Braglia: «Rovella non ascolti le campane juventine, resti al Genoa»

«Andasse ora in un grande club farebbe panchina» consiglia l'ex portiere rossoblù

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Braglia Genoa Pandev
Simone Braglia (dal profilo Twitter @CBF_Futbol)

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Intervenuto telefonicamente su Radio Sportiva, Simone Braglia ha commentato la sconfitta del Genoa ieri con il Torino: «Il Grifone è un cantiere in evoluzione che durante l’ultimo mercato ha cambiato molto: non a caso Milan e Sassuolo sono in testa alla classifica perché in estate hanno fatto l’esatto contrario. Il Genoa ha buona prospettiva ma fa pochi gol. Inoltre, il Covid-19 è resta una scusante per i rossoblù: la malattia spossa, debilita e giocare ogni tre giorni forse non aiuta».

«Scamacca? Gli auguro di diventare una prima punta come lo sono stati Skuhravy, Milito e Pavoletti. Da solo, però, non può fare tutto: ha bisogno della collaborazione di tutta la squadra» spiega Braglia.

Su Rovella: «É un giocatore di prospettiva che si è inserito in prima squadra usufruendo delle tante assenza causate dalla problematica del virus, altrimenti non avrebbe mai giocato. Tenuto conto delle esigenze economiche della società, dobrebbe restare almeno un paio d’anni al Genoa per esprimere le sue potenzialità: l’ambiente rossoblù crede fortemente in lui. Gli consiglio di non ascoltare le campane juventine, lì farebbe solo panchina. Il lancio di Rovella mi porta a fare un plauso a tutto il settore giovanile del Genoa, l’anno scorso premiato come secondo d’Italia».

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