Cantata anarchica per De André

«Cöse ha faetu u Zêna?». Ha perso 3-0 a Terni

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De André

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Ricordi, sbocciavan le viole. L’amore non è mai perduto quando il distacco dal mondo terreno è solo fisico. Di Fabrizio De André restano le canzoni-poesie, gli ideali («Pochi ma, in compenso, ben fissi») e l’affetto mai tramontato della gente che l’ha amato. Alla pomposità barocca e farlocca dei tributi post mortem, dove chi passa nell’altra dimensione recita eternamente la parte del buono, avrebbe preferito una cantata anarchica: due chitarre e la magia del senso di partecipazione. E una cantata anarchica, da lontano, è ciò che gli dedichiamo, senza pretesa di voler strafare.

Cosa avrebbe scritto sull’attuale classe dirigente, o meglio chi sarebbe entrato di diritto nel testo nomade di “Via della povertà”, quella “Desolation row” dylaniana che nei primi anni di carriera cambiava adattandola al periodo, sferzando su politici e imprenditori, proprio mentre l’alba sta uccidendo la luna. E di Papa Francesco, un rivoluzionario nella Santa Sede, oppure della burrasca trumpista a Capitol Hill, cuore della democrazia mondiale, con curiosi interpreti addobbati da indiani: sì, quegli indiani che costituiscono pacificamente una delle minoranze sbriciolate nel mondo, talmente tante che ormai sono numericamente maggioranze senza poteri e privilegi.

Infine il calcio, la passione infantile e mai nascosta, il Grifo: «Non posso scrivere una canzone per il Genoa perché sono troppo coinvolto». De André amava calciatori di pura fantasia, espressione di estro e frantumatori di cliché storicizzati, come Meroni, Gianfranco Zigoni e, negli ultimi anni, la foca Marco Nappi. Avrebbe amato Bielsa poiché il credo del tecnico di Rosario («La sconfitta insegna più della vittoria») assomiglia molto a «maledetta vittoria, benedetta sconfitta». Tutto torna nella visione del calcio deandreiana. Durante il rapimento in Sardegna nel 1979 era tenuto al corrente dei risultati del Genoa dai mandanti: «Cöse ha faetu u Zêna?». Ha perso 3-0 a Terni. In direzione ostinata e contraria.

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