Correva l’anno 1947: il Genoa travolse il Napoli con il suo “Quarto d’ora”

La vittoria del Grifone (con cui volò al primo posto) ricordò nella sua dinamica certe prestazioni del Grande Torino, che, dopo un certo «torpore», si «risvegliavano» al suono della tromba del ferroviere Oreste Bolmida

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21 settembre 1947 - La prima delle due reti di Dalla Torre in Genoa-Napoli 3-2 ("Il Calcio Illustrato")

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Il Genoa ha fatto il suo esordio casalingo in Campionato, affrontando il Napoli, finora sei volte: quattro alla prima giornata (pareggi per 1-1 nel 1954/1955 e per 3-3 nel 1958/1959 e sconfitte per 0-2 – in Serie B – nel 2001/2002 e per 1-2 nel 2014/2015) e due alla seconda giornata (vittorie per 4-2 nel 1930/1931 e per 3-2 nel 1947/1948 con il tecnico inglese «Mister» William Thomas «Billy» Garbutt sulla panchina degli azzurri nella prima occasione e su quella dei rossoblù nella seconda): proprio la più recente delle vittorie genoane sarà oggetto di trattazione in questa rubrica.

Alla prima giornata il Genoa aveva maramaldeggiato, vincendo per 3-0, al “Porta Elisa” di Lucca contro i rossoneri locali, mentre i partenopei erano stati travolti in trasferta per 0-4 dai campioni d’Italia del Grande Torino (vincitori delle ultime tre edizioni – 1942/1943, 1945/1946 e 1946/1947 – regolarmente disputate), che proprio in quel torneo appena incominciato, a dispetto delle quattro sconfitte esterne subite nel girone d’andata (0-1 a Bari, a Bologna e a Bergamo e 2-3 a Milano contro i rossoneri), avrebbero inflitto l’«abissale» distacco di sedici punti (quanto si otteneva con otto vittorie!) alle seconde classificate (Milan, Juventus e Triestina). La partita tra Genoa e Napoli, giocata con 30° all’ombra, ricordò nella sua dinamica certe prestazioni dei formidabili granata, che, dopo un certo «torpore», si «risvegliavano» al suono della tromba del ferroviere Oreste Bolmida e al conseguente rimboccamento delle maniche di capitan Valentino «Tulèn» Mazzola, non dando scampo agli avversari con il celebre «Quarto d’ora granata».

In effetti, dopo essere stati in svantaggio dal quarto d’ora del primo tempo per una «staffilata» dal basso in alto di Ferruccio Santamaria, leggermente defilato sulla sinistra, su «verticalizzazione» di Andrea Verrina (il centrocampista rivarolese, la cui carriera nelle due serie maggiori, a parte la parentesi nel 1937/1938 allo Spezia, fu tutta spesa al servizio delle cause genoana e napoletana, era alla sua ultima apparizione al “Luigi Ferraris” da avversario del Genoa, la sua squadra del cuore, in cui sarebbe tornato nel successivo campionato), i padroni di casa, che avrebbero attaccato nella ripresa verso la porta sottostante la Gradinata Sud, rientrarono sul terreno di gioco trasformati a livello di determinazione, cogliendo dopo cinque minuti il pareggio con un «goal olimpico» di Vittorio Bergamo, che mandò con un tiro a rientrare di destro dalla bandierina posizionata vicino ai Distinti il pallone nell’angolino basso destro, vanificando i tentativi di respinta in extremis del portiere Sergio Chellini e del terzino sinistro Ferdinando Rosi ed operando il sorpasso con una doppietta di Riccardo Dalla Torre, che tra l’11 e il 13’ mandò due volte il pallone alla sinistra di Chellini, vanamente tuffatosi, con un tiro dal basso in alto e un altro rasoterra, capitalizzando dei suggerimenti da destra di Silvano Trevisani V e di Renato «Ghega» Brighenti I. Avrebbe avuto da lavorare il V.A.R., se altre due reti annullate al Genoa al 18’ e al 22’ dal signor Eliseo Camiolo di Milano per posizioni di fuorigioco tutt’altro che evidenti fossero state segnate settant’anni dopo. Ineccepibile fu, invece, la rete segnata da Ferdinando Pastore con un forte tiro (su respinta della difesa genoana di una rimessa laterale), a cui non riuscì ad opporsi l’estremo difensore genoano Ivanoe Sacchetti, per gli ospiti a un minuto dalla fine, che fissò il risultato sul 3-2 per il Genoa.

Quel giorno il Grande Torino venne sorprendentemente sconfitto allo “Stadio della Vittoria” di Bari dai galletti locali con una rete di Guido Tavellin dopo soli dieci minuti, sicché dopo due giornate si formò un «trio» di capoliste formato da Juventus, Genoa e Milan; quei quattro punti raccolti nelle prime due giornate si sarebbero rivelati importantissimi a fine campionato per l’ottenimento della salvezza da parte del Grifone.

TABELLINO

Genova, domenica 21 settembre 1947, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 15,30

Genoa-Napoli 3-2 [II giornata del Campionato Italiano di Serie A 1947/1948]

Arbitro: Camiolo [Milano]

Spettatori: venticinquemila circa

Marcatori: nel 1° tempo al 15’ Santamaria (N); nel 2° tempo al 6’ Bergamo (G), all’11’ Dalla Torre (G), al 13’ Dalla Torre (G), al 44’ Pastore (N)

Genoa: 1 Sacchetti, 2 B. Cappellini II, 3 Becattini II sr., 4 Cattani, 5 Sardelli, 6 Bergamo, 7 Trevisani V, 8 Formentin, 9 Brighenti I, 10 Verdeal, 11 Dalla Torre. Allenatore: Garbutt.

Napoli: 1 Chellini; 2 Pretto, 3 Rosi, 4 Ganelli, 5 F. Pastore, 6 Di Costanzo, 7 Di Benedetti, 8 Spartano, 9 F. Santamaria, 10 Verrina, 11 C. Barbieri. Allenatore: Sansone.

Note: Bergamo (G) segna la rete dell’1-1 direttamente da calcio d’angolo.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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