Correva l’anno 1979: ci lasciava il grande De Prà

Massimo Prati racconta alcuni episodi e aneddoti sul grande portiere del Genoa scomparso il 15 giugno di 41 anni fa

Giovanni De Prà

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“…Ma la tendenza del Genoa e dei genoani ad incarnare questo senso d’appartenenza che va aldilà della vita del singolo, e che porta a sentirsi parte di un collettivo, radicato nella storia con un’impronta indelebile, si può rilevare anche leggendo le storie di vita dei fondatori del club o di alcuni atleti in particolare.

Questa raccolta di racconti è essenzialmente una collezione di testimonianze mie personali, dei miei amici, dei miei familiari e dei miei conoscenti. Ma in questo ambito, voglio citare due aneddoti, trovati su internet, che riguardano persone che non ho conosciuto personalmente, anche se fanno ugualmente parte di me.

In realtà, di episodi ed aneddoti che vanno in questo senso ce ne sarebbero talmente tanti da riempire un’enciclopedia.

I primi che mi vengono in mente sono quelli riguardanti il portiere degli anni Venti e Trenta, Giovanni De Prà, che volle far sotterrare la sua medaglia olimpica – vinta nel 1928 alle Olimpiadi di Amsterdam- a fianco del palo destro della porta sotto la Nord, la porta che per tanti anni aveva difeso; e poi, più recentemente, il 24 maggio del 2001, la serata dei trentamila in onore di Capitan Signorini e dei suoi splendidi familiari; o, ancora, il caso di Julio Cesar Abbadie, giocatore uruguagio degli anni Cinquanta che tornò a Genova quasi mezzo secolo dopo (nel dicembre del 2004), per un Genoa-Empoli in serie B (vinto per tre a due con un memorabile colpo di tacco di Nicola Zanini) e che fu accolto da decina di migliaia di genoani allo stadio ed in città.

Ma, per esigenze di spazio, limitiamoci a questi due articoli trovati nel web…”.

Oltre al celebre bronzo Olimpico del 1928, nella vita di Giovanni De Prà ci fu il conferimento di un’altra preziosa medaglia.

L’8 marzo del 1924, in un’amichevole con la Spagna, De Prà si fratturò il braccio a seguito di uno scontro di gioco, verso il ventesimo, ma, con l’aiuto di una fasciatura, rimase in campo per i restanti 70 minuti di gioco, mantenendo inviolata la porta azzurra.

Nella sezione sinistra della foto, lo vediamo in una illustrazione, pubblicata sul Guerin Sportivo, sorretto da Pozzo alla fine del match con la Spagna. Nella sezione a destra, lo si vede mesi dopo ricevere una medaglia d’oro, frutto di una sottoscrizione tra i tifosi italiani, in ricordo di quella eroica impresa.

Massimo Prati

“I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, Nuova Editrice Genovese, 2017

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