Correva l’anno 1975, 29 maggio: Pasolini, insolito capitano del Genoa

Oltre ad essere un apprezzato regista ed un brillante scrittore, l'intellettuale era anche un grande appassionato di calcio

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Pasolini con la maglia del Genoa

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Pier Paolo Pasolini, oltre ad essere un apprezzato regista ed un brillante scrittore era anche un grande appassionato di calcio

Pasolini, nato nel ’22, era bolognese da parte di padre e friulano dal lato materno. Nella pagina internet del Centro di Studi Pasoliniani di Casarsa della Delizia, comune in provincia di Pordenone, di cui l’artista era  appunto originario da parte materna, possiamo leggere:

“I pomeriggi che ho passato a giocare a pallone sui Prati di Caprara (giocavo anche sei-sette ore di seguito, ininterrottamente: ala destra, allora, e i miei amici, qualche anno dopo, mi avrebbero chiamato lo “Stukas”: ricordo dolce bieco) sono stati indubbiamente i più belli della mia vita. Mi viene quasi un nodo alla gola, se ci penso. Allora, il Bologna era il Bologna più potente della sua storia: quello di Biavati e Sansone, di Reguzzoni e Andreolo (il re del campo), di Marchesi, di Fedullo e Pagotto. Non ho mai visto niente di più bello degli scambi tra  Biavati  e  Sansone  (Reguzzoni  è  stato  un  po’  ripreso  da  Pascutti). Che domeniche allo stadio comunale!”

Pier Paolo Pasolini

“Senza cinema, senza scrivere, che cosa le sarebbe piaciuto diventare? “

«Un  bravo  calciatore. Dopo  la letteratura e l’eros, per me il football è uno dei  grandi piaceri».

Enzo Biagi intervista Pier Paolo Pasolini.“La Stampa”, 4 gennaio 1973

È noto quindi, per sua stessa ammissione, che Pier Paolo Pasolini fosse un grande tifoso del Bologna. Ma, nonostante la storica rivalità tra felsinei e grifoni, lo scrittore e regista, in qualche modo, doveva avere una certa simpatia anche per il Genoa.

Infatti, il 29 maggio del 1975, Pasolini partecipò ad un’iniziativa benefica: una partita amichevole, un derby tra ex rossoblù, ex blucerchiati e uomini della cultura e dello spettacolo. Derby nel quale non solo fece parte della squadra del Genoa ma addirittura, giocando nel suo tradizionale ruolo da ala destra, indossò la fascia da capitano.

La data del 29 maggio è riportata nelle interviste di chi, quel giorno, partecipò alla partita a scopo benefico. Si trattò di una partita infrasettimanale, giocata di giovedì.

Alcune squadre  italiane in quella data giocarono il secondo turno di Coppa Italia (Fiorentina-Torino, Roma-Napoli, Juventus-Inter, Milan-Bologna). Il Genoa, quel giorno, aveva fatto una partita di allenamento a Serravalle Scrivia, con il Libarna. La Sampdoria aveva disputato un’amichevole con il Piacenza e aveva pareggiato due a due. Al Ferraris, invece, andò in scena l’incontro a scopo benefico che vide la partecipazione di Pasolini.

Della formazione genoana facevano parte anche i calciatori Flavio Emoli, Franco Rivara, Marcos Locatelli, Riccardo Carapellese e Gastone Bean. A loro, si erano aggregati uomini di teatro come Sebastiano Tringali, Carlo Repetti, Tullio Solenghi e il compianto Marco Sciaccaluga che, in seguito, fu regista e Direttore del Teatro Stabile di Genova.

E proprio Sciaccaluga, in una intervista a Repubblica, nel 2017, ricordava:

Avevo poco più di venti anni. Era una partita di beneficenza tra attori, artisti ed ex giocatori delle squadre cittadine. Pasolini accettò di partecipare. Andammo a prenderlo all’aeroporto. Molto timido, molto riservato, in campo indossò la maglia  del  Genoa, forse  per affinità rossoblù con la squadra del Bologna di cui era tifoso acceso.

Tra le presenze dei sampdoriani da ricordare Domenico Arnuzzo, Guido Vincenzi e Giovanni Delfino. Dei blucerchiati facevano anche parte due giornalisti, Vittorio Sirianni e  Paolo Zerbini. In realtà erano entrambi genoani ma furono schierati con la Sampdoria per quella occasione.

Paolo Zerbini, “prestato” dunque alla rappresentativa doriana, in qualità di terzino sinistro dovette marcare proprio Pasolini che, come ricordato poc’anzi, giocava nel ruolo di ala destra. E, in un video in cui il giornalista rievoca quella partita, Pasolini viene descritto come un giocatore dotato di buon controllo di palla e buona visione di gioco.

Per completezza di informazione, devo dire che dalle cronache risulterebbe come Pasolini, in quella partita, sbagliò un rigore. Ma nessuno gliene fece una colpa.

E questa, per sommi capi, è la storia del giorno in cui Pasolini fu un insolito capitano del Genoa. Pochi mesi dopo quella partita, l’artista sarebbe stato tragicamente ucciso sul litorale di Ostia.

Massimo Prati: classe 1963, genovese e genoano, laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Genova, con il massimo dei voti. Specializzazione in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione Sociale e Interculturale.Vive in Svizzera dal 2004, dove lavora come insegnante. Autore di un racconto, “Nella Tana del Nemico”, inserito nella raccolta dal titolo, “Sotto il Segno del Grifone”, pubblicata nel 2004 dalla casa editrice Fratelli Frilli; di un libro intitolato “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, edito nel 2017 dalla Nuova Editrice Genovese; di un lavoro sulla storia del calcio intitolato “Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano”, Urbone Publishing, 2019; di una ricerca storica dal titolo “Rivoluzione Inglese. Paradigma della Modernità”, Mimesis Edizioni, 2020; della seconda edizione de “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, Urbone Publishing, 2020. Infine, coautore, con Emmanuel Bonato, del libro di didattica della lingua italiana, “Imbarco Immediato”, Fanalex Publishing, Ginevra, 2021.

È anche autore di numerosi articoli, di carattere sportivo, storico o culturale, pubblicati su differenti blog, siti, riviste e giornali. Collabora con “Pianetagenoa1893” e “GliEroidelCalcio”.

CLICCA QUI PER IL VIDEO DI “PAZZAMENTE PASOLINI” DOVE SI RIEVOCA QUANDO GIOCO’ CON LA MAGLIA DEL GENOA

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