Correva l’anno 1950: in uno scontro di bassa classifica il Genoa acciuffò la Roma all’ultimo assalto

Al gol del giallorosso Bacci rispose il rossoblù Dante; raddoppio di Andersson, ma Nilsson siglò il 2-2 finale

273
Il trio svedese del Genoa Tapper Mellberg e Nilsson (Foto da Il Calcio Illustrato)

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Nell’autunno del 1950, dopo otto giornate di Campionato, il Genoa e la Roma (che sarebbero state alla fine della primavera successiva le due squadre condannate alla retrocessione in Serie B) avevano ottenuto una vittoria ciascuna (i rossoblù in casa per 2-1 all’esordio sulla Lucchese Libertas, che, prima che iniziasse la nona giornata, con 4 punti si trovava al penultimo posto tra di esse, e i giallorossi per 5-0 in casa sul Padova) e tre pareggi (1-1 e 0-0 casalinghi contro Fiorentina e Palermo, inframmezzati da un 1-1 a Napoli) il Genoa ed uno (0-0 in casa contro il Novara) la Roma, che aveva subito due disfatte esterne per 2-7 contro la Juventus e per 0-6 contro l’Internazionale, inframmezzate dalla sconfitta per 0-1 nel derby.

Dopo soli tre minuti di gioco nell’incontro Genoa-Roma di domenica 5 novembre 1950, che, oltre ad essere uno «scontro diretto» per la salvezza, era una sorta di «derby svedese» (nel Genoa c’erano Börje Tapper, Bror Lars Astley Mellberg e Stellan Nilsson e nella Roma Knut Nordahl II, Sune «Mona Lisa» Andersson – che si dimostrò il migliore dei sei – e Stig «Pagnottella» Sundqvist; l’ultimo dei giocatori del Genoa e i primi due della Roma nominati erano stati rispettivamente nella «rosa» e nella formazione della Svezia che venerdì 13 agosto 1948 aveva sconfitto 3-1 la Jugoslavia nella finale olimpica allo stadio londinese di “Wembley”), gli ospiti passarono in vantaggio, quando per evitare di concedere il calcio d’angolo, offrendo un’infelice interpretazione del «fondamentale» in cui eccelleva, il difensore centrale rossoblù Amedeo «il Maestro della rovesciata» Cattani, che stava contendendo il pallone sulla fascia destra difensiva a Sundqvist, lo rimise al centro dell’area di rigore, dove si trovava Arcadio Venturi che di testa lo «addomesticò» per la conclusione «a botta sicura» di Giancarlo Bacci da nove metri. Dopo diciotto minuti i padroni di casa ristabilirono la parità con una rete di Bruno Dante, schierato nell’occasione al posto di Giuseppe «Pinella» Baldini, «appiedato» da uno strappo inguinale, il quale, servito dall’ala destra Giovanni Colosio, si incuneò nelle maglie della difesa romanista, lasciando partire dal settore destro, dopo aver dribblato Armando Tre Re, una forte conclusione da una ventina di metri che, forse leggermente deviata da un difensore giallorosso, non diede scampo a Luciano Tessari, semicoperto al momento del tiro. Al 25’ il signor Osvaldo Maria Michele Savio di Torino non sanzionò – come avrebbe dovuto, invece, fare – un atterramento – operato in maniera congiunta da due avversari – del centravanti svedese dei padroni di casa Tapper con la massima punizione, che due minuti concesse – in maniera ineccepibile – agli ospiti, quando Fosco «Palla di gomma» Becattini II sr. colpì con un pugno il pallone crossato all’indietro dalla linea di fondo sul settore di destra dell’attacco giallorosso da Venturi. Andersson non si fece pregare ad accettare il secondo «regalo» della difesa genoana, «prendendo il tempo» durante l’esecuzione del calcio di rigore con una finta ad Enrico Gualazzi (che il «duo tecnico» rossoblù, composto dall’allenatore – ed ex portiere – Manlio Bacigalupo III e dal direttore tecnico Giulio Cappelli aveva deciso di schierare in porta ad onta di una mano sinistra dolorante per un’infrazione a un dito procuratasi la domenica precedente nello 0-4 subìto a “San Siro” dal Milan, rinunciando a ricorrere alla sua riserva Rinaldo Seri) e piazzando il pallone a mezza altezza alla sua sinistra, senza angolarlo eccessivamente.

Nella ripresa i capitolini andarono molto più vicini a mettere al sicuro il risultato (la «rete della sicurezza» non arrivò mai, nonostante Bacci l’avesse sfiorata per cinque volte, vedendosi deviare sul fondo da Gualazzi due forti conclusioni al 15’ e al 22’, inframmezzate da un suo tiro di poco alto sopra la traversa al 17’, e respingere dall’estremo difensore genoano due tiri da distanza ravvicinata con un piede al 27’ e di pugno al 43’, e Sunqvist avesse mandato il pallone – poi terminato sul fondo – a colpire un incrocio dei pali al 25’) di quanto i padroni di casa – che avevano chiamato al lavoro Tessari, abile a bloccare in tuffo prima un calcio di punizione di Nilsson al 26’ e poi una conclusione di Mellberg al 36’, solamente in due occasioni – si fossero avvicinati al pareggio, che, però, raggiunsero, sotto la Gradinata Nord, da cui si erano già allontanati non pochi tifosi rossoblù delusi, all’ultimo assalto tra la costernazione del migliaio di sostenitori degli ospiti, la maggior parte dei quali giunta a Genova con un treno speciale notturno tanto all’andata quanto al ritorno (il sodalizio giallorosso aveva offerto loro i biglietti d’ingresso allo stadio). L’azione che diede definitivamente il pareggio a una squadra che nel corso dell’incontro era stata in svantaggio per un’ottantina di minuti si sviluppò sulla fascia destra, quella sotto i Distinti, di cui si stava ultimando il piano superiore, con un lancio in profondità di Giulio Castelli per Colosio, il quale poté far partire, indisturbato, un traversone al centro su cui si avventarono Tapper e Tessari, che non riuscì ad impadronirsi del pallone, favorendo la sua deviazione in porta di testa da parte di Nilsson, che al ritorno, domenica 18 marzo 1951, sul campo neutro di L’Aquila, sarebbe stato l’autore dell’unica rete dell’incontro (in pratica, senza le due reti dell’ala sinistra genoana, la Roma si sarebbe ritrovata a fine campionato con due punti di più in classifica e non avrebbe conosciuto l’unica retrocessione in Serie B della sua storia). Dopo la rete l’arbitro emise dal fischietto il triplice fischio finale.

TABELLINO

Genova, domenica 5 novembre 1950, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 14:30

Genoa-Roma 2-2 [IX giornata del Campionato di Serie A 1950/1951]

Arbitro: Savio [Torino]

Spettatori: Ventimila circa

Marcatori: nel 1° tempo Bacci (R) al 3’, Dante (G) al 21’, Andersson (R) al 27’; nel 2° tempo Nilsson (G) al 45’

Genoa: 1 Gualazzi, 2 Formica, 3 Becattini II sr., 4 Castelli, 5 Cattani, 6 Tortarolo, 7 Colosio, 8 Dante, 9 Tapper, 10 Mellberg, 11 Nilsson. Allenatore: Bacigalupo III; Direttore Tecnico: Cappelli.

Roma: 1 Tessari, 2 Nordahl I, 3 Cardarelli, 4 Maestrelli, 5 Tre Re, 6 Andersson, 7 Tontodonati, 8 Spartano, 9 Gi. Bacci, 10 A. Venturi, 11 Sundqvist: Allenatore: Baloncieri.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

La gioia dei giocatori del Genoa e la disperazione di quelli della Roma dopo la rete del pareggio di Stellan Nilsson allo scadere (Foto tratta da AsRomaUltras.org)
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.