Cleonise: «Schöne è il mio mentore, Motta mi ha cambiato la vita»

L'ala del Grifone è nato ad Amsterdam da genitori del Suriname

2006
Cleonise Genoa
Denilho Cleonise (foto di Genoa CFC Tanopress)
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Denilho Cleonise ripercorre i momenti prima del suo debutto con il Genoa a Napoli: «Quando mister Motta mi ha detto di iniziare il riscaldamento ho pensato: “Sì, ora sono davvero un professionista”. Non ero abituato a giocare davanti a così tante persone». Il cuore inizia a pulsare forte, l’emozione gioca questi scherzi. Poi il quarto uomo alza la lavagnetta luminosa: fuori Pandev, dentro Cleonise.

In un’intervista rilasciata a voetbalzone.nl l’olandese del Grifone ha aggiunto: «Ho cercato calma e concentrazione. Il calcione a Lozano? Fortunatamente sono stato solo ammonito, ero troppo desideroso di giocare: pensavo di prendere la palla che contendevo con il messicano. Non ho avuto occasione per fare un uno contro uno».

Il Genoa ha acquistato Cleonise dall’Ajax, lui che è nato proprio ad Amsterdam da genitori del Suriname: in passato ha giocato anche nel Zeeburgia, una fucina di talenti dei Paesi Bassi. «La Nordin Wooter Academy – spiega Cleonise – mi preparò ad affrontare l’AZ Alkmaar dopo che sfumò il mio trasferimento all’Arsenal. Potevano tesserarmi solo dieci mesi dopo aver compiuto sedici anni: viste le lungaggini, andai l’Ajax dove tra l’altro giocava mio fratello Nelinho».

Poi il trasferimento al Genoa: «L’estero mi ha sempre attirato, i miei genitori lo sapevano e mi hanno accontentato non appena si è presentata l’opportunità di venire a Genova. Sono qui da solo e devo prendermi cura di me stesso imparando la lingua: è un modo per maturare. Il Genoa è la scelta giusta».

Il rapporto con Thiago Motta: «Mi ha cambiato la vita. Con lui mi alleno più regolarmente in prima squadra: è un tecnico calmo che sorride poco. Mi trovo bene nel suo 4-3-3 perché gli attaccanti giocano sulla linea del fuorigioco. Schöne? É il mio mentore, mi dà molti consigli e mi chiede come sto prima e dopo un allenamento. Non dimenticherò queste sue parole: “Se entri in campo, goditi il momennto”. L’obiettivo personale è quello di giocare quanti più minuti possibile».

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.