Braglia: «I calciatori non sono untori, intervenga l’Aic»

«Mi secca che oggi il calcio non sia più vero e manchi della tifoseria» spiega l'ex portiere

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Braglia Genoa
Simone Braglia (foto di Giovanni Villani)

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Intervenuto durante la trasmissione “We are Genoa” di Telenord, Simone Braglia fornisce la sua opinione sul caos Covid-19 in Serie A: «L’Italia conferma di essere un paese dai due pesi e due misure. É in corso una guerra a discapito delle squadre medio-piccole: così non si fa altro che allontanare le tifoserie. Non oggi scopriamo che il campionato si disputa sull’egemonia politica. De Laurentiis? Da tempo vuole prendere il potere opponendosi allo strapotere economico della Juventus».

«Da calciatore non sarei salito sull’aereo per Napoli perché due giocatori erano già positivi. Mi stupisco che l’AIC non sia intervenuta perché gli atleti, fuori dal campo, svolgono una vita normale: non sono untori. Le società un tempo avevano più tutele mentre ora le stesse usano i calciatori per i propri fini. La Serie A non doveva riprendere, lo dico da mesi, ma lo stop definitivo avrebbe dato il colpo di grazia a quei club eccessivamente indebitati» aggiunge Braglia.

«Il colera a Napoli era un bel problema nel 1973, la medicina ha compiuto passi da gigante. Ora il Covid-19 è più sopportabile. Mi secca che oggi il calcio non sia più vero e manchi della tifoseria e di questo non ne parla nessuno» chiosa Braglia.

Sul mercato del Genoa: «Sono arrivati calciatori di contenuto come era da anni che ci si aspettava. Faggiano e Preziosi hanno operato bene, il mio voto è altamente positivo. L’unica perplessità è l’alto numero dei calciatori in rosa. Paleari? Ottimo portiere di rendimento, al Cittadella ha fatto grandi stagioni: non farà rimpiangere Perin. Fossi in Zima chiederei la risoluzione del contratto perché hanno tradito la fiducia non dandogli un’opportunità di giocare».

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