiro angolato – di prima intenzione –, sul «disturbo» di Davide Biraschi, deviato con la mano sinistra da Perin sul fondo.

Dopo l’intervallo il Genoa si presentò in campo con il cambio di modulo, essendo passato, complici gli ingressi in campo del centrocampista portoghese Miguel Luis Pinto Veloso «Miguel Veloso» al posto di Migliore e dell’attaccante nordmacedone Goran «Pandevmonio» al posto dell’italo-brasiliano Daniel Sartori Bessa, dal 3-5-2 al 4-3-3, che comportava l’«abbassamento» nella linea difensiva del serbo Darko «Razo-vić» Lazović, per meglio fronteggiare il gioco sulle fasce degli avversari e metterli in difficoltà con nuovi schemi d’attacco. Al 18’, scattando sulla sinistra su un rilancio di Perin, il centravanti italo-peruviano del Genoa Gianluca «Sir William» Lapadula, fece partire a undici metri dalla linea di fondo – da posizione defilata – all’interno dell’area di rigore un diagonale di interno sinistro, che, deviato con la gamba destra da Toloi, s’impennò, finendo pochi centimentri sopra la traversa. Al 21’ Josip «la nonna» Ilicić, in un’azione di contropiede, fece le «prove generali» della rete che avrebbe messo a segno sette minuti dopo, con un angolato diagonale di interno sinistro da ventuno metri, che venne respinto a mani aperte in fallo laterale da Perin, lanciatosi in tuffo sulla sua sinistra, gesto atletico che poi non gli evitò la capitolazione su un’altra conclusione – angolatissima e a mezz’altezza – di interno sinistro del «fantasista» sloveno a dieci metri dalla linea di fondo da posizione defilata, ad onta del «disturbo» di «Miguel Veloso», autore al 35’, con una splendida punizione «a foglia morta» di interno sinistro da ventidue metri, che andò a «togliere la ragnatela» dall’angolino sinistro alto, della «rete della bandiera» per gli ospiti, che un minuto prima avevano rischiato lo 0-4, quando, involatosi sulla destra su un lancio di Cristante, Gómez si era visto respingere da Perin il suo «scavino» di interno destro da sette metri, La rete segnata rinvigorì il Genoa, che al 38’ andò vicinissimo alla rete del 2-3 con un diagonale di sinistro al volo ad otto metri dalla linea di fondo – da posizione defilata – dell’italo-statunitense Giuseppe «Pepito» Rossi – ottimamente servito dallo svedese Oscar Carl Niclas Hiljemark con un traversone dalla destra –, che «fece la barba» al palo sinistro. Sei minuti dopo l’arbitro Michael Fabbri di Ravenna assegnò un calcio di rigore a favore del Genoa, che sarebbe dovuto essere battuto da Rossi, ma poi, su segnalazione del suo collaboratore VAR, il signor Federico La Penna di Roma, andò a rivedere l’azione «incriminata» al monitor e, avendo notato che Caldara aveva toccato il pallone con il gomito destro, girando il busto verso la porta sul tiro di Rossi, senza aumentarne il volume, ritornò sulla sua decisione.

TABELLINO

Bergamo, domenica 29 aprile 2018, Stadio “Atleti Azzurri d’Italia”, ore 15,00

Atalanta-Genoa 3-1 [XXXV giornata del Campionato Italiano 2017/2018]

Arbitro: Fabbri [Ravenna]; Arbitro VAR: La Penna [Roma]

Spettatori: Diciannovemila circa

Marcatori: nel 1° tempo al 16’ Barrow (A), al 22’ Cristante (A), nel 2° tempo al 28’ Ilicić (A), al 35’ Miguel Veloso (G)

Atalanta (3-4-1-2): 1 E. Berisha; 3 Tolói, 13 Caldara, 5 A. Masiello; 21 Castaigne (dal 9’ del 2° T.: 33 Hateboer), 15 De Roon, 11 Freuler, 8 Gosens; 4 Cristante (dal 41’ del 2° T.:6 Palomino); 99 Barrow (dal 15’ del 2° T.: 72 Ilicić), 10 A. Gómez. Allenatore: Gasperini.

Genoa (3-5-2): 1 Perin; 14 Biraschi, 13 Rossettini, 87 Zukanović; 22 Lazović, 88 Hiljemark, 8 Bertolacci, 24 Bessa (dal 1’’ del 2° T.: 19 Pandev), 18 Migliore (dal 1’’ del 2° T.: 44 Miguel Veloso); 45 Iuri Medeiros (dall’8’’ del 2° T.: 49 Gi. Rossi), 10 Lapadula. Allenatore: D. Ballardini sr..

Note; Miguel Veloso (G) segna con un calcio di punizione da 22 m. circa; al 44’ del 2° T. l’arbitro concede un calcio di rigore al Genoa per un pallone toccato in area di rigore con il gomito destro da Caldara su tiro di Gi. Rossi, poi, dopo aver rivisto l’azione al monitor su segnalazione del VAR, giudica l’intervento involontario e revoca la precedente decisione

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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