Correva l’anno 1971: il Genoa espugnò Imola e proseguì la corsa verso la promozione in B

Il 14 febbraio di 48 anni fa il Grifone superò 2-1 i romagnoli (che festeggiano i 100 anni) al "Romeo Galli" all'epoca con capienza di 4mila spettatori: i genoani erano oltre 3mila

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Non è una novità la partita Imolese-Genoa. Oggi l’Imolese gioca in serie C, ha la maglia identica al Genoa, anch’essa con un Grifone sul cuore, ma a colori invertiti con il rosso a sinistra.

E’ stata costituita nel 2005, col nome di Imolese Calcio 1919, ed è l’erede dell’Imola Football Club e festeggia 100 anni di vita.

Chi scrive, tifoso rossoblù ancora in erba, era infatti presente il lontano 14 febbraio 1971 allo stadio “Romeo Galli”, capienza allora 4.000 unità (oggi soltanto 1500), racchiuso nel perimetro del famoso Autodromo “Enzo e Dino Ferrari”; su 4.000 posti disponibili, i tifosi rossoblu ne occuparono oltre 3000.

Cosa volete che fosse per uno che poi andò nel successivo maggio sino a Porto Torres con la motonave, quasi in… disarmo, la “Caralis”?

Il Genoa era retrocesso in serie C, e partecipava al “Campionatissimo di Serie C”, chiamato cosi per la presenza di ben 5 squadre liguri; oltre al Grifone c’erano Entella, Imperia, Spezia e Savona.

I rossoblù, chiamati ad una pronta risalita in cadetteria, erano affidati a Sandokan Silvestri.

L’avversario numero uno la forte Spal di Paolo Mazza.

All’andata l’Imola – cosi si chiamava allora – aveva bloccato a Marassi il Genoa sull’1-1 (gol per gli ospiti di Rubinato all’11’, pareggio rossoblu di Derlin ad inizio ripresa).

A febbraio si era ormai delineata la classifica, con il Genoa avanti e la squadra estense a tallonarlo di uno due punti.

La gara di Imola era fondamentale.

Si giocò, come dicevamo, il giorno di San Valentino.

Silvestri mandò in campo Armando Buffon tra i pali (cugino diretto del grande Lorenzo), terzini Rossetti e Ferrari; Derlin, Benini e Turone in mediana, Maselli e Bittolo a centrocampo ed il trio Perotti, Cini e Capogna in avanti.

La partita fu durissima contro la squadra emiliana, tanto che al 10’ del primo tempo il Grifone era già costretto ad inseguire, a causa di un gol dell’ala destra Bologna che vive fulminato dal limite Buffon. Alla mezz’ora Cini di testa pareggiò su cross da destra di Perotti.

La riscossa del Grifone arrivò nell’ultimo quarto d’ora, grazie ancora a Cini che fissò così il risultato finale sul 2-1.  L’arbitro, emerito sconosciuto, era tal Cantelli di Firenze.

Una vittoria che avvicinò il Grifone alla pronta risalita in cadetteria, culminata il 13 giugno 1971 con il successo casalingo sul Rimini per 2-1, gol di Speggiorin e Turone.

Di fronte -oggi sembra incredibile- a 55.158 tifosi presenti.

Con tanto di pallone di gara portato da tre paracadutisti che planarono al centro del vecchio, caro, stadio Ferraris.

O per la precisione due paracadutisti: il terzo, colpa del forte vento, “atterrò” dentro il greto del Bisagno.

Bei tempi.

Franco Ricciardi

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