Correva l’anno 1964: il Genoa vince la sua seconda Coppa delle Alpi

I rossoblù batterono in finale il Catania nello stadio di Berna

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Il rapporto tra il Genoa e la Svizzera è, per utilizzare una categoria presa a prestito dalla storiografia, una storia di lunga durata, cominciata nel 1896 con l’arrivo di Edoardo Pasteur, continuata attraverso molteplici tappe fino al XXI secolo, e tuttora in evoluzione (si pensi al ritorno di Behrami in rossoblù).

A questo proposito, un avvenimento sportivo molto importante è un match del 30 aprile 1899, che ebbe luogo al Velodromo Umberto I di Torino, tra una selezione di giocatori che militavano nel campionato italiano ed una selezione di giocatori che militavano nel campionato svizzero. Si trattò di uno dei primi match giocato da dei giocatori svizzeri all’estero. La squadra italiana era formata da cinque giocatori del Genoa (De Galleani, Spensley, Pasteur I, Agar e Leaver), da cinque giocatori di Torino (Beaton, Dobbie, Bosio, Weber e Savage) e da un giocatore di Milano, Kilpin. Ma i giocatori della selezione italiana scesero in campo con la maglia del Genoa (a quei tempi a strisce verticali bianche e blu) per onorare quelli che allora erano i campioni d’Italia.

La squadra svizzera, invece, era formata da giocatori di Ginevra, Losanna e Zurigo. Non si trattava necessariamente di atleti di nazionalità svizzera come, del resto, i rivali non erano tutti di nazionalità italiana. Ma erano comunque calciatori che praticavano quello sport nella Confederazione.

L’evento fu segnalato nella stampa dell’epoca, su La Gazzetta dello Sport, La Stampa e La Gazzetta del Popolo. Su internet si può anche trovare la foto presa in occasione dell’incontro e, grazie ai sopraccitati reportage, è anche possibile conoscere i nomi dei giocatori della squadra elvetica, che era composta da Therdigon (Ginevra), Williams (Losanna), Suter, Schmidt, Butler, Gamper (Zurigo), Iweins, Collison, Dégerine e Dewitt (Ginevra), e infine Maedler (Zurigo). I suddetti articoli precisavano anche che il capitano degli svizzeri era Dewitt.

I match tra il Genoa e le squadre svizzere, allo stadio di Ponte Carrega, sono poi diventati frequenti, a partire dall’inizio del XX secolo: Genoa-Grasshopper 3 a 3, giocato nel gennaio del 1905; Genoa-Servette, match disputato qualche mese dopo (più precisamente il 22 aprile), e terminato sul punteggio di 0 a 1 per i ginevrini; e ancora Genoa-Basilea, incontro vinto dai basilesi, il 31 dicembre dello stesso anno.

A proposito del primo match citato, nel Museo della Storia del Genoa è visibile la foto del Grasshopper, scattata proprio quell’anno a Ponte Carrega, in occasione della partita che gli zurighesi giocarono contro i loro avversari di Genova.

Più in generale, a Genova, si è conservato una serie di interessanti documentazioni e collezioni fotografiche dei primi incontri internazionali di football. È per questo, per esempio, che nel libro intitolato “Una Leggenda in 110 Partite”, di Franco Venturelli, si può trovare una fotografia, presa nello Stadio di Marassi, il 16 aprile del 1911, nell’ambito di un torneo pasquale che vide la partecipazione del Genoa e del Cantonal di Neuchâtel.

E, in un’altra pubblicazione, “Genoa and Genova, Una Squadra, Una Città, Cento Anni insieme”, di Camillo Arcuri e Edilio Pesce, edita in occasione del centenario del Genoa, si può vedere un’altra fotografia, presa durante una partita, giocata nel 1914, tra il Genoa e lo Young Fellows di Zurigo.

I match contro le squadre svizzere hanno dunque segnato, a partire dal 1899, per proseguire nei decenni successivi, delle tappe importanti nella storia del club genovese. È così, per esempio, che nel 1933, nell’ambito della ristrutturazione dello stadio genovese, in vista del campionato mondiale di calcio del 1934, e della sua inaugurazione, l’invitato d’onore fu lo Young Boys di Berna.

Mi è capitato di riuscire a vedere un cortometraggio dell’epoca, un reportage dall’alto valore storico e sociologico, che non può lasciare indifferente lo spettatore. Da un lato, per qualcuno di tradizione progressista e libertaria, come me, è stato fastidioso vedere, in quella circostanza, i giocatori italiani costretti a fare il saluto fascista di fronte alle autorità (ma, d’altra parte, si era in piena dittatura fascista e le persone non erano certo libere dei propri atti e delle proprie scelte); dall’altro, è stato stupefacente vedere a che punto la partita tra Genoa e Young Boys aveva attirato migliaia di spettatori. In effetti, si trattò di un incontro giocato di fronte a 25.000, forse 30.000 spettatori. Ed è stato anche emozionante vedere la Gradinata Nord, allora come oggi settore più caldo del tifo genoano, strapiena all’inverosimile con almeno 15.000 genoani stretti gli uni a fianco degli altri.

Questo rapporto, tra Genoa e calcio elvetico continuerà fino agli anni Sessanta, grazie alla Federazione Italiana Calcio e l’Associazione Suisse de Football, con la creazione del torneo chiamato “Coppa delle Alpi”; trofeo vinto, nelle prime edizioni, dal Genoa e dalla Juventus e, nelle edizioni seguenti anche dal Basilea, dallo Young Boys e dal Servette.

Nel 1964, per esempio, il Genoa otterrà la sua seconda vittoria nella Coppa delle Alpi, dopo aver battuto, il 21 giugno, a Basilea, i rossoblù renani per 5 a 2 e, a Zurigo, il 27 dello stesso mese, per 1 a 0, il club che porta il nome di quella città (la finale avrà luogo il primo luglio, a Berna, allo stadio Wankdorf, contro un’altra squadra italiana: il Catania).

A quella edizione della Coppa delle Alpi avevano partecipato altre due squadre svizzere: il Servette di Ginevra e il Football Club Biel, ma erano state eliminate nelle prime fasi del torneo. Tra le italiane, da segnalare anche la Roma, arrivata al terzo posto”.

IL TABELLINO

Berna, Wankdorfstadion , 1º luglio 1964 Genoa-Catania 2-0.
Marcatori: Piaceri 50’, 81′.

GENOA: Da Pozzo, Bagnasco, Colombo, Bassi, Calvani, Rivara, Occhetta, Bicicli, Locatelli, Meroni, Piaceri.

CATANIA: Branduardi, Lampredi, Bechelli, Magi, Alberti, Biagini, Corti, Danova, Fanello, Cinesinho, Cordova.

Nelle foto: Lo stadio Wankdorf di Berna in un’immagine di repertorio. Le formazioni di Genoa e Catania (finaliste), Basilea, Servette, Zurigo e Roma. Le foto delle squadre risalgono al 1964 ma non sono state fatte, necessariamente, nell’ambito della Coppa delle Alpi di quell’anno.

Massimo Prati

“Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano”, Urbone Publishing, 2019.

Link di approfondimento sui pionieri svizzeri del football italiano:

https://www.tvsvizzera.it/…/storia-del–football-…/44862064…

https://youtu.be/PAsK6cIx3Iwl

https://youtu.be/3wqkGTm08Jo

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