Correva l’anno 2011: il Genoa, con Criscito assistman, rimontò e batté il Lecce

Alla quintultima giornata, dopo i due gol di Di Michele, il Grifone rispose con le doppiette di Floro Flores e Palacio

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Quello per 4-2 del sabato pasquale del 2011 (23 aprile) è stato l’ultimo successo ottenuto dal Genoa sul Lecce a livello di Campionato, a cui hanno fatto seguito due pareggi, a sette anni di distanza l’uno dall’altro, per 2-2 nel Salento inframmezzati da uno «a reti bianche» nove anni fa al “Luigi Ferraris”, dove successivamente (nel 2016 e nel 2018) i rossoblù si sono imposti in due incontri di Coppa Italia per 3-2 e 4-0.

L’incontro del 2011 vedeva in campo una formazione – quella rossoblù di Davide «zio Balla» Ballardini sr. – quasi salva con i suoi 42 punti in classifica e l’altra – quella giallorossa di Luigi «Gigi» De Canio – appaiata a 35 con il Parma e con tre punti di vantaggio sulla Sampdoria, terzultima. Il fatto che quel giorno i blucerchiati giocassero a Bari contro una squadra di fatto già condannata alla retrocessione, la cui tifoseria è rivale di quella leccese, faceva prevedere che la Sampdoria avrebbe ottenuto la vittoria – come effettivamente sarebbe accaduto per 1-0 (fu quella, dopo il 3-1 interno sul Bologna di domenica 13 febbraio, l’unico successo dello sciagurato girone di ritorno della poi retrocessa formazione genovese) – sicché la parte dei tifosi del Genoa più sensibile al campanilismo si augurava quel giorno che ai salentini venisse lasciato almeno un punto (si videro addirittura in Gradinata Nord alcune persone esultare alle due reti nella sottostante porta segnate dall’attaccante salentino David Di Michele). La squadra del Genoa diede un’ulteriore dimostrazione di sportività in quel campionato, sconfiggendo per 4-2 la compagine salentina, dopo i successi interni per 3-1 sul Parma e per 3-0 sul Brescia.

Nell’azione successiva a quella in cui il portiere degli ospiti, Antonio Rosati, con un volo in tuffo sulla sua destra era riuscito ad impadronirsi «in due tempi» del pallone su tiro di sinistro da diciassette metri di Giandomenico «Giando» Mesto deviato – con conseguente traiettoria ad effetto – dal piede destro dell’uruguayano Guillermo «el Giaco» Giacomazzi Suárez, il Lecce dopo soli tre minuti di gioco passò in vantaggio con uno stupendo tiro parabolico di interno sinistro (non il suo piede preferito) di David «Re David» Di Michele – il quale si trovava un paio di metri dentro l’area di rigore sul lato destro del fronte d’attacco – che si insaccò nell’angolino destro alto della porta genoana. Con una rete che attualmente il VAR annullerebbe (l’attaccante partenopeo era di meno di mezzo metro oltre al serbo Nenad Tomović, il difensore leccese più vicino alla propria porta, ma il pur ben piazzato e, in genere, impeccabile guardalinee romano Giulio Dobosz non se ne accorse e non lo segnalò) Antonio «Baby Killer» Floro Flores capitalizzò al 9’ la «verticalizzazione» di Domenico «Mimmo» Criscito per segnare con un diagonale rasoterra di interno destro da sette metri la rete dell’1-1. Tra il 17’ e il 20’ il Genoa ebbe per due volte l’occasione del «sorpasso», ma i tiri di destro di Floro Flores, su servizio di Omar «Hannibal» Milanetto, e di sinistro di Luca Antonelli jr., che aveva sfruttato un maldestro rinvio di Giulio Donati, lambirono rispettivamente il palo destro e quello sinistro della porta leccese. Alla mezz’ora furono, invece, i salentini a segnare la loro seconda rete: su calcio d’angolo battuto dalla destra dell’algerino Djamel Eddine «il Roberto Carlos algerino» Mesbah, Gianni Munari di testa «spizzò» il pallone sul «secondo palo», dove Di Michele fu lesto ad «addomesticare» la sfera rimbalzatagli davanti, scaraventandola di sinistro in porta da tre metri senza farsela ribattere dagli interventi in scivolata di Criscito e del portiere portoghese Eduardo dos Reis Carvalho «Eduardo». Al 42’ il Genoa riuscì a riequilibrare per la seconda volta le sorti dell’incontro: l’argentino Rodrigo Sebastián «el Trenza» Palacio smistò il pallone sulla sinistra a Criscito e si precipitò nel «cuore» dell’area di rigore leccese, dove, da dentro l’area di porta segnò con un «tap-in» di destro dopo che Luca Antonelli si era visto respingere i suoi tentativi prima da Giacomazzi e poi da Rosati.

Nella prima parte della ripresa il risultato dell’incontro prese la sua fisionomia definitiva: all’8 Palacio, appostato sul «primo palo», sfruttò di testa un calcio d’angolo battuto dalla sinistra da Milanetto (Donati tentò inutilmente di ribattere di testa il pallone, riuscendo solo a sfiorarlo) e al 16’ (tre minuti dopo che Di Michele con uno spiovente di destro fatto partire a pochi centimetri dalla linea laterale e a una quindicina di metri da quella di fondo sul settore destro del fronte d’attacco aveva costretto «Eduardo» a una non facile deviazione acrobatica con la mano destra sopra la traversa) un traversone rasoterra effettuato dall’interno dell’area di rigore (a un metro circa dalla linea di fondo) dalla sinistra da Criscito, a cui non riuscì ad opporsi Donati (saranno curiosamente i due «sopravvissuti» – dopo le loro esperienze all’estero, allo Zenit San Pietroburgo il primo e al Bayer Leverkusen e al Magonza il secondo – di quella partita nell’incontro odierno tra Genoa e Lecce), la cui traiettoria fu alzata e leggermente rallentata con la mano sinistra da Rosati tuffatosi a terra, venne deviato in porta dall’accorrente Floro Flores con il menisco interno destro a mezzo metro dal palo sinistro. Nel prosieguo ci furono ancora due tentativi di destro da distanza ravvicinata di Di Michele, che da dieci metri si vide ribattere sul fondo un tiro dal georgiano K’akhaber «K’akha» K’aladze con il plesso solare al 33’ e da cinque metri un’altra conclusione con il ginocchio sinistro in uscita bassa da «Eduardo» al 46’, inframmezzati da un tiro di destro da ventiquattro metri dello slovacco Juraj «Kuco» Kucka, che sfiorò il palo destro dopo essere stato toccato con la coscia sinistra da Munari e con la mano destra da Rosati, al 45’.

Genova, sabato 23 aprile 2011, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 15,00

Genoa-Lecce 4-2 [XXXIV giornata del Campionato Italiano di Serie A 2010/2011]

Arbitro: Russo [Nola (NA)]

Spettatori: 21mila circa

Marcatori: nel 1° tempo al 3’ Di Michele (L), al 9’ Floro Flores (G), al 30’ Di Michele (L), al 42’ Palacio (G); nel 2° tempo all’8’ Palacio (G), al 16’ Floro Flores (G)

Genoa (4-3-1-2): 1 Eduardo; 20 Mesto, 3 Dainelli, 13 K’aladze, 4 Criscito (dal 29’ del 2° T.: 24 E. Moretti); 5 Konko (dal 19’ del 2° T.: 33 Kucka), 77 Milanetto, 23 L. Antonelli jr.; 18 Rafinha; 8 Palacio, 83 Floro Flores (dal 24’ del 2° T.: 9 Boselli). Allenatore: D. Ballardini sr..

Lecce (3-5-2): 22 Rosati; 2 G. Donati (dal 19’ del 2° T.: 19 Piatti), 14 Fabiano Medina, 40 Tomović; 8 Munari, 18 Giacomazzi (dal 26’ del 2° T.: 32 M. Coppola), 20 Vives, 10 Olivera, 11 Mesbah; 27 Jeda (dal 9’ del 2° T.: 9 Corvia), 17 Di Michele. Allenatore: De Canio.

Note: Tomović aveva fatto parte dell’organico del Genoa. fino a dicembre del 2010, disputando in maglia rossoblù gli incontri interni (entrambi vinti ai tempi supplementari) di Coppa Italia contro il Grosseto (2-1, mercoledì 20 ottobre) e il Vicenza (3-1, mercoledì 24 novembre); sul colpo di testa di Palacio, che porta il Genoa sul 3-2, G. Donati sfiora il pallone con la testa senza mutarne significativamente la direzione; al momento del suo ingresso in campo, a M. Coppola, giocatore del Genoa nei campionati 2005/2006 (promozione dalla Serie C1 alla Serie B) e 2006/2007 (promozione dalla Serie B alla Serie A) e nel girone d’andata del 2007/2008 (Serie A), la Gradinata Nord dedica degli applausi e un coro, ai quali il giocatore risponde con un cenno di saluto. Verso la fine dell’incontro compare in Gradinata Nord lo striscione 5-5-11, ORE 15: TUTTI AL PIO!! per invitare i tifosi rossoblù a recarsi al campo di allenamento “Gianluca Signorini” (ex Pio XII) di Genova-Pegli ad incitare e a caricare la squadra a tre giorni dal derby con la Sampdoria.

Stefano Massa

(membro del Comitato Storico Scientifico del Museo della Storia del Genoa)

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