Correva l’anno 2008: il Cagliari di Ballardini sconfisse in rimonta il Genoa al “Sant’ Elia”

Passò in vantaggio il Genoa con Lucarelli, pareggio di Acquafresca e poi l'autorete di Rubinho dide la vittoria ai sardi

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Davide Ballardini, il suo famoso pugno (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

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Se l’impresa portata a termine da Leonardo Semplici in questo campionato, che è riuscito a portare in salvo il Cagliari prima della fine del Campionato, con un’esaltante rimonta incominciata nel recupero dell’incontro interno con il Parma (iniziato sul 2-3 e finito sul 4-3) e proseguita con tre vittorie e tre pareggi, non meno straordinaria fu la «cavalcata» di Davide «zio Balla» Ballardini sr., richiamato dal presidente Massimo Cellino, che lo aveva avuto alle sue dipendenze per breve tempo nel 2005 (nessuna vittoria, quattro pareggi e cinque sconfitte), e, a dispetto di quel trascorso decisamente insoddisfacente, aveva creduto in lui come possibile «salvatore della patria» isolana. Il tecnico ravennate perse le prime due partite, chiudendo il girone d’andata all’ultimo posto con soli 10 punti (nove conquistati in undici partite da Marco Giampaolo I ed uno in sei incontri da Nedo Sonetti), e nel girone di ritorno (in quella seconda parte del Campionato si piazzò in sesta posizione) ottenne nove vittorie, cinque pareggi e cinque sconfitte, con una media di 1,68 punti a partita. Tra le squadre che vennero sconfitte ci fu al “Sant’Elia” di Cagliari anche il neopromosso Genoa di Gian Piero «Gasperson» Gasperini, che, quando si presentò da ottavo in classifica (per la peggiore «classifica avulsa degli scontri diretti» nei confronti della Sampdoria, a cui era appaiato con 35 punti) nel capoluogo sardo domenica 2 marzo 2008, al termine di una settimana burrascosa per gli isolani, che avevano subìto una penalizzazione di tre punti (poi cancellata) per violazione della clausola compromissoria, avendo querelato senza preventiva autorizzazione della Federazione Italiana Giuoco Calcio presso la giustizia ordinaria l’ex suo giocatore Gianluca Grassadonia per le accuse da lui rivolte al sodalizio di utilizzo di sostanze dopanti e connivenza con le frange violente del tifo, per la prima volta incrociò il suo cammino con quello del tecnico romagnolo, il quale avrebbe dimostrato, sedendo in diverse occasioni sulla sua panchina, di essere una sorta di Oronzo Pugliese (il pittoresco «mago di Turi», specialista negli anni Sessanta e Settanta in salvezze «impossibili») del XXI secolo. In quell’occasione, il Cagliari, che, a causa della penalizzazione, si trovava all’inizio della partita ad avere solamente quindici punti dopo venticinque giornate, ebbe la forza morale di ribaltare già alla fine del primo tempo lo svantaggio in cui si era trovato dopo un quarto d’ora di gioco.
Dopo una punizione di destro «a foglia morta» da venticinque metri di Andrea «su pippiu» Cossu, destinata all’angolino alto destro della porta genoana e respinto – con un volo plastico che lo portò a scontrare con la spalla destra il palo – a mani aperte dall’estremo difensore brasiliano degli ospiti Ruben Fernando Moedim «Rubinho» e non ribadito in porta dal «tap-in» di sinistro dell’italo-polacco Robert Acquafresca, che mandò il pallone sopra la traversa, il Genoa ebbe un ottimo momento, costruendo fino al 28’ quattro occasioni da rete, ma concretizzando solo la terza: un diagonale rasoterra di sinistro del centravanti (in quel momento capocannoniere del Campionato con sedici reti) Marco «SuperMarco» Borriello I, deviato sul fondo dal portiere Marco «Sudrogau» Storari, tuffatosi sulla sua sinistra, non altrettanto bravo nell’uscita alta (che fu «a farfalle») sul conseguente calcio d’angolo battuto dal croato Ivan «Pirata» Jurić, che diede modo all’italotedesco Gaetano De Rosa di colpire a sei metri dalla porta di testa il pallone, che, però, scavalcò la traversa; il colpo di testa – o, per meglio dire, con la tempia destra – vincente in tuffo (su traversone dalla sinistra del brasiliano Fabiano Lima Rodrigues «Fabiano») da posizione defilata (sulla riga verticale destra dell’area di porta), a quattro metri dalla linea di fondo di Alessandro Lucarelli II, che si infilò nell’angolino basso destro; un colpo di testa del ventunenne Domenico «Mimmo» Criscito, che completò la lista dei difensori rossoblù con un’occasione da rete, da sei metri, su calcio d’angolo dalla destra di Jurić, che si infranse contro la traversa. Quasi a voler confermare il vecchio detto del calcio «goal fallito, goal subìto!» gli ospiti vennero raggiunti un minuto dopo sul pareggio da una splendida «volée» di interno destro di Acquafresca, che a cinque metri dalla linea di fondo e qualche decimetro sotto il vertice sinistro dell’area di porta, capitalizzò con un diagonale l’ottimo suggerimento dalla «tre quarti» di sinistra di Cossu. Sempre Acquafresca, svettando a nove metri dalla linea di fondo su un calcio d’angolo battuto dalla destra da Michele Fini, impresse al 45’ al pallone una traiettoria parabolica con un colpo di testa, mandandolo contro il palo destro, contro il quale andò nuovamente a sbattere «Rubinho» (sostituito al 20’ della ripresa per i colpi subiti da Alessio «Gatto» Scarpi), che per sua sfortuna fece rotolare in porta la sfera rimbalzata sulla sua spalla destra.
L’incontro perse vivacità nella ripresa, nel corso della quale il Genoa esercitò una rilevante supremazia territoriale, che produssero due non concretizzate occasioni per ristabilire la parità: un diagonale di destro a mezz’altezza di capitan Marco Rossi, da posizione defilata sulla destra a dodici metri dalla linea di fondo, che venne respinto a mani aperte da Storari dopo ventisei secondi e un rasoterra di sinistro da ventidue metri, defilato sulla destra, dell’honduregno Julio César «Rambo» León Dailey, che sfiorò il palo sinistro al 33’.

TABELLLINO
Cagliari, domenica 2 marzo 2008, Stadio Sant’Elia”, ore 15:00
Cagliari-Genoa 2-1 [XXVI giornata del Campionato Italiano di Serie A 2007/2008]
Arbitro: Velotto [Grosseto]
Spettatori: Tredicimila circa
Marcatori: nel 1° tempo al 15’ Lucarelli II (G), al 29’ Acquafresca (C), al 45’ autorete di Rubinho (pro C)
Cagliari (4-4-2): 13 Storari; 14 F. Pisano (dal 10’ del 2° T.: 6 Di. Lopez), 21 Canini, 20 P. Bianco, 3 Del Grosso; 23 Fini, 5 D. Conti II jr., 18 Parola, 7 Cossu (dal 25’ del 2° T.: 27 Jeda); 9 Acquafresca (dal 20’ del 2° T.: 10 Foggia), 32 Matri. Allenatore: D. Ballardini sr..
Genoa (3-4-3): 83 Rubinho (dal 20’ del 2° T.: 73 Scarpi); 16 Lucarelli II, 25 G. De Rosa, 18 Criscito; 7 Mar. Rossi, 77 Milanetto, 28 Jurić, 46 Fabiano Lima Rodrigues (dal 1’’ del 2° T.: 8 Danilo Sacramento); 14 Sculli (dal 19’ del 2° T.: 9 Figueroa), 22 Borriello I, 11 León. Allenatore: Gasperini.

Stefano Massa
(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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