Correva l’anno 2016: il Genoa sconfisse 1-0 la Fiorentina in due giornate diverse

La prima sfida del Ferraris dell’11 settembre fu rinviata a causa di un violentissimo acquazzone al 27’: fu ripresa allo stesso minuto il 15 dicembre

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Genoa-Fiorentina sotto il diluvio l'11 settembre 2016 (Getty Images)

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Nei cinquantasei massimi campionati «a girone unico» finora disputati (compresi quelli del 1909/1910 con nove partecipanti e quello appena incominciato) il Genoa si è trovato a punteggio pieno dopo tre giornate solamente in tre occasioni: nel 1932/1933, nel 2009/2010 e… senza accorgersene… nel 2016/2017: infatti, nell’occasione più recente tra l’inizio e la fine della partita in casa contro la Fiorentina, valida per la terza giornata, trascorsero ben novantacinque giorni e i tre punti conquistati dal Vecchio Grifone in quello che finora è l’unico incontro della sua storia ripreso da dov’era stato interrotto (fino alla stagione agonistica 2004/2005 gli incontri sospesi venivano annullati a livello di risultato e rigiocati dall’inizio, partendo dallo 0-0) gli permisero di passare dalla tredicesima posizione in classifica «in coabitazione» con il Cagliari alla decima «in solitudine». Con quella vittoria il Genoa del tecnico croato Ivan «il Pirata» Jurić, che aveva preso il posto durante l’estate di Gian Piero «Gasperson» Gasperini., si portò a 23 punti dopo sedici giornate, ma i tifosi che pensavano che sarebbero arrivati senza patemi fino a maggio iniziarono a ricredersi tre giorni dopo, quando al “Luigi Ferraris” il Genoa si fece rimontare dal 3-1 al 3-4 dal Città di Palermo, che aveva perso i precedenti nove incontri di Campionato. Dopo la sconfitta contro i rosanero, i rossoblù, indeboliti dalle cessioni a gennaio del 2017 del centrocampista venezuelano Tomás Eduardo «el General» Rincón Hernández alla Juventus e del centravanti Leonardo «il giovane Pavoloso» Pavoletti al Napoli, raccolsero due punti nelle successive otto partite, quattro nelle sei dell’«interregno» di Andrea «Mandorla» Mandorlini sr. e sette in altrettanti incontri dopo il ritorno in panchina di Jurić, conquistando in maniera sofferta la certezza della salvezza con una giornata d’anticipo.

Il minuto della sospensione di Genoa-Fiorentina 11 settembre 2016 (Getty Images)

Il primo tempo – comprensivo dei primi ventisette minuti dell’11 settembre e dei diciotto del 15 dicembre – fu forse l’espressione migliore dell’atteggiamento tattico «garibaldino» del tecnico croato nella sua contraddittoria esperienza di allenatore del Genoa, che è proseguita per breve tempo nelle due successive stagioni agonistiche. Entrati in campo i giocatori delle due squadre con il sole splendente, ne uscirono tra preliminari e partita effettivamente giocata mezz’ora dopo a causa di un violentissimo acquazzone che appesantì nel giro di una decina di minuti il terreno di gioco, su cui il pallone finiva per rimbalzare poco o niente. Mentre quel giorno all’“Olimpico” di Roma, stadio dotato di pista di atletica leggera e senza le panchine in parte sotto il livello del campo (quindi, senza il problema dell’allagamento), Roma-Sampdoria riprese con il secondo tempo iniziato un’ora e dieci minuti dopo la fine del primo (i blucerchiati vennero rimontati nella ripresa dal 2-1 al 2-3 con un calcio di rigore trasformato allo scadere da Francesco «er Pupone» Totti), a Genova la decisione della definitiva sospensione fu presa dal signor Luca Banti di Livorno, dopo aver effettuato alla presenza dei capitani delle sue squadre, gli argentini Nicolás Andrés «Padroncito» Burdisso I e Gonzalo Javier «el Mariscal» Rodriguez Prado i «rituali» tentativi di far rimbalzare il pallone a terra, in poco più di mezz’ora.

Il Ferraris durante il diluvio in Genoa-Fiorentina l’11 dicembre 2016 (Foto Getty Images)

Già al 1’ il Genoa con un tiro di interno destro di Luca Rigoni I jr., servito dal serbo Darko «Razo-vić» Lazović, il quale aveva «sprintato» sulla destra, che lambì il palo destro della porta dei viola, mandò il primo segnale offensivo agli avversari. Al 12’, servito da un colpo di testa di Rigoni I jr., Pavoletti, che si trovava in posizione centrale senza avversari davanti, decise di effettuare da ventiquattro metri sul rimbalzo del pallone una conclusione di esterno destro, che venne bloccato con una plastica parata dal portiere romeno degli ospiti Ciprian Anton «il ragno albino» Tatarusanu tuffatosi sulla sua sinistra. Al 17’ ci fu un salvataggio di testa di Davide «il Tedesco» Astori a nove metri dalla porta su tiro di controbalzo di destro da trentaquattro metri di Rigoni I jr., successivo a un suo stop di petto, da posizione defilata sulla destra, con Tatarusanu uscito fuori dall’area di rigore per anticipare di testa Pavoletti su lancio di una quarantina di metri del portoghese Miguel Luís Pinto Veloso «Miguel Veloso». Al 24’ l’uruguaiano Diego Sebastián «Valde» Laxalt Suárez con un colpo di testa a spiovere da posizione defilata a quattro metri dalla linea di fondo su cross dalla destra di Rincón Hernández mandò il pallone contro la parte superiore della traversa. La Fiorentina «si fece viva» solamente con un calcio di punizione centrale da ventisei metri dello sloveno di origine serbo-croata Josip «il Professore» Iličić, con il pallone che venne bloccato «in due tempi» dal portiere genoano Mattia «Airone» Perin, non in quanto pericoloso in sé, ma perché rimbalzato su un terreno fradicio d’acqua. A quel punto l’incontro venne sospeso per essere ripreso da un nuovo arbitro, il signor Marco Guida di Torre Annunziata (Banti era infortunato), il 15 dicembre, che fece rimbalzare il pallone per terra in modo che l’estremo difensore rossoblù se ne riappropriasse. Sette minuti dopo, cioè al 34’, si sviluppò un’azione sulla «corsia» destra del Genoa: sul lancio in profondità di Armando «Merola» Izzo, Tatarusanu si avventurò in un’altra uscita fuori dall’area di rigore, sicuramente più insensata di quella di tre mesi prima, visto che il centravanti argentino dei padroni di casa Giovanni Pablo «el Cholito» Simeone jr. Baldini era marcato da vicino da Rodriguez Prado, il quale ebbe l’accortezza di correre verso la porta, riuscendo a respingere in scivolata di destro a sei metri da essa il tiro di esterno destro scoccato da Rigoni I jr., servito con un passaggio all’indietro da Simeone jr. Baldini, da diciassette metri. Al 35’ sempre Rigoni I jr., sottrasse il pallone ad Astori che cercava di farlo uscire dal fondo e lo crossò rasoterra dalla destra con Simeone jr. Baldini, che lo mancò di pochi centimetri in spaccata di destro a quattro metri dalla linea di porta. Il Genoa pervenne al 36’ alla più che «matura» rete del vantaggio con un tiro di controbalzo di destro di Lazović (alla sua prima segnatura con il Genoa) dal basso in alto a un metro dal palo sinistro della porta difesa da Tatarusanu, che tentò vanamente di respingere il pallone con la gamba sinistra, su un cross di destro dalla sinistra del connazionale Nikola «Dzigi» Ninković, effettuato pochi centimetri sotto il vertice alto dell’area di rigore, più o meno dalla stessa posizione da cui due minuti prima, dopo la respinta di Rodriguez Prado, aveva mandato il pallone con un tiro-cross a un metro dal palo sinistro.
Più equilibrata fu la ripresa, in cui le due squadre ebbero un paio di occasioni per parte: al 13’ l’argentino Mauro Matías «Maurito» Zárate, defilato sulla sinistra a ventiquattro metri dalla linea di fondo, con un parabolico diagonale di interno destro che superò Perin mandò il pallone contro la faccia interna della traversa e al 15’, su corner battuto dalla destra da Federico «Brunelleschi» Bernardeschi, ci fu la «torre» di Zárate e l’uruguaiano Matías «Mate» Vecino Falero, appostato vicino al secondo palo, mancò in spaccata di esterno destro la deviazione vincente a un metro dal palo destro, mandando il pallone sul fondo (fu lo stesso errore commesso nel primo tempo da Simeone jr. Baldini, che aveva cercato di intervenire con il piede preferito, cioè quello destro). Le due occasioni per i padroni di casa ci furono al 24’, su un contropiede sulla destra di Lazović, concluso con un traversone basso all’indietro, con Rigoni I jr. che da quindici metri fece partire con l’interno destro un tiro «di prima intenzione» «masticato» che «fece la barba» al palo destro, e al 48’ con un gran tiro di destro, defilato sulla destra a diciassette metri dalla linea di fondo, del francese di origine camerunense Jules Olivier «Olly» Ntcham, che, dopo aver «rubato» il pallone ad Astori, non lo passò al centro allo smarcato Simeone jr. Baldini, preferendo effettuare una conclusione, respinta in tuffo sulla sua sinistra a mani aperte dal portiere.

TABELLINO
Genova, domenica 11 settembre 2016, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 15,00 [III giornata del Campionato Italiano di Serie A 2016/2017]; Genova, giovedì 15 dicembre 2016, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 20,00 [Prosecuzione della III giornata del Campionato Italiano di Serie A 2016/2017]
Genoa-Fiorentina 1-0
Arbitro: Banti [Livorno] (dal 27’ del 1° T.: Guida [Torre Annunziata (NA)])
Spettatori: Ventitremila circa
Marcatori: nel 1° tempo al 36’ Lazović
Genoa (3-4-3): 1 Perin; 5 Izzo, 8 Burdisso I, 19 Orban (dal 27’ del 1° T.: 24 Muñoz); 22 Lazović, 88 Rincón (dal 27’ del 1° T.: 4 Cofie), 44 Miguel Veloso, 93 Laxalt (dal 38’ del 2° T.: 21 Orban); 30 L. Rigoni I jr. (dal 46’ del 2° T.: 10 Ntcham), 19 Pavoletti (dal 27’ del 1° T.: 9 Simeone jr.), 13 Gakpé (dal 27’ del 1° T.: 99 Ninković; dal 16’ del 2° T.: 11 Ocampos). Allenatore: Jurić.
Fiorentina (3-4-2-1): 12 Tatarusanu; 40 Tomović (dal 27’ del 1° T.: 18 Salcedo Hernandez), 2 Go. Rodriguez, 13 Astori; 16 Tello Herrera (dal 27’ del 1° T.: 10 Bernardeschi), 6 Sanchez Moreno, 5 Badelj (dal 43’ del 2° T.: 16 Tello Herrera), 15 Maxi Olivera (dal 38’ del 2° T.: 72 Iličić); 72 Iličić (dal 27’ del 1° T.: 8 Vecino), 20 Borja Valero (dal 27’ del 1° T.: 27 Milić; dall’8’ del 2° T.: 9 Kalinić); 9 Kalinić (dal 27’ del 1° T.: Zarate). Allenatore: Sousa.
Note: domenica 11 settembre 2016 in Gradinata Nord viene esposto in memoria del capotifoso rossoblù Natale lo striscione DA 13 ANNI IL TUO RICORDO TRAMANDIAMO E IN OGNI STADIO TI ONORIAMO… SPELONCIA CON NOI!!!; l’incontro viene sospeso al 27’ del 1° T. per impraticabilità di campo; per la prima volta nella storia del Genoa l’incontro viene ripreso dal momento in cui era stato interrotto e non dall’inizio; giovedì 15 dicembre 2016 in Gradinata Nord viene esposto in ricordo di Becattini II sr., calciatore del Genoa dal 1946 al 1961, deceduto martedì 14 dicembre 2016, lo striscione CIAO, BECATTINI!; alla prosecuzione dell’incontro, diretta da un arbitro diverso, essendo infortunato quello della partita dell’11 settembre 2016, assistono circa tremila spettatori in meno; dal momento che il regolamento permette agli allenatori di schierare nella continuazione i giocatori che ritengono più adatti, il Genoa opera quattro cambiamenti e la Fiorentina cinque (sono i nove calciatori che risultano subentrati al 27’ del 1° T.); quattro giocatori, Orban (G), Kalinić (F), Iličić (F) e Tello Herrera (F), schierati nelle formazioni iniziali l’11 settembre 2016, subentrano dalla panchina il 16 dicembre 2016.

Stefano Massa
(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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