Coronavirus: salgono a 14 le zone “rosse”. Conte: «Inaccettabile la pubblicazione della bozza del decreto»

Occorre «evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori», si legge nell'ultima bozza del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Foto Wikipedia -Presidenza del Consiglio dei ministri)

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E’ salito a 14 province, oltre all’intera Lombardia, le zone “rosse” individuate dal Governo per l’emergenza Coronavirus. Secondo quanto riporta Repubblica.it sono incluse in Piemonte, Emilia Romagna e Marche. Ecco l’elenco completo: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Alessandria, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola. Occorre «evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori», si legge nell’ultima bozza del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Niente spostamenti anche «all’interno dei medesimi territori, salvo che per quelli motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza».

Durante la notte il presidente del Consiglio Conte ha tenuto una conferenza stampa, per dare una serie di chiarimenti dopo la diffusione nella serata di ieri di una bozza del decreto del governo. «E’ necessario chiarire quel che è successo, una cosa inaccettabile: un decreto Presidente del Consiglio dei Ministri, che stavamo formando a livello di governo per regolamentare le nuove misure che entrano in vigore subito, lo abbiamo letto su tutti i giornali. Ne va della correttezza dell’operato del governo e della sicurezza degli italiani. Questa pubblicazione ha creato incertezza, insicurezza, confusione e non lo possiamo accettare».

Il premier ha spiegato di aver raccolto sino alle 19 le indicazioni e i pareri dei ministri competenti e presidenti di regioni, ma l’iter non era ancora stato completato e tutto era fermo allo stato di bozza. «Adesso il decreto del presidente del Consiglio è stato elaborato nella sua versione definitiva: sono pervenute le osservazioni delle regioni e tra qualche ora sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale e sarà vigente». Conte ha voluto specificare che «Sarà consentito il rientro al proprio domicilio». Ha poi aggiunto: «Ma non possiamo più permetterci nelle aree previste dal decreto forme di aggregazione». «D’ora in poi chi avrà febbre – ha concluso – da più di 37,5 gradi centigradi e infezioni respiratorie è fortemente raccomandato di restar presso proprio domicilio, a prescindere che siano positivi o no. Contattino il medico curante».

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