Correva l’anno 2007: con Masiello e Criscito in campo il Genoa espugnò l’“Alberto Picco” con due “porte”

Campionato di serie B 2006/07: i rossoblù superarono 2-1 lo Spezia in trasferta

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A partire dal nono Campionato Italiano, quello del 1906, le squadre dovettero agganciare ai tre pali (i due verticali e quello orizzontale, detto traversa, della porta) due montanti che permettessero di stendere una rete, la cui funzione è quella di tenere ben distinte le traiettorie vincenti dei tiri da quelle di poco sbagliate, che potrebbero sfuggire alla percezione oculare, quando quelli fossero particolarmente potenti. Visto che nel calcio, differentemente dal suo «cugino» rugby, prevalentemente il pallone si indirizza anziché essere portato, il momento topico della partita viene accompagnato dai tifosi dal grido «rete!» – o, in tempi più recenti, goal! –, la vittoria del Genoa per 2-1 a La Spezia nel «Venerdì Santo» del 2007 ebbe la caratteristica davvero singolare che in entrambe le segnature i realizzatori rossoblù, abili a sfruttare due calci d’angolo battuti dalla sinistra da Omar «Hannibal» Milanetto, fecero con le loro deviazioni da distanza ravvicinatissima varcare al pallone la linea di porta compresa tra i due pali, ma non a farle toccare la rete: in senso letterale, realizzarono, come sancito dal regolamento, delle «porte».

Fu quello per gli uomini di Gian Piero «Gasperson» Gasperini (il tecnico di Grugliasco mandò in campo, tra gli altri, i giovani difensori Domenico «Mimmo» Criscito – dall’inizio –, che segnò la rete rivelatasi decisiva, ed Andrea «il Thuram bianco» Masiello – nella seconda parte della ripresa –, che dopo aver militato nello Zenit San Pietroburgo – il primo – e nel Bari e nell’Atalanta – il secondo – sono tornati a vestire la maglia rossoblù) il terzo di cinque successi consecutivi (dopo il 3-0 a Crotone e l’1-0 casalingo all’AlbinoLeffe e prima dei due successi interni per 3-0 sul Bologna e per 2-0 sul Vicenza) che permisero al Genoa di mettere insieme un «tesoretto» di punti che gli avrebbe consentito di averne al termine del campionato – in cui finì alle spalle della Juventus e del Napoli – dieci di vantaggio sulla quarta in classifica, il Piacenza, e di essere da quando sono stati istituiti i play-off ancora adesso l’unica squadra della cadetteria promossa direttamente da terza, evitando tale «coda», avendo inflitto in quell’occasione quel netto distacco (dieci punti sono, peraltro, la quota minima di divario tra la terza e la quarta prevista dal regolamento per abrogare il prolungamento della contesa per l’ultima «poltrona» disponibile per il salto nella massima categoria) alla formazione emiliana.

L’incontro dell’“Alberto Picco” vinto dal Genoa fu curiosamente disputato a un anno esatto di distanza da quello che aveva visto nel precedente Campionato di Serie C1 gli Aquilotti cogliere il primo successo – per 2-0 – in una partita ufficiale contro il Vecchio Grifone, a cui poi avevano nel campionato cadetto all’andata inflitto l’unica sconfitta casalinga – l’1-2 di sabato 18 novembre 2006 – in un annata in cui i rossoblù si erano dovuti accontentare di aver vinto – 3-2 – con gli avversari regionali solamente la partita casalinga – ad eliminazione diretta – di Coppa Italia di sabato 19 agosto.

Nel primo tempo ci furono due occasioni in cui un giocatore si trovò «a tu per tu» con il portiere avversario: prima, al 16’, su «verticalizzazione» di Guilherme Raymundo «Guly» do Prado, Davide Saverino, defilato sulla sinistra e pressato da Francesco «Ciccio» Bega, fece partire a quattro metri dalla linea di fondo. sull’uscita bassa dell’estremo difensore brasiliano degli ospiti brasiliano Ruben Fernando Moedim «Rubinho», un tiro-cross in diagonale che attraversò tutto lo «specchio» della porta, con il pallone che terminò la sua corsa non lontano dal palo sinistro; poi, al 18’, Marco «Suoer Marco» Di Vaio, spostato sulla destra e smarcato da un passaggio illuminante dell’honduregno Julio César «Rambo» León Dailey, si fece ribattere un tiro di piatto destro, che, privo della necessaria «cattiveria», era stato scoccato da soli sei metri, dal piede sinistro di Nicola «Balena» Santoni, tuffatoglisi davanti. Di Vaio si sarebbe fatto perdonare undici minuti dopo, facendosi trovare libero sul «secondo palo» a correggere in maniera abbastanza fortuita di interno sinistro in controtempo da quattro metri il traversone dalla bandierina di Milanetto che aveva sorvolato l’area di porta, mandando sotto la Curva Ferrovia, «cuore» del tifo spezzino, il pallone beffardamente oltre la linea di porta, da cui venne tardivamente respinto con una «smanacciata» in tuffo da Santoni. Al 39’ i padroni di casa con un bel diagonale di interno destro da tredici metri di Simone Confalone, che mandò il pallone a pochi centimetri dal palo sinistro, sfiorarono il pareggio.

Dopo tre minuti della ripresa il Genoa, al termine di una bella «triangolazione» tra Di Vaio, capitan Marco Rossi e Mirco Gasparetto I concesse il «bis» dell’occasione fallita da Di Vaio nel primo tempo, visto che la poco determinata conclusione del centravanti di piatto destro da sette metri venne respinta con il ginocchio destro da Santoni. Ma un altro ginocchio, quello sinistro di Criscito, che si fece trovare pronto, sulla «spizzata» di testa di León Dailey sul traversone dalla lunetta del calcio d’angolo di Milanetto, a spingere da due metri il pallone oltre la linea di porta, al di là della quale venne bloccato da Santoni, mandò in visibilio i duemila tifosi rossoblù assiepati nella soprastante Curva Piscina. Il finale fu drammatico sia da un punto di vista sportivo, perché i padroni di casa erano riusciti alla mezz’ora a dimezzare lo svantaggio con una magistrale punizione «a foglia morta» di interno destro di do Prado (tirata da circa ventidue metri, tra l’altro, dal «lato sbagliato», cioè da destra), che si fece perdonare dai tifosi spezzini il fiacco diagonale di interno destro dal limite dell’area di rigore fatto partire tre minuti prima e respinto in tuffo da «Rubinho», mandando il pallone a «togliere la ragnatela» dall’angolino alto del palo sinistro, e sanitario, con l’estremo difensore brasiliano degli ospiti costretto ad uscire malconcio (contusione all’arcata sopraccigliare sinistra) dopo essersi schiantato contro il palo sinistro nel vano tentativo di respingere con un volo plastico il calcio di punizione del suo connazionale (a difendere la porta genoana venne mandato il portiere di riserva Alessio «Gatto» Scarpi) e al 34’ Adaílton Martins Bolzan «Adaílton», costretto a lasciare il campo e i propri compagni di squadra in dieci uomini (erano già state effettuate le tre sostituzioni consentite), tanto involontariamente quanto violentemente colpito, mentre perdeva l’equilibrio per una spinta di Giovanni Rossi, alla guancia sinistra da Paolo «il Muratore» Ponzo (l’ex giocatore delle giovanili del Genoa che sarebbe deceduto quarantunenne all’Ospedale “Santa Corona” di Pietra Ligure a seguito di un assideramento di cui era stato vittima mentre partecipava domenica 24 marzo 2013 a una corsa podistica vicino a Loano) con il ginocchio sinistro in un contrasto a metà campo (per l’attaccante brasiliano del Genoa, uscito in barella, si dovette utilizzare il defibrillatore). Pur attaccando con continuità – complice la superiorità numerica – verso la porta avversaria sottostante alla Curva Ferrovia, lo Spezia non riuscì a creare una vera e propria occasione per pareggiare l’incontro.

TABELLINO

La Spezia, venerdì 6 aprile 2007, Stadio “Alberto Picco”, ore 16,00

Spezia-Genoa 1-2 [XXXIII giornata del Campionato Italiano di Serie B 2006/2007]

Arbitro: Morganti [Ascoli Piceno]

Spettatori: Novemila circa

Marcatori: nel 1° tempo al 29’ Di Vaio (G); nel 2° tempo al 6’ Criscito (G), al 30’ do Prado (S)

Spezia (4-3-2-1): 22 Santoni; 27 Nicola, 6 Scarlato, 2 Giuliano, 14 Gio. Rossi; 46 Frara (dal 24’ del 2° T.: 7 Ponzo), 21 Saverino, 4 Confalone; 81 do Prado, 33 Guzman (dall’8’ del 2° T.: 18 C. Colombo); 11 Guidetti. Allenatore: Soda.

Genoa (4-3-3): 83 Rubinho (dal 32’ del 2° T.: 73 Scarpi); 4 Bega, 27 Stellini, 19 Criscito; 7 Mar. Rossi, 33 Milanetto, 28 Jurić, 29 Fabiano Lima Rodrigues; 11 León (dal 28’ del 2° T.: 34 A. Masiello), 30 Gasparetto I, 21 Di Vaio (dal 16’ del 2° T.: 10 Adaílton). Allenatore: Gasperini.

Note: duemila tifosi circa al seguito del Genoa. C. Colombo era subentrato al 12’ del 2° T. a Jadid nelle file del Brescia (in cui aveva militato fino all’incontro casalingo con il Pescara vinto 2-1 sabato 20 gennaio 2007, quando al 28’ del 2° T. aveva sostituito Del Nero) nella partita persa in casa dalla squadra lombarda per 0-2 contro il Genoa sabato 14 ottobre 2006. Al 30’ del 2° T. do Prado segna una bellissima rete su calcio di punizione da circa 22 m.. Al 34’ del 2° T. Adaílton, infortunato, esce, lasciando il Genoa in dieci.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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