Correva l’anno 2017: il Genoa sconfisse di misura l’Inter grazie a Pandev e a Lamanna

L’attaccante rossoblù, grande ex della sfida al Ferraris, segnò il gol vittoria. Invece il portiere parò il rigore calciato da Candreva

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Lamanna para il rigore a Candreva (Getty Images)

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Domenica 30 aprile 2017 il Genoa era stato sconfitto in casa per 1-2 in rimonta da un ChievoVerona praticamente salvo. La domenica successiva i rossoblù del croato Ivan «Pirata» Iurić erano chiamati al secondo impegno casalingo consecutivo, dovendo affrontare l’Internazionale di Stefano «The Normal One» Pioli (il quale, alla luce del risultato conseguito al “Luigi Ferraris, sarebbe stato esonerato e sostituito dall’allenatore della formazione Primavera dei neroazzurri, Stefano Vecchi): entrambe le squadre avevano un «ruolino di marcia» desolante, visto che negli ultimi si turni di Campionatao i rossoblù avevano raccolto cinque sconfitte e un pareggio e i loro avversari quattro sconfitte e due pareggi, che li avevano rispettivamente avvicinati alla terzultima posizione (cinque – e… mezzo, vista la prevalenza negli «scontri diretti» – punti di vantaggio sull’emergente Crotone di Davide «Didi» Nicola, che poi si sarebbe salvato a spese dell’Empoli) e all’esclusione dall’Europa League, con uno svantaggio dai «cugini» rossoneri, che occupavano la sesta posizione in classifica, l’ultima valida per il «passaporto europeo», di un punto, che nelle ultime quattro giornate si sarebbe triplicato). I tifosi rossoblù, in quel primo dei quattro campionati (compreso l’attuale) di lotta «senza quartiere» per la salvezza, non fecero mancare quel giorno alla squadra il loro caloroso incitamento, ma manifestarono il loro dissenso per le recenti prestazioni e per la gestione societaria del presidente Enrico «the Joker» Preziosi, appendendo gli striscioni capovolti, ad eccezione di due sulla balconata della Gradinata Nord, quello con la celebre frase del «Professore» Francesco «Franco» Scoglio “NOI SIAMO IL GENOA, CHI NON NE È CONVINTO, POSI LA BORSA E SI TOLGA LE SCARPE!”, e FORZA ANCONA, RIALZATI ANCORA, LA NORD È SEMPRE AL TUO FIANCO!.

Genoa

La partita fu subito condizionata da un clamoroso errore arbitrale dopo soli cinque minuti, quando il centravanti rossoblù, l’argentino Giovanni Pablo «el Cholito» Simeone Baldini jr., servito in piena area di rigore da un passaggio dalla destra del serbo Darko «Razo-vić» Lazović, venne colpito duramente da un calcio del cileno Gary Alexis «Pitbull» Medel Soto al polpaccio sinistro (in conseguenza del calcio subito sarebbe stato costretto tredici minuti dopo ad «alzare bandiera bianca», venendo sostituito dal nordmacedone Goran «Goghi» Pandev) ma la scorrettezza del difensore centrale sudamericano non apparve nella sua lampante evidenza al signor Antonio Damato di Barletta e al suo assistente addizionale – o «giudice di porta» che dir si voglia – Rosario Abisso di Palermo, i quali si trovavano in posizione ideale (il primo dietro e il secondo davanti) rispettivamente a una quindicina e a una ventina di metri dal «luogo del crimine», tanto che venne decretato il calcio d’angolo per i padroni di casa con la soprastante Gradinata Nord giustamente rumoreggiante (episodi come quello testimoniano quanto sia importante il V.A.R., introdotto nel campionato successivo).

Gli ospiti, «graziati» dal clamoroso errore arbitrale, cercarono di passare in vantaggio nella prima mezz’ora di gioco con tre occasioni nei primi venti minuti: al 14’ un diagonale rasoterra di sinistro del franco-centrafricano Geoffry «Mr. 40 milioni» Kondogbia uscì di mezzo metro alla sinistra della porta difesa da Eugenio «il pararigori» Lamanna, prontissimo a deviare al 29’ a mani aperte sul fondo un tiro di destro da diciotto metri del brasiliano naturalizzato italiano Éder Martins Citadin «Éder» da venti metri e, sul susseguente calcio d’angolo battuto dal croato Ivan «Koka» Perišić, con la mano destra in tuffo a terra la conclusione da diciotto metri al volo di destro di Antonio «Sant’Antonio da Candreva» Candreva fortuitamente deviata dal fianco destro del difensore argentino del Genoa Santiago «el Chueco» Gentiletti.

Il Genoa, che aveva avuto una potenziale favorevolissima occasione da rete, su passaggio smarcante di Luca Rigoni I jr., con Pandev al 21’, il quale aveva avuto la disdetta di tirarsi addosso al piede portante destro la sua conclusione di sinistro in diagonale da tredici metri, rischiò fortemente di subire la rete al 41’, quando un traversone rasoterra dalla sinistra di Perišić venne all’interno dell’area di porta prima mancato con l’esterno destro e con il tacco sinistro da Eder, pressato da Gentiletti, e poi con il piatto destro da Candreva, mandato «fuori giri» da un impercettibile quanto provvidenziale tocco con l’interno sinistro di Andrea Beghetto jr., che quel giorno, in cui fu schierato in sostituzione dello squalificato uruguayano Diego Sebastián «Valde» Laxalt Suárez, fece registrare la sua terza ed ultima presenza nel Genoa nella sua prima partita iniziata e completata di Serie A).

Nella ripresa, pur più subendo la manovra degli avversari che imponendola ad essi, fu il Genoa ad avere il maggior numero di occasioni da rete oltre ad essere l’unica delle due squadre a concretizzarne una. Al 5’ un calcio di punizione battuto di sinistro con traiettoria parabolica ad effetto dal portoghese Miguel Luis Pinto Veloso «Miguel Veloso» a un paio di metri dalla linea di fondo e dall’ingresso di area di rigore venne respinto in tuffo a mani aperte dal portiere sloveno degli ospiti Samir «Batman» Handanović; al 24’ arrivò la rete decisiva di Pandev (come ex della squadra che aveva conquistato nel maggio del 2010 lo storico «Triplete» – Coppa Italia, Campionato e Champions League – non esultò e fece un gesto di scusa nei confronti dei suoi ex tifosi posizionati nel Settore 6 del “Luigi Ferraris”), che si fece trovare pronto sul dischetto del calcio di rigore ad effettuare una girata di sinistro – piede staccato da terra come l’altro – al volo di controbalzo dopo che Handanović aveva deviato con la mano destra il pallone proveniente da un forte tiro di sinistro da venticinque metri di «Miguel Veloso» contro la parte interna della traversa; al 27’ Rigoni I jr. costrinse con un diagonale di interno destro da sedici metri a una parata in tuffo l’estremo difensore degli ospiti, che al 33’ venne «graziato» da un tiro di destro da sei metri alto sulla traversa di Pandev, il quale, su calcio d’angolo battuto da «Miguel Veloso», era stato involontariamente servito da un tocco con il polso destro (passibile, ancorché involontario, di essere sanzionato con la massima punizione) dell’argentino Rodrigo Sebastián «el Trenza» Palacio, che aveva determinato un «campanile».

Le occasioni per i neroazzurri furono al 12’ un diagonale di sinistro da posizione defilata da undici metri di Perišić, al termine di una sua veloce discesa con «triangolazione» in velocità con il centravanti argentino Mauro Emanuel «Maurito» Icardi, ribattuto con i pugni da Lamanna, e al 40’ un diagonale di esterno destro sul «primo palo» di Candreva deviato sul fondo dal portiere genoano. Il conseguente calcio d’angolo dalla destra battuto dall’argentino Éver Maximiliano David «el Tanguito» Banega venne girato in porta con una «sforbiciata» volante di destro da Perišić, andando a colpire il polso destro del capitano del Genoa, l’argentino Nicolás Andrés «el Padroncito» Burdisso I, che si era voltato. Damato applicò rispetto all’episodio nell’area di rigore neroazzurra, che aveva visto per protagonista Palacio, il criterio dei «due pesi, due misure», decretando il calcio di rigore. La conclusione né forte né angolata di interno destro di Candreva venne deviata da Lamanna, tuffatosi (sfruttando un suggerimento dal compagno di squadra Danilo Cataldi, che per due anni aveva giocato con Candreva nella Lazio) alla sua destra, e quella successiva, da posizione defilata, di Kondogbia fu contrata dall’argentino Ezequiel Matias «el Chiqui» Muñoz. Il centrocampista franco-centrafricano protestò vivacemente – non si sa bene il perché, visto che sia lui sia Muñoz erano leggermente dentro l’area di rigore al momento della battuta di Candreva – con l’arbitro, che gli «indicò la via degli spogliatoi».

Il pubblico rossoblù, che aveva vivacemente protestato per la decisione arbitrale, ineccepibile secondo l’attuale regolamento, ma molto discutibile in base a quello allora in vigore, dopo aver esultato fragorosamente per la prodezza di Lamanna (non nuovo a questo genere di interventi, visto che nei precedenti sei a difesa della porta del Genoa in Campionato era stato battuto solamente due volte, pur avendo tutti i rigoristi «inquadrato» lo «specchio» della porta!), sostenne con grande intensità la squadra fino al triplice fischio finale di Damato, che ne sancì il ritorno alla vittoria ad oltre due mesi dal successo per 2-0 al “Carlo Castellani” di Empoli, che era stato seguito da quattro sconfitte, un pareggio alla vigilia di Pasqua (il 2-2 casalingo contro la Lazio di sabato 15 aprile 2017) ed altre due sconfitte.

Genova, domenica 7 maggio 2017, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 15:00

Genoa-Internazionale 1-0 [XXXV giornata del Campionato Italiano 2016/2017]

Arbitro: Damato [Barletta (BA)]

Spettatori: ventunmila circa

Marcatore: nel 2° tempo al 24’ Pandev

Genoa (4-3-2-1): 23 Lamanna; 14 Biraschi, 8 Burdisso I, 3 Gentiletti, 16 A. Beghetto jr.; 22 Lazović (dal 28’ del 2° T.: 24 Muñoz), 44 Miguel Veloso, 94 Cataldi; 30 L. Rigoni I jr., 11 Palladino (dal 44’ del 2° T.: 4 Cofie); 9 Simeone jr. (dal 18’ del 2° T.: 27 Pandev). Allenatore: Jurić.

Inter (3-4-3): 1 S. Handanović; 33 Dan. D’Ambrosio, 17 Medel, 2 Andreolli; 87 Candreva, 7 Kondogbia, 5 Gagliardini 55 Nagatomo (dal 37’ del 2° T.: 19 Éver Banega); 23 Éder (dal 27’ del 2° T.: 96 Gabriel Barbosa), 9 M. Icardi (dal 26’ del 2° T.: 8 Palacio), 44 Perišić. Allenatore: Pioli.

Note: per manifestare il loro dissenso per le recenti prestazioni della squadra e per la gestione societaria del presidente Preziosi, i tifosi del Genoa appendono gli striscioni capovolti, eccezion fatta per due in Gradinata Nord: la citazione di una frase dell’ex allenatore rossoblù Scoglio “NOI SIAMO IL GENOA, CHI NON NE È CONVINTO, POSI LA BORSA E SI TOLGA LE SCARPE!” e FORZA ANCONA, RIALZATI ANCORA, LA NORD È SEMPRE AL TUO FIANCO!; al 24’ del 2° T., dopo aver segnato la rete, l’ex interista Pandev non esulta in segno di rispetto verso i suoi ex tifosi, rivolgendo a quelli presenti allo stadio nel Settore 6 un gesto di scusa; al 42’ del 2° T. Lamanna respinge un calcio di rigore di Candreva e l’arbitro espelle Kondogbia; due giorni dopo l’Inter esonera Pioli, sostituendolo con S. Vecchi.

Stefano Massa

(membro del Comitato Storico Scientifico del Museo della Storia del Genoa)

Il gol di Pandev (Pianetagenoa1893.net)
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