Correva l’anno 2012: il Genoa si gustò aquila allo spiedo prima del digiuno di vittorie

Il Grifone superò 3-2 la Lazio, ma tornò a vincere dopo quasi tre mesi contro il Cagliari sul neutro casalingo di Brescia

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L’incontro tra Genoa e Lazio alle 12,30 ha un precedente, anch’esso a febbraio (quella volta il 5) e di domenica, risalente ad otto anni fa, che si concluse con la vittoria per 3-2 del Genoa, che sarebbe tornato al successo dopo quasi tre mesi (2-1 al Cagliari sul campo neutro casalingo di Brescia), mercoledì 2 maggio 2012, dopo aver messo insieme un «filotto negativo» di sei pareggi ed otto sconfitte. L’incontro che iniziò con la temperatura di un grado sotto lo zero e si giocò su un campo su cui brillavano cubetti di ghiaccio (c’era stato in quei giorni un notevole abbassamento della temperatura culminato nella nevicata di martedì 31 gennaio e la Lazio aveva chiesto il rinvio della gara pochi minuti prima del suo inizio) tanto che venne rinviata sine die la mai più disputata partita amichevole tra la formazione mista (“Uniti per Genova”) di Genoa e Sampdoria, che sarebbe stata guidata dal Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, Claudio Cesare «Spuma» Prandelli, e il Manchester City allenato da Roberto «Mancio» Mancini sr., in programma con finalità benefiche (l’incasso sarebbe stato devoluto agli alluvionati di Genova di venerdì 4 novembre 2011) tre giorni dopo al “Luigi Ferraris” alle ore 20,30. Fu quello il primo successo casalingo del Genoa contro i biancocelesti (che erano stati sconfitti a Genova dai rossoblù per l’ultima volta 0-1 domenica 8 marzo 1992 e poi avevano raccolto al “Luigi Ferraris” cinque vittorie e tre pareggi) e secondo (dopo il 2-1 in rimonta all’andata domenica 18 settembre 2011) degli otto consecutivi (la maggior «striscia» di vittorie contro un’avversaria da parte del Grifone nella sua intera storia, ancora più notevole se si considera che in tutti e quattro i campionati in cui si concretizzò si piazzò nella classifica finale alle spalle dell’Aquila capitolina).

La Lazio, che, avendo durante il riscaldamento pre-partita perso per problemi muscolari il brasiliano Viana Lima «il Profeta» Hernanes Anderson de Carvalho, era stata disposta in campo dal suo tecnico Edoardo «Edy» Reja con lo schema del 4-4-2 anziché del 4-2-3-1, venne sorpresa dopo soli otto minuti di gioco da un’autentica prodezza dell’argentino Rodrigo Sebastián «el Trenza» Palacio (decisamente, quello di segnare la tredicesima rete in Campionato con metà – due doppiette e due reti singole – di quelle fino ad allora realizzate nelle precedenti quattro partite, il modo migliore per festeggiare il proprio trentesimo compleanno), che, su calcio d’angolo battuto dalla sinistra dal serbo Boško «il tacco di classe» Janković, girò, dando le spalle alla porta, il pallone con una semirovesciata parabolica di esterno sinistro nell’angolino sinistro basso. Al 12’, ben smarcato dal tedesco Miroslav «Miro» Klose, con un diagonale di destro da dieci metri che lambì il palo destro della porta del Genoa l’uruguayano Álvaro Rafael «el Tata» González Luengo sfiorò il pareggio. Fu, invece, il Genoa a portarsi sul doppio vantaggio al 25’, sugli sviluppi di un traversone dalla sinistra di Giuseppe «Peppe» Sculli solo sfiorato con la mano destra dal portiere degli ospiti Federico «Tarzan» Marchetti, che aveva cercato di togliere il pallone dalla disponibilità dell’accorrente Janković, il cui diagonale di destro da sette metri venne rallentato prima dalle ginocchia e poi accelerato da un tocco del gomito sinistro dell’estremo difensore laziale, ma sostanzialmente non modificato nella sua originaria traiettoria verso la porta, dove entrò dopo essere stato sfiorato, in un non riuscito tentativo di rinvio in extremis, dal polpaccio sinistro del lituano Marius Stankevičius a pochi centimetri dalla linea di porta. Dopo aver rischiato di incassare al 33’ la terza rete con un calcio di punizione di esterno destro battuto dal settore destro da una trentina di metri da Janković, che sfiorò il palo sinistro, la Lazio ebbe nel finale del primo tempo, tra il 39’ e il 41’, tre occasioni (le prime due deviate sul fondo in tuffo dal portiere del Genoa, il francese Sébastien «Saracinesca» Frey I, e la terza terminata a lato di pochi centimetri vicino al palo destro) per dimezzare lo svantaggio con un diagonale di destro da ventisei metri di Antonio «Sant’Antonio da Candreva» Candreva (entrato, al suo esordio in maglia biancoceleste, al 16’ al posto di Tommaso «Rocchi Balboa» Rocchi, messo in campo all’ultimo momento, senza un adeguato riscaldamento, al posto di Hernanes Anderson de Carvalho e fermato come lui da un problema muscolare) e sui due successivi calci d’angolo battuti in successione dalla sinistra dallo spagnolo Javier Garrido Behobide con colpi di testa a sette metri dalla porta di Klose e del bosniaco Senad «Speedy» Lulić.

Per pochi centesimi di secondo la rete del provvisorio 3-0 di Janković, che sfruttò, complice la caduta del suo controllore Garrido Behobide, stramazzato al suolo, in quanto gli era mancato l’appoggio del piede destro sul terreno gelato, con un diagonale di destro da sei metri tanto lento quanto angolato, un lancio di una sessantina di metri di metri di Davide «Biondo» Biondini su pallone passatogli all’indietro da Palacio, a cui era stato toccato da Alberto «Gila-goal» Gilardino non venne annoverata come la più veloce del Genoa all’inizio di una frazione di gioco, perché domenica 31 marzo 1996 Marco «Nippo» Nappi era stato nel primo tempo leggermente più veloce ad aprire le marcature, segnando anche lui nella porta sottostante la Gradinata Nord, nell’incontro casalingo di Serie B (vinto dai rossoblù per 3-0) contro il Cosenza. A una situazione simile a quella che aveva penalizzato il difensore iberico fu connesso l’atterramento sul fronte sinistro dell’attacco laziale di Lulić, appena dentro l’area di rigore, da parte di Giandomenico «Giando» Mesto, che diede la possibilità all’8’ al capitano degli ospiti, l’argentino naturalizzato italiano Cristian Daniel «Patagonia Express» Ledesma, di accorciare le distanze con un’esemplare esecuzione della massima punizione (tiro diagonale di destro nell’angolino alto destro della porta genoana). Dopo che al 26’ e al 34’ due conclusioni di destro da circa venticinque metri di Ledesma e dello slovacco Juraj «Kuco» Kucka uscite di poco a lato dei pali sinistro della porta genoana e destro di quella laziale avevano emozionato gli infreddoliti spettatori, al 37’, mentre passava acentrocampo dietro all’arbitro, il signor Paolo Tagliavento di Terni, il difensore centrale della Lazio Modibo Diakite, che riteneva di aver subito qualche secondo prima un fallo ai limiti dell’area di rigore avversaria dal difensore centrale svedese Andreas «Granchio» Granqvist, il quale aveva avuto la meglio su di lui in uno stacco aereo, pensò male di rivolgergli una frase irriguardosa, a cui il direttore di gara umbro reagì immediatamente, mostrando il cartellino rosso al «coloured» francese con genitori maliani. Dopo aver rischiato di tornare sotto di tre reti al 40’, quando Gilardino si era visto respingere un tiro di destro da posizione defilata e distanza ravvicinata da Marchetti, la Lazio al 45’ accorciò ulteriormente le distanze con un diagonale di destro, che il difensore centrale georgiano Kakhaber «Zanna Bianca» Kaladze del Genoa non riuscì a ribattere, da otto metri di González Luengo su perfetto servizio volante di destro all’indietro di Klose che aveva ricevuto un lancio di una quarantina di metri di Ledesma. Nei quattro minuti di recupero, vissuti con trepidazione sugli spalti, non si registrarono altre occasioni da rete.

TABELLINO

Genova, domenica 5 febbraio 2012, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 12,30

Genoa-Lazio 3-2 [Anticipo della XXII giornata del Campionato Italiano di Serie A 2011/2012]

Arbitro: Tagliavento [Terni]

Spettatori: Diciannovemila circa

Marcatori: nel 1° tempo al 10’ Palacio (G), al 40’ B. Janković (G); nel 2° tempo al 9’’ B. Janković (G), all’8’ C. Ledesma (L), al 45’ A. Gonzalez (L)

Genoa (4-4-2): 1 Frey I; 20 Mesto, 5 Granqvist, 13 Kaladze, 27 Constant; 11 B. Janković (dal 40’ del 2° T.: 10 Birsa), 88 Biondini, 14 Sculli (dal 33’ del 2° T.: 25 Belluschi); 82 Gilardino, 8 Palacio. All.: P. Marino.

Lazio (4-4-2): 22 Marchetti; 29 Konko, 21 M. Diakite, 33 Stankevičius (dal 22’ del 2° T.: 20 G. Biava), 14 Garrido (dal 17’ del 2° T.: 53 Rozzi); 15 A. González, 24 C. Ledesma, 11 Matuzalem, 19 Lulić; 9 Rocchi (dal 16’ del 1° T.: 87 Candreva), 25 Klose. All.: Reja.

Note: all’incontro assiste in Gradinata Nord, i cui tifosi gli dedicano due striscioni (CIAO, PATO! e UN GRIFONE NON MOLLA MAI! BENTORNATO, PATO!), l’ex giocatore uruguayano del Genoa (dal 1989 al 1992) Aguilera, accompagnatore della squadra giovanile dei Wanderers di Montevideo, che sarà sconfitta 0-1 a Lavagna (GE) il giorno dopo dal Genoa Primavera in una partita della Coppa Carnevale di Viareggio; nei Distinti nel 1° T. e in Gradinata Nord nel 2° T. viene esposto lo striscione firmato dai Pescatori Liguri IL NOSTRO MARE LO GESTIAMO NOI!; Sculli (G) aveva segnato all’11’ del 1° T. la rete del provvisorio vantaggio della Lazio (in cui aveva giocato in Campionato fino alla sconfitta esterna per 0-4 contro il Siena di sabato 7 gennaio 2012 e in Coppa Italia fino alla vittoria interna per 3-2 contro il Verona di martedì 10 gennaio 2012) nell’incontro casalingo perso 1-2 domenica 18 settembre 2011 con il Genoa; Palacio (G) realizza la rete dell’1-0 con una splendida semirovesciata di esterno sinistro; Il tiro di B. Janković (G) che dà il 2-0 ai padroni di casa viene rallentato prima dalle ginocchia di Marchetti (L) e poi accelerato da un tocco del suo gomito sinistro, ma sostanzialmente non modificato nella sua originaria traiettoria verso la porta, prima di entrare nella quale viene sfiorato da Stankevičius (L); al momento del suo ingresso in campo dalla panchina l’ex giocatore del Genoa (dal 2008 al 2010) G. Biava (L) viene applaudito dal pubblico rossoblù; al 37’ del 2° T. viene espulso M. Diakite (L).

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerche e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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