Correva l’anno 1933: Genoa-Inter 2-2

Nonostante un infortunio, il nerazzurro Frione segnò su punizione il 2-2 finale contro il Grifone

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Il gol di Stabile in Genoa-Ambrosiana 2-2 (Foto tratta dal libro di Edilio Pesce, “Il Genoa di papà”, Edizioni Tolozzi, di Enzo D’Amore, Genova)

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Il Genoa era da due anni sotto la guida dell’allenatore austriaco Karl Rumbold. Era il Genoa dei portieri Giovanni De Prà (ormai giunto alla fine della sua gloriosa carriera) e Manlio Bacigalupo (fratello maggiore di Valerio). Ma era anche il Genoa degli argentini Juan Pratto, Juan Esposto, Antonio Juan Ganduglia e il grande Guillermo Stabile (che quel giorno risultò anche tra i marcatori: il gol di testa nella foto è il suo). Mentre tra i rossoblù “nostrani” vanno ricordati Luigi Poggi, Giovanni Spigno, Ettore Carpi ed Ermelindo Bonilauri (milanese di nascita ma genovese d’adozione).

L’Inter, invece, presentava nelle proprie file Gipo Viani (che in seguito diventerà un innovativo allenatore) e a Giuseppe Meazza aveva affiancato l’ex rossoblù Virgilio Levratto. In quella stagione i nerazzurri avevano cercato di mettere in discussione lo strapotere juventino (cinque scudetti bianconeri consecutivi in quegli anni), ma alla fine gli interisti si piazzarono solo secondi. Il Genoa, più modestamente, fece un campionato da “parte sinistra della classifica”, terminando all’ottavo posto.

In quella partita, secondo la ricostruzione di Edilio Pesce, si registrò una stranezza. L’uruguayano interista Ricardo Frione si era infortunato ma era restato comunque in campo. La stranezza è che, nonostante i problemi fisici, Frione si incaricò di battere un calcio di punizione ad un minuto della fine. Calcio di punizione grazie al quale l’uruguagio segnò il gol del pareggio. Per questo, sempre a detta di Edilio Pesce, quella rete fu ricordata come “il gol dello zoppo”.

Massimo Prati: classe 1963, genovese e Genoano, laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Genova, con il massimo dei voti. Specializzazione in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione Sociale e Interculturale. Vive in Svizzera dal 2004, dove lavora come insegnante. Autore di un racconto, “Nella Tana del Nemico”, inserito nella raccolta dal titolo, “Sotto il Segno del Grifone”, pubblicata nel 2004 dalla casa editrice Fratelli Frilli; di un libro intitolato “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, edito nel 2017 dalla Nuova Editrice Genovese; di un lavoro sulla storia del calcio intitolato “Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano”, Urbone Publishing, 2019; di una ricerca storica dal titolo “Rivoluzione Inglese. Paradigma della Modernità”, Mimesis Edizioni, 2020 e, infine, della seconda edizione de “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, Urbone Publishing, 2020. È anche autore di numerosi articoli, di carattere sportivo, storico o culturale, pubblicati su differenti blog, siti, riviste e giornali. Collabora con “Pianetagenoa1893” e “GliEroidelCalcio”.

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