Coppa Italia 1965: il Genoa fu eliminato per la seconda volta consecutiva dal Torino

Il Grifone perse 2-0 la partita secca al "Comunale" dei quarti di finale e salutò la competizione

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Malcontenti Genoa
Roberto Malcontenti (Foto archivio personale del professor Malcontenti)
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Domenica 11 aprile 1965, a causa di un rigore che Gianfranco «Zigo-goal» Zigoni sr. si era fatto respingere all’ultimo minuto dal portiere della Roma Fabio «il Ragno nero» Cudicini sr., il Genoa, fermato sullo 0-0 al “Luigi Ferraris” dalla Roma, aveva fallito con ancora sei giornate da disputare l’aggancio alla Lazio, che aveva potuto così continuare ad occupare la quindicesima «poltrona» della Serie A, l’ultima che garantiva il mantenimento della categoria. Dovendo operare il massimo sforzo, che poi sarebbe risultato vano, nonostante i sette punti su dodici disponibili raccolti, per salvarsi, il Genoa affrontò con un impegno non spasmodico la «partita secca» dei Quarti di Finale in casa del Torino (in quel momento quarto nella classifica della Serie A e poi terzo al termine del Campionato) di Nereo «el Paron» Rocco, programmata in notturna venerdì 16 aprile, visto che due giorni dopo la Nazionale Italiana, il cui Commissario Tecnico Edmondo «Mondino» Fabbri, aveva convocato i granata Roberto «Faccia d’angelo» Rosato I, poi schierato in campo, e Luigi «Luigino» Meroni II, avrebbe giocato (con fischio di inizio nell’orario, a quel tempo davvero strano, di mezzogiorno) un incontro (per la cronaca, finito «a reti bianche») delle qualificazioni alla Coppa Rimet con la Polonia a Varsavia.

La comitiva rossoblù si mosse alla volta del capoluogo del Piemonte il giorno stesso della partita, partendo in treno alle ore 13,30 dalla stazione di Genova Brignole. I granata, che quella sera, vigendo la regola inversa a quella attuale sul cambio di maglia, avrebbero affrontato in maglia bianca il Genoa, avevano almeno quattro motivi (avere una squadra di livello superiore a quella avversaria; aver sconfitto il Grifone per 4-1 in casa e 2-1 in trasferta nelle partite di Campionato; avere l’incontro tra le «mura amiche»; proseguire nella competizione con la prospettiva – poi realizzatasi per la vittoria esterna a Bologna dei bianconeri per 4-3 dopo i calci di rigore mercoledì 5 maggio – di disputare un derby in Semifinale – sarebbe stato vinto 1-0 dalla Juventus mercoledì 9 giugno – dall’ottimo incasso) e la sola preoccupazione di non sprecare troppe energie, visto che quattro giorni dopo al “Comunale” di Torino sarebbe arrivato il Monaco 1860 per la partita d’andata della Semifinale di Coppa delle Coppe (visto che la Roma, vincitrice della Coppa Italia 1963/1964 a spese dei granata, i quali negli Ottavi di Finale avevano eliminato domenica 12 aprile 1964 il Genoa, battendolo 6-3 dopo i calci di rigore al “Luigi Ferraris”, aveva deciso di partecipare alla Coppa delle Fiere, era stata sostituita in quella competizione dal Torino, che si sarebbe imposto sui bavaresi per 2-0 per poi essere sconfitto per 1-3 in trasferta – non contava all’epoca come discriminante il maggior numero di reti segnate fuori casa – e per 0-2 nello spareggio del 5 maggio a Zurigo).

La «spina dorsale» dello schieramento rossoblù era costituita per tre quarti da tre ragazzi poco più che ventenni: il portiere Leonardo «Leo» Grosso, che in quello stesso stadio aveva avuto quaranta giorni prima il suo «battesimo del fuoco» in Campionato nel pesantissimo 0-7 subito nell’incontro con la Juventus, lo stopper Arturo Venturelli, che, essendo nato nel 1944, era venuto al mondo nell’anno successivo a suoi tre giovani compagni di squadra (includendo nella lista anche l’altra «punta», Stefano Dal Monte) di quella serata ed aveva esordito in quella che sarebbe stata la sua unica altra presenza ufficiale nel Genoa nel precedente turno della manifestazione che aveva visto i rossoblù imporsi per 3-0 mercoledì 17 marzo in casa sul Simmenthal Monza, e il centravanti Roberto Malcontenti, all’esordio assoluto in partite ufficiali con la maglia del Genoa, che sfruttò con una prestazione di livello medio la possibilità che gli era stata offerta dalle contemporanee assenze per infortuni di Renato Cappellini e del tedesco occidentale Rudolf «Rudi» Kölbl e dalla decisione della «diarchia tecnica» costituita dal direttore tecnico Roberto Lerici e dall’allenatore Livio Fongaro di preservare Zigoni sr. e Glauco «Nino» Gilardoni. Curiosamente Grosso e Malcontenti in un mondo del calcio che rifletteva la società italiana dell’epoca, la quale non aveva ancora conosciuto il fenomeno dell’«Università di massa», erano studenti universitari ed avrebbero messo a frutto le ore passate a preparare gli esami con prestigiosissime carriere professionali (il primo, avvocato, è stato a lungo vicepresidente dell’Associazione Italiana Calciatori e da mercoledì 10 novembre 2010 a martedì 22 ottobre 2013 presidente della Federazione Internazionale dei Calciatori Professionisti, e il secondo, medico, è stato a Genova professore universitario di Medicina Legale dal 1992 al 2014 e direttore della Scuola di Specializzazione di Medicina Legale dal 2003 al 2012). Il professor Malcontenti ha rilasciato, a ricordo della sua unica presenza nelle fila della squadra che continua a seguire da tifoso, nel suo studio genovese di via Giordano Bruno, 14/7, in cui svolge la sua attività di libero professionista nel settore a cui, una volta smessi gli indumenti da calciatore (ha giocato a livello di Serie C nel 1963/1964 nella Ruentes Rapallo, nel 1965/1966 nell’Empoli, nel 1966/1967 nel Rimini e nel 1971/1972 nell’Imperia), ha dedicato la sua vita professionale, una lunga intervista a Pianetagenoa1893.net (CLICCA QUI PER LEGGERE). La partita disputatasi poco meno di cinquantacinque anni fa fu caratterizzata dal dominio territoriale dei padroni di casa, che, però, rischiarono anche in un paio di occasioni di passare in svantaggio e solamente a meno di venti minuti dal prolungamento della partita ai tempi supplementari ebbero ragione con un «uno-due» nel giro di un minuto degli avversari.

Protagonista del primo tempo fu il centravanti inglese del Torino Gerald Archibald «Gerry» Hitchens (al 2’ tiro di poco a lato; al 5’ conclusione parata in tuffo da Grosso; al 25’ colpo di testa di poco alto su traversone proveniente dalla lunetta del calcio d’angolo; al 39’, dopo essere stato smarcato nel cuore dell’area di rigore avversaria da un perfetto passaggio di Amilcare «Mirko» Ferretti ed aver avuto il tempo di stoppare il pallone, incredibile errore di mira da distanza ravvicinata). Si registrò in quella prima metà dell’incontro anche un’impegnativa parata per ciascuno dei due portieri: al 27’ di Grosso su una «staffilata» da una ventina di metri di Giorgio «la Diga» Ferrini e al 35’ di Lido «Pinza» Vieri su un calcio di punizione conquistato da Malcontenti, che aveva costretto al fallo Giorgio «l’Airone» Puia, e tirato con forza dal limite dell’area di rigore dall’argentino Marcos Alberto «Chico» Locatelli, il quale dopo tre anni di militanza granata aveva seguito nell’estate del 1963 il connazionale allenatore Benjamin César Santos (deceduto per un incidente automobilistico durante una vacanza in Spagna, a Valladolid lunedì 20 luglio 1964) al Genoa.

All’inizio della ripresa ci furono due mancate concessioni della massima punizione a favore del Torino da parte del signor Ettore Carminati di Milano, che sicuramente non si dimostrò «casalingo» quando non ne ravvisò gli estremi in due interventi di Antonio Colombo (respinta con un braccio su tiro di Alberto Carelli al 1’ ed atterramento di Puia, poi ammonito per proteste, all’8’). Dopo che al 15’ con una conclusione di Ferrini da distanza ravvicinata ribattuta da Grosso, al 18’ con un tiro di Natalino Fossati di poco fuori e al 20’ con un calcio di punizione di Giovan Battista «Gianni» Moschino respinto di pugno da Grosso i padroni di casa avevano sfiorato il vantaggio, il Genoa ebbe in contropiede una clamorosa occasione di sbloccare a proprio favore il risultato al 25’, ma il colpo di testa di Massimo Giacomini venne respinto poco prima che varcasse la linea di porta da Fabrizio Poletti e quello successivo di Mauro «Bicicletta» Bicicli III parato da Vieri. Quasi a voler confermare la legge non scritta del calcio del «goal fallito, goal subito!», nel giro di un minuto, tra il 29’ e il 30’ della ripresa il Torino «presentò il conto» ai rossoblù con due conclusioni, su altrettanti illuminanti suggerimenti di Ferrini, da distanza ravvicinata di Puia e Carelli e addirittura al 32’ Hitchens ebbe l’occasione di ulteriormente «arrotondare il risultato» al di là di quello che era stato l’effettivo divario tra le due squadre, ma la sprecò, calciando sul fondo da distanza ravvicinata.

TABELLINO

Torino, venerdì 16 aprile 1965, Stadio “Comunale”, ore 21:15

Torino-Genoa 2-0 [Quarti di Finale della Coppa Italia 1964/1965]

Spettatori: settemila circa

Arbitro: Carminati [Milano]

Marcatori: nel 2° tempo al 29’ Puia, al 30’ Carelli

Torino: 1 L. Vieri, 2 Poletti, 3 Fossati, 4 Puia, 5 Lancioni, 6 A. Ferretti, 7 Albrigi, 8 G. Ferrini, 9 Hitchens, 10 Carelli, 11 L. Moschino. All.: Rocco

Genoa: 1 Grosso, 2 Bagnasco, 3 Calvani, 4 A. Colombo, 5 Venturelli, 6 F. Rivara, 7 Bicicli III, 8 Giacomini, 9 Malcomtenti, 10 Locatelli, 11 Dal Monte. All.: Fongaro, D.T.: Lerici

Note: nel Torino sono assenti Rosato I e Meroni II, convocati nella Nazionale Italiana, impegnata due giorni dopo in una partita (terminata sullo 0-0) delle qualificazioni alla Coppa Rimet contro la Polonia a Varsavia

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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