Beatrice Citron a #IlGenoaPerVoi: «Quel Genoa-Bologna rimarrà per sempre nel mio cuore… la prima gara del Grifone senza il nonno a casa»

La testimonianza di Beatrice Citron raccontata a #IlGenoaPerVoi

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In questi giorni di distanza forzata dal Ferraris, lontani dalle grida di gioia della Gradinata Nord, il Genoa ha lanciato l’hashtag #IlGenoaPerVoi, allo scopo di far viaggiare la memoria di tutti i cuori rossoblù e ricordare quale sia stata loro partita più significativa del decennio. Tantissime le testimonianze arrivate. Tra queste spicca il racconto di Beatrice Citron, la quale, in poche righe, descrive la sua gara più importante e l’amore che la lega al Vecchio Balordo:

«Difficile scegliere una partita in particolare. Ci sarebbe la prima volta allo stadio con mio papà, oppure quel derby in cui conobbi quello che è ora il mio compagno. Ma c’è una partita in particolare che porto nel cuore con un velo di tristezza, non tanto per il risultato ottenuto, ma per quello che successe nel post partita. Ritorno con la mente al 16 settembre 2018, il Genoa affronta il Bologna dopo la pausa per la nazionale e vince sotto gli occhi di circa 20 mila spettatori. La mia voce si unisce alle altre nella gioia del gol arrivato al 69°, striscioni e bandiere sventolano nel vento della Nord. Urla, applausi per alcuni minuti, poi ritorna la tensione nell’attesa di quel triplice fischio finale che sancì la vittoria del Grifone. Un risultato che sollevò i morali rossoblù dopo la cinquina presa sul campo del Sassuolo. E così la partita finì, dopo vari cori e il solito saluto ai giocatori lasciai la Gradinata. Ed eccomi appena fuori dal Tempio con il telefonino in mano. Cercai il nome dall’elenco e feci per far partire la chiamata, ma qualcosa mi bloccò. Non so perché feci quel numero, nessuno mi avrebbe mai potuto rispondere. Gli occhi si inumidirono e per un po’ un nodo alla gola mi bloccò ogni suono. «Pronto nonno…Abbiamo vinto» Ecco la frase che mi rimbombò nella testa. L’avevo fatto talmente tante volte quel gesto, che anche quella domenica fu come naturale, involontario. Ma la realtà ormai era cambiata per sempre. Non avrei più potuto chiamarlo al 90° e dirgli del risultato, non avrei più rivisto i gol con lui la domenica sera…Mio nonno aveva lasciato questa terra la mattina del 7 di settembre. Ecco, il Genoa per me è proprio mio nonno, tifoso granata, che mi ha trasmetto i valori del nobile calcio, del tifare incondizionatamente nonostante il risultato, del non arrendermi mai. Quel Genoa-Bologna rimarrà per sempre nel mio cuore… la prima gara del Grifone senza il nonno a casa».

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