Biraschi: «È stato un periodo difficile. Mi mancava il campo»

Il difensore è tornato a giocare dopo l'intervento alla spalla che lo ha tenuto fermo tre mesi

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Biraschi Pereyra Genoa-Udinese
Biraschi in azione contro l'Udinese (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Davide Biraschi commenta, ai microfoni di Dazn, il suo rientro dal primo minuto in occasione di Genoa-Udinese 1-1 dopo l’intervento ad una spalla che lo ha tenuto lontano dal terreno di gioco: «Una operazione abbastanza importante. Sono contentissimo di essere ritornato dopo più di tre mesi. Devo ringraziare il professore Di Giacomo che mi ha operato, devo ringraziare la società che mi ha messo a disposizione tutto il necessario per rimettermi in forma. Mi mancava tanto il campo. Sono veramente contento, quasi emozionato a rientrare qui, nello stadio. Sono orgoglioso di come ho affrontato questo tempo che è passato e di me stesso perché è stato un momento difficile ma sono riuscito a superarlo nel migliore dei modi e facendomi trovare pronto per il rientro in campo, facendo novanta minuti dopo tre mesi ed era difficile».

Sull’essere nella distinta alla voce “titolari”: «Sinceramente non mi aspettavo di giocare. Alla fine il mister mi ha detto che ero fra i titolari. Ero ovviamente contentissimo, col sorriso in faccia e lo ringrazio tantissimo per l’opportunità, per l’occasione che mi ha dato di grande fiducia. Dopo tanto tempo che ero fuori mi ha fatto giocare titolare in una partita che per noi è stata fondamentale».

Sulle parole del mister nei suoi confronti: «Devo migliorare tantissime cose. Il mister lo conosco da tanti anni e sa che posso dare di più ed anch’io so che posso dare di più. Sta a me applicarmi e migliorare tantissimi aspetti e spero di farcela».

Sul Genoa targato “primavera 2021” Biraschi aggiunge: «Ho l’impressione che abbiamo acquisito molta sicurezza nei nostri mezzi. Ho visto la squadra che prova anche ad imporre il gioco. Prima eravamo sicuramente una squadra forse un po’ più impaurita, subivamo più il gioco, invece adesso il gioco cerchiamo di imporlo. Quando sono tornato ho visto i ragazzi proprio cambiati, con un’altra mentalità, con la voglia di vincere, con la cattiveria calcistica e spero che continuiamo così».

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