Cassata: «Sono nato in Liguria. So l’importanza di vestire la maglia del Genoa».

Il centrocampista originario di Lerici racconta al sito ufficiale rossoblù di conoscere bene la responsabilità di giocare nel club più antico d'Italia

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Cassata
Francesco Cassata (foto di Genoa CFC Tanopress)
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«Sono nato in Liguria. So cosa voglia dire vestire la maglia del Genoa». Francesco Cassata, nato in una frazione di Lerici (San Terenzo), racconta in un’intervista al sito ufficiale del club rossoblù di conoscere bene la responsabilità di giocare nel club più antico d’Italia e si sente pronto per questo compito importante.

Il centrocampista descrive le proprie caratteristiche: «Sono abbastanza duttile per poter ricoprire tutti i ruoli del centrocampo, predilezione mezzala sinistra. Sacrificio, corsa, qualità. Però devo crescere…».

Due passioni: la prima è la pesca. «Adoro lo spinning, lancio con l’artificiale. A Genova si tirano su dei predatori che levati…». E poi. «Matto per il tennis. Poi un ex giocatore dello Spezia, Coti, mi ha visto e portato lì. Dieci anni nel settore dell’Empoli prima di spiccare il salto. No, con il mister non mi sono incrociato».

Il neo giocatore rossoblù ha un piccolo dispiacere: «L’unico rammarico è stata la mancata partecipazione all’Europeo U.21. Ero presente al pre-ritiro. Ne venivo dalla trafila nelle giovanili azzurre».

E alla fine Francesco scherza sul suo cognome che richiama il delizioso dolce: «Mi piace, mi piace. Solo in vacanza!». Adesso mister Andreazzoli lo tiene sicuramente a dieta stretta.

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