Correva l’anno 1949: Genoa e Bologna portarono per un giorno la Serie A a La Spezia

La formazione rossoblù guidata da Federico Allasio pareggiò a reti inviolate con i felsinei

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Un tiro del Genoa, con la maglia bianca con fascia orizzontale blurossa, respinto dal portiere del Bologna Glauco Vanz nella gara del 1949 (tratta da "Il Calcio e Illustrato")

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ANTE SCRIPTUM: Chi ha scritto l’articolo presume che Genoa-Bologna di domenica 30 gennaio 1949 sia la prima ed unica partita di Serie A giocata con il pubblico sugli spalri all’“Alberto Picco” di La Spezia. Se qualcuno ricordasse che ci sia stato almeno un altro incontro di Serie A «a girone unico» giocato a La Spezia prima di quello tra Spezia e Bologna terminato 2-2 mercoledì 16 dicembre 2020 farebbe cosa davvero gradita, documentando l’informazione, a comunicarlo alla redazione di Pianetagenoa1893.net (redazione@pianetagenoa1893.net).

Chissà se ventiquattro giorni fa qualche sportivo spezzino sull’ottantina si è ricordato prima dell’incontro tra lo Spezia, tornato all’“Alberto Picco”, dopo i lavori di adeguamento dello stadio alla Serie A, e il Bologna che, quando era bambino, proprio la formazione felsinea aveva giocato nel massimo impianto sportivo della città una partita di Serie A, affrontando, da formazione ospite, il Genoa, che aveva il campo squalificato per le intemperanze dei suoi tifosi durante la partita vinta in casa (unico caso di abbinamento vittoria-squalifica del campo nella sua storia) 3-2 contro il Livorno domenica 16 gennaio 1949? Il Genoa è stata anche l’ultima squadra affrontata – proprio in quello stadio – dallo Spezia, che soccombette nell’occasione per 0-1, a livello di massima serie (non ancora «a girone unico») nel 1925, domenica 10 maggio, e la seconda, dopo il ritorno, a novantacinque anni di distanza degli Aquilotti nella categoria più alta del calcio italiano e la prima ad avervi vinto (2-1 in rimonta mercoledì 23 dicembre 2020).

Non avrà avuto lo Scudetto sulle maglie come ventiquattro anni prima, ma il Genoa che si schierò a La Spezia domenica 30 gennaio 1949 era in una versione nettamente superiore a quello in cerca di punti-salvezza di poco meno di settantadue anni dopo: infatti, i rossoblù di Federico Allasio erano terzi con 29 punti (frutto di undici vittorie, sette pareggi e quattro sconfitte) dopo ventidue giornate, alle spalle del capolista Grande Torino e dell’Internazionale, che con i suoi 30 punti era distanziata di quattro lunghezze dai formidabili granata; i rossoblù petroniani dell’esperto italo-austriaco Antonio «Tony» Cargnelli (il tecnico italo-austriaco, che aveva vinto uno Scudetto e una Coppa Italia sia con il Torino – nel 1927/1928 e, con Allasio centromediano dai Sedicesimi ai Quarti di Finale, nel 1935/1936 – sia con l’Ambrosiana-«Inter» – nel 1939/1940 e nel 1938/1939 –, avrebbe compiuto due giorni dopo sessant’anni) erano, invece, a centroclassifica con 22 punti. Accompagnato da circa quattromila suoi tifosi, giunti con ogni mezzo di locomozione (tra cui due treni speciali) a La Spezia, il Genoa venne accolto con simpatia in città, con sportivi assiepati, oltre che sugli spalti, gremiti in ogni ordine di posto (l’incasso fu di circa cinque milioni di lire, per l’epoca una somma assolutamente non disprezzabile), dello stadio, sugli alberi, sui muretti e sulle colline ad esso circostanti (addirittura c’erano marinai appollaiati sulle gru dell’Arsenale!), tanto che la Celere dovette caricare a manganellate la folla delle persone sprovviste di biglietto che volevano comunque non rinunciare a presenziare all’evento davvero straordinario per il più orientale capoluogo di provincia ligure [vedansi articolo e fotografia di pagina 4 di “Il Lavoro Nuovo” di Martedì 1° Febbraio 1949: per accedervi bisogna andare su:

http://bibliotecadigitale.regione.liguria.it/opacbdl/opac/bdl/collezioni_digitali.jsp

poi cercare Periodico quotidiano “Il Lavoro” di Genova, cliccare su Vai alla collezione → e dopo su Annate ed infine su 1949, andando a cliccare su 3, poi su Il Lavoro: giornale quotidiano (01/02/1949, N. 27) aprendo la pagina 4].

Il livello dell’incontro, disputato al cospetto di uno dei quattro commissari tecnici (con il direttore sportivo della Roma, Vincenzo Biancone, il giornalista Aldo Bardelli e il presidente del Torino, Ferruccio Novo) della Nazionale Italiana, l’allenatore Roberto Copernico, non fu, purtroppo, all’altezza delle attese dei sostenitori delle due squadre che si erano messi in viaggio quella domenica e del pubblico spezzino.

Dopo che il prepartita era stato «monopolizzato» dagli insulti dei tifosi genoani alla Lega Calcio per la squalifica del campo, dopo pochi minuti il «pallino» del turpiloquio passò in mano a quelli felsinei, che erano circa un migliaio, che si adirarono per il netto calcio di rigore negato dal signor Antonio Zambotto di Padova, che, essendo stato nei primi due campionati del Primo Dopoguerra difensore dei biancoscudati, forse… «solidarizzò» con il terzino destro Giulio Pellicari, il quale, superato dall’ala sinistra Sauro «al Castagnazzeri» Taiti (il soprannome gli derivava dalla provenienza da Forte dei Marmi, che riforniva Bologna «la grassa» di castagnaccio), ne arrestò il movimento in area di rigore abbrancandogli, ormai finito per terra in area di rigore, la tibia destra con la mano destra, permettendo al centromediano Amedeo «il re delle rovesciate» Cattani di intervenire a vanificare la pericolosissima azione offensiva petroniana. Il Genoa, che riproponeva dopo due mesi e mezzo in campo Vittorio «Tojo» Sardelli (preferito da Allasio a Silvano Trevisani IV, più tonico fisicamente e specialista della fascia destra d’attacco), ma, non schierandolo nel consueto ruolo di terzino sinistro, in cui era ormai titolare Fosco «Palla di gomma» Becattini II sr. (quel giorno migliore in campo ed ormai prossimo a giocare nella Nazionale Italiana, in cui avrebbe disputato due partite, entrambe nel 1949), ma in quello di ala destra (il calciatore di Borgo Val di Taro, che era un jolly, tanto che aveva giocato anche da centravanti, si sarebbe rivisto in un 1-1 casalingo con l’Udinese due anni dopo per l’ultima volta), sfiorarono la rete del vantaggio a metà del primo tempo con un bel tiro di Andrea Verrina, che sostituiva quel giorno il fuoriclasse argentino Juán Carlos «Verde» Verdeal, alzato sopra la traversa dal portiere Glauco «Saracinesca» Vanz (all’epoca detentore del record di imbattibilità – 663 minuti – in Serie A stabilito nel 1946/1947 nelle prime sette giornate e nei primi trentatré minuti dell’ottava). Nei minuti finali del primo tempo Taiti, ben servito da Gino «Capeo» Cappello IV, ebbe l’occasione con un diagonale da sinistra di portare in vantaggio gli ospiti, ma la sua conclusione, che non sarebbe potuta essere intercettata dal portiere genoano Dante Piani, finì sul fondo, lambendo il palo sinistro.

Più movimentata e favorevole al Genoa fu la ripresa, in cui, comunque, nella parte centrale i felsinei misero due volte uomini in solitudine davanti a Piani, abile a tuffarsi tra i piedi di Cappello IV e Taiti in mischia, carpendo a loro il pallone e a non farsi superare da un pallonetto di István «Stefano» Mike Mayer (che poco dopo avrebbe sfiorato il palo sinistro con un destro da favorevolissima posizione), defilato sulla destra, e a rinviare poi con il piede destro, anticipando l’attaccante magiaro: un tiro di sinistro di Francesco «Giobatta» Tortarolo dall’interno dell’area di rigore sibilò di poco sopra la traversa, una deviazione di sinistro da distanza ravvicinata di Engelbert König, su traversone basso dalla destra di Silvio Formentin, «fece la barba» al palo destro, come un tiro da sinistra di Riccardo Dalla Torre servito da una «sponda aerea» del centravanti austriaco e, infine, Vanz deviò il pallone grazie a un plastico volo sulla sua destra con i pugni sul fondo un ulteriore tentativo dell’ala sinistra genoana che si era materializzato con una conclusione da sinistra di esterno sinistro sul «primo palo».

TABELLINO

La Spezia, domenica 30 gennaio 1948, Stadio “Alberto Picco”, ore 15,00

Genoa-Bologna 0-0 [XXIII giornata del Campionato di Serie A 1948/1949]

Arbitro: Zambotto [Padova]

Spettatori: Dodicimila circa

Genoa: 1 Piani, 2 Pellicari, 3 Becattini II sr., 4 Tortarolo, 5 Cattani, 6 Bergamo, 7 Sardelli, 8 Formentin, 9 König, 10 Verrina, 11 Dalla Torre. Allenatore: Allasio.

Bologna: 1 Vanz, 2 Ballacci, 3 Ricci, 4 Cingolani, 5 Sárosi III, 6 F. Marchi, 7 Mike Mayer, 8 Bernicchi, 9 Cappello IV, 10 M. Gritti, 11 Taiti. Allenatore: Cargnelli.

Note: l’incontro, a cui assiste uno dei quattro Commissari Tecnici dell’Italia, Copernico, viene disputato a La Spezia per la squalifica di una giornata del campo del Genoa per le intemperanze dei suoi tifosi durante l’incontro casalingo vinto 3-2 contro il Livorno domenica 16 gennaio 1949; circa quattromila tifosi rossoblù al seguito, giunti con due treni speciali, pullman ed autovetture private. la Celere interviene con la forza per disperdere le persone che non sono riuscite ad acquistare i biglietti che vogliono introdursi allo stadio.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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