Correva l’anno 1996: il Genoa trionfò nel derby di Coppa Italia sotto la Gradinata Nord

Il Grifone vinse con un netto 0-2 grazie ai gol di Morello e Rutzittu

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Domenica 18 settembre 1996 milioni di telespettatori su RaiDue, che trasmise la partita in diretta, e venticinquemila spettatori al “Luigi Ferraris” assistettero alla decima edizione del «Derby della Lanterna» a livello di Coppa Italia. A distanza di quarantacinque anni dal cosiddetto «derby di Sabbatella» il Genoa riuscì a rimontare uno svantaggio di due reti alla Sampdoria (realizzate – la prima su azione e la seconda su calcio di rigore – da Vincenzo «Aeroplanino» Montella, fino a pochi mesi prima idolo della Gradinata Nord, passato durante l’estate in blucerchiato con la complicità dell’Empoli, comproprietario del suo cartellino) con Marco «Nippo» Nappi, ma differentemente da quanto accaduto nel 1951 non si fece nuovamente scavalcare, nonostante avesse giocato per circa un’ora in inferiorità numerica per le espulsioni di Vincenzo Torrente e Davide «Didi» Nicola, inframmezzate da quella del blucerchiato Moreno Mannini. Non avendo espresso la squadra qualificata al termine dei minuti regolamentari, l’incontro dovette essere rigiocato – questa volta in casa della Sampdoria – quattordici giorni dopo. La mancanza di «copertura» televisiva del secondo incontro attirò allo stadio ottomila spettatori di più del primo, con un incasso che superò il miliardo di lire.

La Sampdoria (allenata dallo svedese Sven Goran «il rettore di Torsby» Erikssön), che militava in Serie A, quindi era superiore di una categoria, potendo contare anche sul pareggio per 0-0 o 1-1 per passare il turno, pensò che l’incontro di settembre fosse stato un «incidente di percorso» e che avrebbe avuto la meglio nella seconda partita. Il Genoa di Attilio Perotti sr., non avendo nulla da perdere, giocò con determinazione fin dalle prime battute, costruendo l’unica palla-goal del primo tempo quando Nappi al 37’, servito dal belga Michael Goossens, colpì un palo con una conclusione di destro a cui l’estremo difensore dei padroni di casa, Fabrizio Ferron, non era riuscito ad opporsi (i blucerchiati durante il minuto di recupero avevano segnato con il franco-neocaledoniano Christian «Cavallo Pazzo» Karembeu, che, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, aveva ripreso un tiro-cross di sinistro effettuato appena dentro l’area di rigore da Alberigo «Chicco» Evani, deviandolo di destro in porta da quattro metri, ma si era visto annullare la rete per fuorigioco – in cui era stato messo dalla veloce «risalita» rossoblù – dal signor Pierluigi Pairetto sr. di Nichelino).

Dopo che nell’intervallo i tifosi blucerchiati avevano esposto in Gradinata Sud un lungo striscione – PER NOI UNA SEMPLICE PARTITA… PER VOI QUELLA DELLA VITA, RUMENTE! – che con il «senno di poi» si può giudicare dal valore profetico, i rossoblù, sospinti dalla Gradinata Nord, verso la quale attaccavano, si scatenarono, segnando subito con Nappi (tocco di sinistro da un paio di metri su traversone rasoterra effettuato in area di rigore dalla destra da Goossens), che venne giudicato in posizione di fuorigioco, quasi sicuramente inesistente (il regolamento dell’epoca prevedeva che dovesse esserci «finestra-luce» tra il corpo dell’attaccante andato in rete e quello del penultimo avversario, che poteva essere, nella circostanza, il suo marcatore David «Pendolino» Balleri o il senegalese naturalizzato francese Oumar Dieng, che aveva, senza riuscirci, cercato di ribattere il cross dell’attaccante belga). Lungi dall’abbattersi, gli uomini di Perotti sr. trovarono già al 5’ la rete del vantaggio (e della potenziale qualificazione), quando Luca Cavallo andò generosamente in scivolata sulla destra a rimettere al centro un pallone che stava varcando la linea di fondo e Dario Morello fu lesto ad approfittare di un’incertezza in disimpegno di Stefano Sacchetti per far partire da tredici metri con il sinistro – non il suo piede preferito – un secco rasoterra a cui il tocco con la mano sinistra di Ferron non impedì di infilarsi nell’angolino sinistro. Roberto «Bobby-goal» Mancini sr. (ben «francobollato» da Gennaro «Gennarino» Ruotolo) e compagni non diedero mai l’impressione di poter raddrizzare le sorti dell’incontro, trovando la rete del pareggio che avrebbe ribaltato l’esito delle due sfide a loro vantaggio, e finendo, anzi, per subire al 47’ il raddoppio rossoblù da Pier Giovanni Rutzittu, subentrato da cinque minuti proprio a Morello, in una sorta di «remake» della rete annullata a Nappi, con Goossens scattato sul filo del fuorigioco poco oltre la metà campo su lancio lungo di Cavallo ed abile a far partire un traversone rasoterra convertito in rete dal centrocampista sardo che con un tiro di destro da sei metri mandò il pallone nell’angolino destro della porta, mettendo al sicuro il risultato per il Genoa e facendo esplodere di gioia i tifosi assiepati nella soprastante Gradinata Nord e presenti in numero consistente nei Distinti e in Tribuna, ai quali non dispiacque affatto vedere inscenata dal capitano dei rossoblù Felice «Jesus Christ Superstar» Centofanti, dal brasiliano Paulo António Pereira do Prado, da Mario «Marietto» Bortolazzi e da Cavallo la parodia dell’esultanza con le movenze a mo’ di velivolo del loro ex beniamino Montella. Ben diverso fu il clima sull’altra sponda calcistica di Genova, con il presidente Enrico Mantovani jr., che riconobbe di aver subito dagli avversari, cui fece sportivamente le sue congratulazioni, una mortificante lezione di impegno agonistico e di gioco e meditò di rimborsare i tifosi blucerchiati del prezzo del biglietto, e il tecnico Erikssön che dichiarò che il cadetto Genoa era sembrato un’ottima squadra di Serie A opposta a una di Serie C1.

TABELLINO

Genova, mercoledì 2 ottobre 1996, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 20,30

Sampdoria-Genoa 0-2 [Spareggio del Secondo Turno Eliminatorio della Coppa Italia 1996/1997]

Arbitro: Pairetto sr. [Nichelino (TO)]

Spettatori: trentatremila circa

Marcatori: nel 2° tempo al 5’ D. Morello, al 47’ Rutzittu

Sampdoria (4-4-2): 1 Ferron; 2 Balleri, 24 Dieng, 6 S. Sacchetti, 3 Evani; 14 Karembeu, 13 Invernizzi (dal 12’ del 2° T.: 4 Franceschetti), 15 Salsano (dal 12’ del 2° T.: 16 Iacopino), 20 Verón (dal 32’ del 2° T.: 17 Zanini), 9 V. Montella, 10 R. Mancini sr.. Allenatore: Eriksson.

Genoa (5-3-2): 1 G. Berti; 11 D. Morello (dal 42’ del 2° T.: 16 Rutzittu), 4 Ruotolo, 28 Paulo Pereira, 20 Giampietro, 10 Centofanti; 6 Cavallo, 8 Bortolazzi, 14 Masolini I; 27 Goossens, 7 Nappi (dal 32’ del 2° T.: 15 Scazzola). Allenatore: A. Perotti sr..

Note: l’incontro si gioca a distanza di quattordici giorni da quello disputato in casa del Genoa e terminato 2-2 (senza disputa dei tempi supplementari, previsti in questa occasione se le due squadre ripeteranno al termine dei tempi regolamentari tale risultato) che non aveva designato la squadra qualificata (al termine dei tempi regolamentari – o, in caso di prolungamento ai tempi supplementari – il Genoa conquisterà la qualificazione, vincendo l’incontro oppure pareggiandolo con almeno tre reti segnate); la Sampdoria non può schierare Mihailović, convocato dalla Nazionale Serba per la partita di qualificazione alla Coppa del Mondo 1998 in Francia poi vinta quattro giorni dopo 8-1 in trasferta a Toftir contro le Isole Faer Øer; in Gradinata Nord viene esposta una scenografia – accompagnata da una fiaccolata – con alcuni monumenti-simbolo di Genova sormontati dallo striscione … RIVEDDO A-A SEIA ZENA ILLUMINÄ… (un passo della celebre canzone dialettale Ma se ghe pensu… di Cappello, che viene cantata dai tifosi rossoblù); osservato prima dell’inizio dell’incontro un minuto di raccoglimento per le sei vittime (i tecnici De Luca, De Rosario, Forno, Mazza, Palazzo e Puppo morti avvelenati dall’anidride carbonica immessa dal sistema antincendio per domarne uno sviluppatosi nella sala macchine) della turbonave gasiera Snam Portovenere, durante un collaudo all’alba a Genova-Sestri Ponente; sul tiro di D. Morello che porta in vantaggio il Genoa, il portiere dei blucerchiati Ferron tocca con la mano sinistra il pallone, senza riuscire a modificarne l’originaria traiettoria; il derby è il sesto di Coppa Italia tra Sampdoria e Genoa non militanti nella stessa serie in Campionato (anche nei precedenti cinque, in cui si erano registrati una vittoria dei blucerchiati e quattro pareggi, era stato il Genoa, che giocava in Serie B, ad essere la squadra inferiore di categoria) e il primo vinto dalla squadra della serie inferiore.

Stefano Massa

(membro del Comitato Storico Scientifico del Museo della Storia del Genoa)

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