Correva l’anno 1963: il Genoa travolse 3-0 la Roma

Il 25 settembre i rossoblù stesero i giallorossi con una doppietta di Bean e un gol di Piaceri

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Gastone Bean (Foto Wikipedia/Solocalcio.com)

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La prima partita in notturna (il redattore dell’articolo ipotizza, senza esserne certo, che sia anche la prima in assoluto a livello di campionato dei rossoblù) tra Genoa e Roma venne stravinta per 3-0 dal Vecchio Grifone, che tre giorni prima era stato fermato al “Luigi Ferraris” dal Catania e… da alcuni dei propri tifosi, che avevano, a quattordici minuti dal termine, invaso il terreno di gioco un quarto d’ora dopo la trasformazione di un discusso calcio di rigore da parte di Giancarlo «Pantera» Danova, con cui gli etnei si erano portati sul 2-0. Nel pomeriggio il Genoa aveva subìto la squalifica per due giornate di Bruno Baveni, accusato, secondo lui ingiustamente, di aver insultato il guardalinee che non aveva segnalato all’arbitro Alfeo Grignani di Milano che il fallo da lui sanzionato con la massima punizione era stato, in realtà, un suo «tackle» vincente, e per una, poi amnistiata, del campo di gioco. Tale situazione doveva pesare su una squadra che in quella serata non poteva schierare oltre ai tre squalificati (senza considerare Rino Carlini e Massimo Giacomini, nel frattempo rispettivamente ceduto all’Alessandria e prestato alla Lazio, Maurizio Bruno ed Antonio Colombo, trovati positivi al controllo antidoping al termine della vittoria interna «salvifica» per 1-0 sul Bologna all’ultima giornata del precedente campionato, e Luigi «Gigi» Meroni II, che se ne era sottratto), il suo «regista», l’argentino Marcos Alberto «Chico» Locatelli, che era stato espulso a Bologna all’esordio probabilmente per una frase colorita di congratulazioni rivolta al proprio portiere Mario Da Pozzo per aver neutralizzato un calcio di rigore a Marino Perani sr, nell’incontro poi pareggiato 1-1 grazie a una rete di Giampaolo Piaceri con i futuri campioni d’Italia, e poi squalificato per due giornate, e l’infortunato difensore Vittorio Calvani (si tenga conto che all’epoca le «rose» delle squadre non erano vaste come adesso e che in quel Campionato il Genoa avrebbe schierato solamente diciassette giocatori). Inoltre la Roma era a punteggio pieno, avendo espugnato con il risultato di 3-1 dieci giorni prima lo “Stadio della Vittoria” di Bari ed inflitto tre giorni prima un «tennistico» 6-1 alla Sampdoria. L’allenatore argentino del Genoa, Benjamin César Santos, si dimostrò capace a motivare i giocatori rimastigli a disposizione, che disputarono una partita di grande ardore agonistico ed apprezzabile valore tecnico, vedendo premiato il loro atteggiamento «garibaldino» da un largo successo sui giallorossi capitolini.

Al cospetto di una sorveglianza delle forze dell’ordine più che raddoppiata rispetto a tre giorni prima (da duecentoventi a quattrocentocinquanta agenti), la partita ebbe un inizio scoppiettante con il Genoa da subito proteso all’attacco e pericoloso con una forte conclusione di Mauro «Bicicletta» Bicicli III deviata sul fondo da Fabio «Ragno Nero» Cudicini jr. (figlio di Guglielmo, difensore della Triestina tra la fine degli anni Venti e la prima metà degli anni Trenta, deceduto nel 2007 il giorno dopo aver compiuto 104 anni, e futuro padre di Carlo, portiere che ha avuto un’importante carriera nella Premier League inglese tra le fila del Chelsea e del Tottenham Hotspurs). Dalla lunetta del calcio d’angolo a sinistra Gastone «Nordhalino» Bean fece partire un tiro di destro a rientrare, che, astutamente lasciato filtrare con un’improvvisa apertura di gambe da Mario «Panta» Pantaleoni III (alcune fonti ritengono che il centrocampista trevigiano avesse toccato il pallone, mentre divaricava le gambe), mandò il pallone a «baciare» il palo sinistro (non si dimentichi che all’epoca – con grave pericolo per l’incolumità fisica dei calciatori – i legni della porta avevano base quadrata anziché rotonda!) prima che s’infilasse in porta, sbloccando il risultato dopo soli quattro minuti di gioco. Anziché difendere il sorprendente vantaggio il Genoa proseguì nella sua offensiva, sfiorando nel giro di poco più di un quarto d’ora per altre tre volte il raddoppio, negatogli da grandi interventi di Cudicini jr. (parata in tuffo a terra al 10’ e respinta, «perfezionata» da un rinvio di Mario «Ciosa» Ardizzon, al 15’ su tiri di Baveni), dalla sfortuna e dall’imprecisione (palo di Natalino Fossati e successiva conclusione alta sopra la traversa di Pantaleoni III al 21’ e colpo di testa di Bean, su traversone di Bicicli III, appena alto sopra la traversa al 32’). Gli ospiti si fecero vivi solamente con un colpo di testa del tedesco occidentale Jürgen «Charlie» Schütz, su traversone dalla destra dell’argentino di origini italiane (nonni paterni di Cremona e materni di Bisceglie) Pedro Waldemar «Piedone» Manfredini, ben bloccato da Da Pozzo al 25’ e con un pallonetto di Giancarlo «Picchio» De Sisti, respinto a pochi centimetri dalla linea di porta da Pantaleoni III, che aveva scavalcato Da Pozzo, disturbato da un avversario nella sua uscita alta (il signor Bruno De Marchi di Pordenone fischiò un’irregolarità – potrebbe essere stata anche una posizione di fuorigioco – ed avrebbe annullato la rete, qualora fosse stata segnata) per respingere il calcio di punizione battuto dalla sinistra dal brasiliano naturalizzato italiano (avendo i nonni paterni garfagnini e quelli materni rodigini) Angelo Benedicto «il Pelé bianco» Sormani, al 35’.

Nella ripresa i giallorossi tentarono di reagire, ma riuscirono a produrre solamente un’occasione da rete con una «cannonata» di Manfredini ben bloccata da Da Pozzo, e si esposero al contropiede dei padroni di casa, che li punirono in due occasioni; al 20’ con un rasoterra di destro di Bean, che, dopo aver ricevuto il pallone da Pantaleoni III, si era liberato con un doppio «dribbling» di Ardizzon, il quale era rimasto quattro minuti a bordo campo per essere medicato (all’epoca non si poteva essere sostituiti) dopo uno scontro al 5’ del secondo tempo con il «libero» dei rossoblù, Vincenzo «Enzo» Occhetta (quel giorno rientrante dopo le due giornate di squalifica per la sua responsabilità morale di capitano nella precedentemente ricordata vicenda del doping) e si era ripresentato in campo menomato a livello di efficienza, e al 27’, al termine di un’altra azione iniziata dallo scatenato Bean, che, dopo aver nuovamente «saltato» Ardizzon,  offrì il pallone a Piaceri, il quale, liberatosi a sua volta dalla guardia di Saul Malatrasi, batté con un tiro di sinistro da distanza ravvicinata Cudicini jr., fattoglisi inconto. Il pubblico genoano andò in visibilio, tributando al termine dell’incontro un grandissimo applauso alla squadra che, come imponeva il regolamento dell’epoca, era scesa in campo «per dovere di ospitalità» in maglia bianca con fascia orizzontale rossoblù.

TABELLINO

Genova, mercoledì 25 settembre 1963, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 20,30

Genoa-Roma 3-0 [III giornata del Campionato Italiano di Serie A 1963/1964]

Arbitro: De Marchi [Pordenone (UD)]

Spettatori: venticinquemila circa.

Marcatori: nel 1° tempo al 4’ Bean; nel 2° tempo al 20’ Bean, al 27’ Piaceri

Genoa: 1 Da Pozzo, 2 Fossati, 3 Bagnasco, 4 Rivara, 5 Bassi, 6 F. Rivara, 7 Bicicli III, 8 Baveni, 9 Piaceri, 10 Pantaleoni III, 11 Bean. Allenatore: Santos.

Roma: 1 Cudicini jr., 2 Ardizzon, 3 Carpanesi, 4 Alf. Fontana, 5 Malatrasi, 6 De Sisti, 7 Alb. Orlando, 8 Sormani, 9 Angelillo, 10 Manfredini, 11 Schutz. Allenatore: Foni.

Note: l’incontro è successivo di tre giorni a quello perso in casa dal Genoa 0-2 (risultato al momento della sospensione per invasione di campo al 32’ del 2° tempo ed assegnato a tavolino) con il Catania con squalifica per una giornata del campo decisa poche ore prima dell’inizio dell’incontro, conseguentemente non organizzabile in altra sede, e in seguito cancellata; Bean segna la rete dell’1-0 direttamente da calcio d’angolo.

Stefano Massa

(membro del Comitato Storico Scientifico del Museo della Storia del Genoa)

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